TOUR  GIUGNO 2017 di Giambattista e Michela  e di Giovanni e Caterina in

                                                                                      MONTENEGRO-BOSNIA-SERBIA-ROMANIA-BULGARIA- GRECIA.

30\05 Imbarco a Bari alle ore 22,00  e arrivo  a Bar (Montenegro)  alle ore 8,00 del 31\05.

31\05   Eseguite le formalità' doganali, abbiamo proseguito lungo la M 2-4 E 851, strada panoramica sulla costa montenegrina . Passando da Budva raggiungiamo Kotor ,(a  61 Km. -1h,30); dopo una breve sosta per il  pranzo,  visitiamo Kotor. Nel pomeriggio arriviamo a Pocitelj in Bosnia alle ore 16,00 circa e sostiamo nel parcheggio sotto il paese. Da vedere, in questo piccolo gioiello tutto in pietra, la Moschea Hadzi Alija del 500 con vicino un edificio turco. In serata  trasferimento a Blagaj  (a  23 Km.) , dove sostiamo nel parcheggio a 500 mt dal Monastero ( 5€ x 24h.)  

01\06 Al mattino  visita al monastero Derviscio . Nel pomeriggio trasferimento a  Medjugorje  c\o  il camping Auto Zemo , (a 40 Km.). Sistemazione del camper ed inizio  della visita al Santuario (San Giacomo) ed agli altri luoghi di culto.

02\06 MEDJUGORJIE : ore 8,00 con un taxi  andiamo alla croce blu ,che si trova alla base della collina dell'apparizione per partecipare al grande evento con la veggente Mirjana. A seguire facciamo il percorso della collina delle apparizione. ( per eventuale visita guidata rivolgersi alla sig.ra Anna Sego cell. 38763402489). Nel pomeriggio shopping ed, in serata, partecipazione  alle funzioni religiose .

03\06 ore 8,00 trasferimento  a Mostar (a 30 Km.) , dove parcheggiamo in centro nell’ area attrezzata in Franjevacka Husnije Repca. Da vedere il ponte vecchio (Stari most) e la Moschea Karadozbegova dzamija in via Brace Frjica, considerata la più bella moschea della Bosnia ,con la sua grande cupola ed il suo alto minareto : costruita dall'architetto turco Mimar Sinai nel 1557, nella 2° guerra mondiale fu gravemente danneggiata, e, durante l'ultimo conflitto Jugoslavo, fu completamente distrutta. E' stata di nuovo ricostruita e ci si arriva percorrendo Brace Fejica. Uscendo dal centro storico s’imbocca l’antico quartiere commerciale.

Ore 16,00  partiamo per Sarajevo (a 130 Km. circa 3 h)  e costeggiando il fiume Nertva, arriviamo al camping Rimski most in blazujski drum 80 (Ilidza) periferia di Sarajevo(€ 17,00). Nel pomeriggio visitiamo il museo Tunel-Sarajevo ( orario dalle 9,00 alle 15,30 - ticket € 2,50). Dal camping a piedi per 300 mt.  poi prendere il BUS n 27 alla fermata Vreoca , scendere dopo 3 fermate alla  Ilidza terminal-ilidza-snovna skola e continuare a piedi x 1500 mt; per il  ritorno : bus n° 32 a piedi x1300 mt via Tuneli fino in via Butmiskacesta- fermata Butimir mz13-ilidza terminal-ilidza-vreoca- a piedi x 300 mt. verso il camping.

05\06 visita di Sarajevo. Con il tram n° 3 andiamo in centro (banka) dove inizia il tour dalla Fontana Sebilj, simbolo della città ed in stile moresco; si visita poi il  quartiere turco  BASCARSIJA con tanti negozi di souvenir  ed artigianato  turco ,  la biblioteca nazionale ,( un palazzo in stile moresco costruito tra il 1892 ed il 1894) la  moschea Gazi husrev beg,  la madresa ,  (scuola dei paesi musulmani che merita sicuramente una visita) e sopratutto  l'edificio del XVI sec. in stile ottomano ,che si trova di fronte la moschea.

Consumiamo il pranzo c\o Morica dove è possibile gustare le specialità del luogo : (mititei e mamaliga) involtini in foglie di vite.

Proseguiamo la visita entrando  nella  vecchia chiesa ortodossa ,dedicata agli Arcangeli Gabriele e Michele, (prima era una chiesa cristiana) con un’ importante Iconostasi del 1700 e con annesso museo, nella sinagoga  e poi visitando il  vecchio tempio dove c'e' il museo ebraico . Entriamo poi nell’  antico bazar (quartiere turco ed  anche centro culturale della città ) ,dove il MUEZZIN , per 5 volte tra notte e giorno, dal minareto,con voce alta e possente chiama i fedeli alle preghiere stabilite dal Corano. Nella sinagoga si celebra il "SHABAT, festa del riposo,  celebrato il sabato.

Si prosegue verso il ponte latino, dove il 28 giugno 1914 fu' ucciso l'erede al trono d'Austria-Ungheria,( Arciduca Francesco Ferdinando), per mano di un social rivoluzionario (Gavrico Arincia), bosniaco di origine serbe; episodio che fu la  causa scatenante della 1^ guerra mondiale.

Visitiamo poi la Cattedrale cattolica del Sacro Cuore  ,  la nuova chiesa ortodossa, il Mercato "Markale , mercato ortofrutticolo che , durante l'assedio di Sarajevo del  1994 , fu oggetto di 2 bombardamenti (il primo avvenne il 5 febbraio 1994 causando 68 morti e 144 feriti ed il secondo il 28 agosto 1995 provocando 43 morti e 75 feriti),   Piazza Oslobodnje ,dove vennero uccisi 5 giornalisti, il Teatro Nazionale,  il Palazzo presidenziale  la moschea di ALI' PASCIA.

06\06 ORE 8,00 trasferimento a Belgrado ( a 290 Km. circa 6ore di viaggio). Sistemazione nel camping Center Belgrade  nel quartiere Visnijca.(€10,00) Nel pomeriggio, intorno alle ore 16,00, con il bus n°32 E -  linea Visnijca-TGR Republike - oppure con il  bus n° 32 - linea visnijca-vukor spomenik-  si raggiunge la Piazza Republike dove, vicino al monumento equestre, ci sono le guide per la visita della città e da dove partono quasi tutti i walking tour, la maggior parte dei quali sono gratuiti,(o meglio ciascuno paga secondo coscienza). La visita guidata dura dalle 2 alle 3 ore .

07\06 Continua la visita di Belgrado con ill parco Kalemedgan, la strada pedonale MIHAILOVA, piena di banchi di souvenir e di quadri, caffè e tanto struscio. Si visitano, poi, le due piazze più' importante la Tgr Republike e Tetrazije.  Tagliando per il centro storico si passa davanti al Parlamento per poi raggiungere la Cattedrale di  San Michele del 1837 in stile classico barocco. Da vedere anche  il Palazzo vecchio, oggi sede dell'Assemblea cittadina, e la chiesa di San Marco, in stile neobizantina, che si trova nel parco Tasmajdan.    

Con il bus turistico ci siamo recati in un posto assolutamente da vedere: l'Adacingalija Savsko Jezero,  che e' considerato il mare di Belgrado con spiagge  e ritrovi, negozi e giardini curatissimi. Qui l'isola del fiume Sava e' stata trasformata in una penisola balneabile, tramite dighe e sbarramenti. Per la pausa pranzo , siamo ritornati verso il centro storico nel quartiere Skadarija in stile bohemien, fermandoci in una delle numerose trattorie di una volta , con cucina tradizionale serba.                                                                                                                                                                                                                                                                                                

08\06 Trasferimento  Timisoara, ( a 160 Km.) e sosta nel Camping Internazionale.(€ 22,00). Città dall'aspetto vivo e moderno , si estende lungo il  canale navigabile della Bega, nel banato di cui e' la capitale storica. Timisoara è la porta d'ingresso sull'occidente e vanta un lungo passato di multiculturalismo cosmopolita. Oggi e' famosa come il luogo di nascita della rivoluzione romena del 1989 che ha posto fine al regime di Ceausescu

09\06 Nella mattinata si continua la visita di Timisoara e nel pomeriggio  ci si trasferisce a Deva\Hunedoara (a 160 Km circa 2h,5) per la visita al Castello  Corvino ( parcheggio del castello). In serata, trasferimento ad Alba Iulia (a 80 Km. circa 1h) con parcheggio gratuito di fronte alla cittadella.. La cetatea (cittadella) e' il cuore della città e molti dei luoghi principali da visitare si trovano lungo la strada Mihai Viteazul all'interno delle mura. La cetatea è stata progettata dall'architetto italiano Giovanni Morando Visconti all'inizio del XVIII sec..

10\06  ore 8,30  partenza per  Sibiu (a  76 Km)  e sosta nel camping Ananas ( € 22,00). Per raggiungere la città è opportuno prendere un taxi (€7,00 per 4 persone). Questa  è il fulcro originario del potere della Transilvania sassone. Chiamata Hermannstadt dai residenti  tedeschi,vanta una delle cittadelle medievali più grandi della Romania.Un tempo la città aveva tre cinte murarie fortificate concentriche,di cui sono sopravvissute solo alcuni tratti  insieme a un affascinante insieme di piazze,scalinate e bastioni del 1800.

11\06  Nella mattina continua la visita di Sibiu e nel pomeriggio, intorno alle  ore 14,00,  ci trasferiamo a SIGHISOARA ( a 90 Km. circa 2ore) dove  sostiamo  presso l’ ampio parcheggio per bus  gratuito nel centro della città, in Plata Muzeului. La romantica Sighisoara è una delle città più affascinanti  della Transilvania. La definizione  “ città da favola”  non potrebbe essere più appropriata. Una volta entrati nella cittadella si prova la sensazione di essere tornati indietro nel tempo. Da non perdere la visita alla casa natale di Dracula.

€12\06  ore 8,00 trasferimento a Praid ( a 70 Km. circa 1h)   e sosta in un giardino privato ( € 8,00  sig.ra...Margharita) . Un bus ci porta sotto terra per la visita delle miniere del sale dove ,all'interno, ci sono ristoranti, ruota panoramica ecc...

13\06 Raggiungiamo  Sovata ( a 9 km)   citta' termale con laghi termali e con acqua calda e salata . La sosta è  c\o camping Vasskert sulla strada principale( N 46°35'29" – E 25°04'19"€12). Trascorriamo l’intera giornata alle terme  e serata in camping con un gruppo di camperisti olandesi, che avevano organizzato una serata tipica rumena con balli e musica e cucina tradizionale (bellissima serata).

14\06  Ore 8,00 partenza per PREJMER ( a 230 Km -circa 5 ore)  e sosta nel parcheggio  della chiesa fortificata. Visitiamo la  cittadella fortificata di Harman e Prejmer dichiarate Patrimonio Unesco.

Nel pomeriggio raggiungiamo BRASOV  ( a 16 Km) e sostiamo in città  nel parcheggio custodito della  strada Gehorge Sincai, con vigilanza di telecamere ( €. 5,00 per 24 h).

Visitiamo di sera BRASOV, affascinante  città ai piedi del monte Tampa, il cui centro conserva l'aspetto medioevale.  La Piazza del Consiglio, adornata di una moderna fontana e  da aiuole, e' dominata dalla Casa del Consiglio ; da vedere anche la Chiesa Nera , la principale e la più grande chiesa gotica della Romania.

15\06 Mattinata dedicata ancora a Brasov . Con una telecabina, raggiungiamo la sommità del monte Tampa da dove si gode uno spettacolare panorama della città: non siamo stati però fortunati ad incontrare gli orsi, di cui si sente parlare. Nel pomeriggio ci spostiamo a Bran, ( a 30 Km.) passando da Rasnov . Sostiamo al Vampire Camping  (€ 15,00) sito lungo il giro esterno del castello e della città.

16\06 Dedichiamo la mattina alla visita guidata del castello di Dracula, e successivamente facciamo shopping in uno dei tanti negozi di “Dracula”. Nel pomeriggio raggiungiamo   SINAIA ( a 48 Km) con  sosta nel parcheggio del castello (€ 5,00), e visitiamo  un bellissimo monastero ortodosso. 17\06 Visitiamo con una guida il favoloso castello Peles (da non perdere) , e poi il castello Pelisor costruito in un misto di legno e muratura (anche qui e' possibile incontrare cinghiali e orsi).

 18\06 Siamo a BUCAREST  (a 115 Km. percorrendo la E 60 e non l’autostrada) presso il camping Casa Alba Allee Privighetorilor  che si trova al termine della E 60 ( € 20,00 per 24h).

19\- 20\06  Con il bus 783  raggiungiamo il centro dove in 2 giorni abbiamo  visitato la Casa del  Popolo, ( il parlamento considerato l'edificio più grande al mondo dopo il Pentagono U.S.A) , il Museo  del villaggio con oltre 300 case autentiche di antichi villaggi rumeni, il cuore della vecchia Bucarest (Piata Revolutiei), la Calea Victoria, (la strada più antica della città) , il rione Lispani con le sue viuzze strette e caratteristiche(  qui nei pressi si trova la più antica birreria di Bucarest : la Caru da Beru  dove si gustano salsicce alla griglia accompagnata dalla birra piuù buona prodotta in Romania; qui abbiamo anche incontrato degli amici rumeni dei coniugi Sabia che ci hanno tenuto compagnia). Abbiamo infione visitato la Biserca-Curtrea-Veche (la chiesa più vecchia di Bucarest)

21\ 22\06  ORE 8,30 Trasferimento verso Sofia capitale della Bulgaria ( a 387 Km - circa 5 ore),passando da GIURGIU, e  arrivo alle 13,30 circa al camping Bul Lomsko Shose n°220 ( € 10). Per andare in città, la fermata della metro " LOMSKO SHOSE" si trova a 300 mt e si scende alla SERDIKA.Portarsi in piazza Sveta Nedelya.(santa Domenica).Qui, da dove inizia il percorso di visita , si trova la magnifica cattedrale di Sveta Nedelya ; ci si  dirige, dopo , a Nord , su Bull Maria Luisa , passando davanti all'elegante centro commerciale TSHM-Retail Centre aperto dalle 10,00 alle 21,00; si viista poi la  moschea Bashi-Banya  e si prosegue  verso sinistra in Ekzarh-Yosif dove sorge la sinagoga di Sofia.

Si torna in bul  Serdik dove si trova il  Sofia Museum Historia con all'interno  le terme municipali.

Si gira quindi a destra in Ekzar Yossif , dove scorrono le fontanelle di acqua minerale potabile (consigliabile portare qualche bottiglia) e si prosegue lungo Serdika, sbucando in Nezavisimost che si attraversa per  raggiungere il Palazzo  della Republica, dove è possibile  assistere alla cerimonia del cambio di guardia in grande uniforme. Seguendo l'itinerario segnato in Giallo ed il viale acciottolato ( Bul Tsar -Osvoboditel) si può ammirare il maestoso Palazzo Reale che, attualmente, ospita la Galleria d'arte-nazionale e, proseguendo si giunge  in Aleksander Nevski, dove si erge la scintillante chiesa russa ortodossa di Sveti Nikolai ( San Nicola).

23\06  Raggiungiamo il MONASTERO di RILA, sulla strada verso la Grecia a 120 km da Sofia. Per la visita guidata rivolgersi all'ufficio del turismo e chiedere del Sig. Yavor. Questo  monastero per la sua bellezza e grandiosità vale da solo il tour della Bulgaria. Consumiamo il pranzo in un tipico ristorante gustando lo stinco di maiale alla bulgara ( il proprietario, sig. Lazzaro; parla bene l’ italiano.- persona bravissima-)

Nel pomeriggio ci  trasferiamo a  Salonicco (Thessaloniki)  ( a 216 Km. - circa 3h,30) e  parcheggiamo in un’ area attrezzata sita in  località  Zampetas vicino all’aeroporto, a 18 km dal centro, gestita da un  rivenditore di  camper; vicino passa il  bus per il centro.

IL 24\06  giornata di relax al mare ,dove ci incontriamo con il presidente del Camper Club Potenza  e consorte di ritorno dalla Romania (Canio &Michela).

25\06 sab. Si parte alla volta di  METEORA (a 300 Km.- circa 3 ore). Ci sono più possibilità per sostare : 1^  presso   il ristorante Arsenis ( N 39.70876 -  E 21.65463)  in cambio della consumazione di un pasto ; 2^ nello spiazzo dove parte il sentiero per il monastero di ROUSSANOU (N 39.72142 -  E 21.63449) ; 3^ in un altro spiazzo che si trova a 400mt piu' a sud  davanti alla roccia panoramica.-- 4° nello spiazzo prima del parcheggio del monastero Varlaam        ( N 39.72589 - E 21.63252);  5° a Kastraki ci sono 2 camping. 

L’ orario dei  Monasteri è il seguente :  AGIOS STEFANOS  (Santo Stefano)  dalle 9,30 alle 13,30   e dalle 15,30 alle 17,30;  GRANDE MONASTERO DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU'  dalle 9,00 alle 17,00 --MONASTERO ROUSSANOU dalle  9,00 alle 17,00.

 IL Monastero di Agios Stefanos e' un monastero di suore ortodosse ,fondato da un eremita di nome Geremia intorno al 1191. Possiede 2 chiese. Quella cattolica,costruita nel 1798,custodisce le reliquie di SAN HARALAMBOS e venne parzialmente distrutta nel corso della 2° guerra mondiale. Abbandonata nel 1960,  è stata ripopolata a partire dal 1962 da una comunità di monaci. Sospese in aria, tra la terra e il cielo, le rocce di Meteora sono un luogo dello spirito, dove si percepisce il senso mistico del monachesimo e dell’ortodossia, in cui il turismo deve entrare in punta di piedi, consapevole di penetrare un palpabile velo di sacralità. Avvicinarsi alle Meteore non è percorrere un semplice itinerario turistico, è un autentico tuffo in una spiritualità antica, legata alle più profonde e radicate tradizioni della terra greca e dell’ortodossia orientale. Per molti aspetti è un ritorno al medioevo, agli esordi di quel monachesimo che tanta parte ha avuto nella nostra storia, ma del quale, girando per l’Europa, a fatica se ne scorgono le tracce. In questo luogo, invece, la fede e la sacralità dei gesti e delle parole permea ogni singola pietra. Posso concludere che il viaggio è stato bellissimo, senza stressarci perchè guidare e ammirare i paesaggi della Transilvania, in particolare, era talmente rilassante con tutto il verde intorno. Molte volte si parte con i pregiudizi e si ritorna pieni di cultura, abbiamo incontrati persone stupende e disponibili che molte volte si sono aggregate a noi per farci da guida e poi è nata una bella amicizia. Non mi sono dilungato molto ma le cose da scrivere e vedere sono tante.

Le Meteore, intendiamoci subito, non sono un sacrario di anacronistici bacchettoni, e al contempo, non è un posto per turisti chiassoni. E’ uno spazio dedicato alla fede, al sacro, al silenzio e alla meditazione. A tutti quegli aspetti che molti occidentali delusi dal secolarismo della chiesa ricercano nelle religiosità esotiche, ignari che, da sempre, sono parte vitale della nostra storia.

Le Meteore sono anche un fenomeno geologico tra i più belli e spettacolari: un gruppo di rocce grigie, levigate, che si innalzano austere dall’immensità della piana della Tessaglia. Avvicinarsi ad esse è stupore e incredulità che, a poco a poco, ascoltando il silenzio e osservando le movenze senza tempo dei monaci, si trasforma nell’emozione dell’assoluto. Non importa che si creda nel Dio di questi monaci, quello che serve per amare questi luoghi sono un cuore e una mente aperta. Proprio per queste sue peculiari caratteristiche consigliamo di visitarle nelle prime ore del mattino, oppure verso il tramonto, periodi in cui la maggior parte dei turisti si attarda tra le botteghe di Kalambaka.

Attualmente sono sei i monasteri abitati: Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos, ma nei secoli passati queste aspre rocce contavano altri quindici complessi monastici, ora disabitati, pressoché in rovina e non facili da visitare. Guardandosi intorno con attenzione, mentre si percorre l’unica strada che parte e ritorna a Kalambaka, se ne possono facilmente scorgere le rovine. La vista di questi eremi permette di comprendere quali privazioni comportasse la scelta monastica, il rifiuto del mondo, per dedicarsi esclusivamente alla ricerca spirituale. Tutti i monasteri che compongono il nostro itinerario sono invece facilmente accessibili, ma antiche incisioni e l’austera presenza di reti, argani e carrucole permette di comprendere come l’isolamento di questi eremi fosse quasi totale e come il contatto con il mondo esterno avvenisse esclusivamente attraverso l’utilizzo di sistemi arcaici e assolutamente precari.

Il Monastero di Santo Stefano (Agios Stefanos), che risale al 1192, ospita il Katholikon, l’edificio sacro centrale dedicato a San Caralambo, e la semplice struttura in legno dell’antica Santo Stefano. Il Katholikon, e non poteva essere altrimenti, è un’imponente pianta a croce greca che ricorda le chiese del Monte Athos. Innalzato alla fine del Settecento non è affrescato, ma possiede un ciborio in legno intarsiato di elevato valore, al pari della Cortina che presenta temi naturalistici intrecciati a figure di Santi e alla rappresentazione dell’Ultima Cena.

 Davvero suggestiva la piccola chiesa di Santo Stefano, decorata di affreschi cinquecenteschi. Il monastero si completa con la foresteria, il cortile, le celle dei monaci ed il refettorio.

Salendo i 140 gradini scolpiti nella roccia si giunge al monastero della Santissima Trinità (Agia Triada), il cui Katholikon, che risale al 1476, pur di dimensioni contenute, conserva pregevoli icone e un vasto ciclo di affreschi ispirati alla storia, ai dogmi e alla liturgia della Chiesa ortodossa. Proprio all’ingresso del monastero, una rotonda scavata nella roccia costituisce la cappella di San Giovanni Battista, mentre il complesso monastico si completa con le celle, il refettorio, la cucina e duecisterne.
Sulla roccia più alta, a 613 metri sul livello del mare, sorge il monastero della Trasfigurazione, la Grande Meteora. Una serie di oscuri corridoi e piccoli scalini scavati nella roccia viva, conducono all’antica torre con l’argano, al forno e ad alcune celle, ma il vero spettacolo di Gran Meteora è il Katholikon, l’imponente chiesa al centro del complesso. Autentico capolavoro dell’architettura bizantina, risale alla fine del Trecento e venne completamente affrescato nel secolo successivo. 

La chiesa è stata poi arricchita con la navata, che risale al Cinquecento, e con la Cortina in legno intarsiato, del 1791. Bellissime le icone della Cortina, il trono episcopale in legno con figure in madreperla e i due leggii lignei con intarsi in madreperla e avorio. Di assoluto valore artistico il ciclo di affreschi. Gran Meteora vanta altre tre chiese: SS. Costantino ed Elena, S. Atanasio e S. Giovanni Battista. Il grande refettorio è stato trasformato in un museo e attualmente custodisce croci, icone, paramenti sacri, miniature, sigilli. Alle spalle del refettorio si trova l’ospedale.

Il monastero di Ognissanti, risalente al 1350, deve il proprio nome al monaco Varlaam, che qui costruì alcune celle e una chiesa, dopo aver conquistato la propria posizione ascetica attraverso un complesso, e traballante, sistema di impalcature fissate su travi incastrate nella parete rocciosa. Più avanti queste furono sostituite da scale a corda e da un argano a fune che, dondolando nel vuoto, issava i temerari visitatori sino a 373 metri di altezza. 

Oggi Varlaam è comodamente raggiungibile in poco meno di 200 gradini, che risalgono agli anni Venti del Novecento. Il Katholikon è a pianta greca con cupola e 4 colonne, riccamente affrescato con figure plastiche che presentano repentini contrasti di luce e ombra. Con tutta probabilità gli affreschi della navata sono opera di Franco Katelano, uno dei più importanti agiografi del XVI secolo, impegnato anche sul Monte Athos. Oltre al Katholikon si possono ammirare la cappella dei Tre Gerarchi, anch’essa affrescata, il refettorio, l’ospedale, l’ospizio e la cappella dei Santi Cosma e Damiano. Moltissime le reliquie conservate: crocefissi, icone, paramenti sacri, manoscritti, codici miniati.

Roussanou è posto su un picco assolutamente verticale, un’aspra e ripida roccia che mette le vertigini e che, fino al 1897, era collegata al mondo esclusivamente attraverso una serie di scale a corda. La sua fondazione risale al 1288. Il Katholikon è dedicato alla Trasfigurazione di Cristo e presenta tre absidi riccamente affrescati. La Cortina è in legno dorato, mentre l’inginocchiatoio della Vergine presenta pregevoli decorazioni in madreperla.

Il monastero di San Nicola (Agios Nikolaos ), posto su uno stretto sperone roccioso, si sviluppa in senso verticale, con la chiesa e il refettorio al primo piano, sovrastate dalle celle monacali poste al piano superiore. Il Katholikon è lungo e stretto e segue l’andamento stesso della roccia. Il nartece, rispetto alla totalità dell’edificio appare sproporzionatamente ampio. Data l’impossibilità di lasciare spazio a un cortile, il nartece svolgeva, infatti, anche la funzione di luogo di ritrovo

mlk per i 10 monaci che potevano abitare il complesso. Gli affreschi sono del più grande artista greco del XVI secolo, il monaco Theofanis Strelitzas da Creta, che ha rappresentato i dogmi e la liturgia ortodossa con grande vivacità ed espressività artistica.

25\06 Domenica: Raggiungiamo IGOUMENITSA ( a 170 Km. - circa 2h,30) e andiamo  al nuovo porto ( N 39°17'24"  - E20°09'36") per imbarcarci alle ore 23,59 con destinazione Brindisi dove saremmo dovuti arrivare  la mattina successiva alle ore 8,30 ; invece  la nave e' partita alle ore 01,40  arrivando a Brindisi il giorno dopo alle 12,00.

Conclusioni:

  1. a) km percorsi circa 3500;
  2. b) spese sostenute: gasolio lt 335 =  €350 (  il prezzo del gasolio varia da €0,90 a €   1,12)                       
  3. c) ristoranti  ingressi castelli -monasteri-  taxi  =  € 200

d) traghetti da Bari a Bar (Montenegro) e da  Igoumentsa  a Brindisi    €  316.

PAESI BASCHI e PORTOGALLO 2017 di Luisa e Consolato FOTI

Avevamo visitato, con la roulotte, parte della Spagna e del Portogallo nel 1992, l’anno delle Olimpiadi di Barcellona e dell’Expo di Siviglia.

Decidiamo di ritornare nella Penisola Iberica, con il camper, alla scoperta dei Paesi Baschi e del Sud del Portogallo che, 25 anni fa, non erano compresi nel nostro itinerario, utilizzando le Navi della Grimaldi Lines (sconto del 10% per gli iscritti alla Confederazione Italiana Campeggiatori) che, in 20 ore e con una spesa complessiva di 440 € per A.R. (camper + passaggio ponte per 2 persone + assicurazione per annullamento viaggio) ci portano da Civitavecchia a Barcellona, con scalo a Porto Torres, e viceversa.

La partenza della nave (Cruise Roma) è, puntuale, alle 23,45 dell’ 8 giugno ed altrettanto puntuale è l’arrivo a Barcellona, alle 19,45 del giorno dopo.

Con l’intenzione di visitare la città alla fine del viaggio, lasciamo subito Barcellona diretti a Nord e facciamo tappa per la notte a VILLARANA, un piccolo centro a circa 20 Km., nel parcheggio gratuito di Via Carrer Mayor 60, di fronte la distributore di carburanti della Repsol, (N 41° 22’ 56.617’’ E 01° 55’ 38.023’’) con 6 posti riservati ai camper, senza altri servizi se non un piccolo chiosco dove, al mattino, è possibile gustare i famosi churros appena fatti.

Si parte con destinazione Pamplona e, poco prima di Huesca, imbocchiamo l’ A 132, una strada panoramica che attraversa il territorio dei MALLOS de RIGLOS, una serie di spettacolari formazioni rocciose, alte circa 300 metri, e quello dove è stato realizzato lo sbarramento sul fiume GALLEGO, con la diga dalla cui sommità è possibile ammirare curiosi ed affascinanti scorci panoramici.

Giungiamo a PAMPLONA nel primo pomeriggio del 10 giugno e, per la visita alla città, ci fermiamo nel parcheggio gratuito (N. 42° 49’ 12.058 W 01° 39’ 20.336 ‘’) di Av. De Gipzkoa Etorbidea, da dove è possibile raggiungere a piedi il centro storico.

La città, famosa soprattutto per la corsa dei tori lanciati per le sue vie in occasione della festa di San Firminio, che si festeggia dal 7 al 14 luglio, ha anche molti altri motivi di interesse e, tra l’altro, la Piazza del Castillo, cuore della città, con il Palazzo del Governo della Navarra, il Palazzo Comunale, la Cattedrale di Santa Maria, la Ciudadela ed il Parco della Taconera, il più suggestivo ed il più bello dei parchi di Pamplona.

Per trascorrere la notte, ci spostiamo di 4 Km al Camperplaats (N 42° 50’ 25’’ W 01° 39’ 55’’) in Calle Plazaola, bene illuminato, gratuito e dotato di impianto di carico e scarico,

Il giorno dopo, percorsi circa 80 Km, raggiungiamo SAN SEBASTIAN e più precisamente l’A.A. Autokarabanak paseo de Berio, nella zona dell’Università, (N 43° 18’ 27.7’’ W 02° 00’ 51’’) con 40 posti camper, impianto di carico e scarico, al costo di € 3,50 ogni 24 ore di sosta.

Mezz’ora di passeggiata e si giunge alla splendida baia della Concha, con al centro l’isoletta di Santa Clara. La spiaggia (Playa de la Concha) è grandissima in lunghezza e larghezza, ma all’arrivo dell’alta marea diventa molto piccola, scomparendo in alcuni tratti e riducendosi ad una sottile striscia di sabbia in altri. Il lungomare, con i suoi 1.350 metri di lunghezza e le numerose ville in stile Belle Epoque che gli fanno da cornice, ha termine all’inizio del centro storico (la Parte Veja). Senza significativi edifici di rilevanza artistica, questa parte di città è caratterizzata dal dedalo di strette ed affollatissime viuzze, con tanti negozi, piccoli ristoranti e Tapas Bar, dove è possibile gustare i pincho o pintxos, tipici stuzzichini locali, simili alle più fampose tapas, che accompagnano di solito l’aperitivo dei baschi. Il cuore della città è rappresentato dalla Plaza Constitucion, ma è piacevole anche la passeggiata lungo il porto dove sorge l’acquario di San Sebastian, una delle maggiori attrazioni dei Paesi Baschi.

Realizzato in un edificio del 1928, l’acquario ospita le più importanti specie marine del Mar Cantabrico che si possono ammirare dallo spettacolare tunnel di vetro circolare situato al suo interno.

La mattina del 12 giugno siamo a VITORIA dove sostiamo nell’ ampia area attrezzata sita in Portal de Foronda (n 42° 51’ 57.4’’ W 02° 41’ 03.5’’) gratuita e con impianto di carico e scarico; il centro città è raggiungibile con la tramvia (€ 1,45 a persona) la cui fermata dista appena 300 mt.

 Fondata alla fine del XII secolo, Vitoria-Gasteiz possiede un centro medievale in cui è possibile scoprire numerosi angoli pittoreschi, come la piazza della Virgen Blanca, centro nevralgico della città presieduta dal monumento della battaglia di Vitoria. Qui si trova la chiesa di San Miguel, che ospita l'immagine della Vergine Bianca, patrona della città. Tra gli edifici storici, il più importante è sicuramente l’imponente cattedrale di Santa María, attualmente in fase di restauro e visitabile con guida ed ad orari stabiliti. Interessanti anche il complesso de Los Arquillos, la piazza del Machete, dove tradizionalmente prestavano giuramento i membri del Municipio, e la Plaza de Espagna dove hanno sede gli Uffici comunali.

Nel pomeriggio raggiungiamo BILBAO e ci fermiamo nell’area di sosta di Via Monte Kobata 31 (N 43° 15’ 35’’ W 02° 57’ 49’’) con splendida vista sulla città. L’area è a pagamento (€ 15,00 per notte compreso servizi ed elettricità) ed il centro storico della città è raggiungibile con il bus n. 58 (€ 1,25) la cui fermata è a 150 mt. dall’ingresso dell’area, con corse ogni mezz’ora e capolinea nei pressi dell’Iglesia de San Anton e del Mercado de la Ribera dove i residenti del posto vengono per acquistare cibo fresco e allo stesso tempo, nei tanti piccoli bar e bancarelle bere un bicchiere o mangiare qualcosa. La superficie totale è di 10.000 metri quadrati ed è il più grande mercato coperto di tutta Europa . È progettato anche in modo tale da lasciare entrare molta luce naturale: ci sono delle grandi finestre bellissime in stile art déco e anche i pavimenti riflettono la luce.

Il centro di Bilbao è tutto un monumento storico-artistico e nelle sue strade sono concentrati i principali edifici storici della città come la splendida Biblioteca comunale, la gotica Cattedrale de Santiago, la Plaza Nueva, il Teatro Arriaga, l’edificio de la Bolsa, la stazione La Concordia.

Ma Bilbao è anche città vivace e all’avanguardia che emana tanta modernità espressa, senza dubbio, dal Museo Guggenheim ma anche, tra l’altro, dalla vicina Torre Iberdrola, alta 165 metri e dal Zubi Zuri, la bella e bianca passerella sul fiume Nervion dell’architetto Santiago Calatrava.

La mattina del 14 giugno ritorniamo sulla costa e facciamo tappa a CABO MAYOR, sostando nel parcheggio sito sotto il faro che ha un’altezza di 30 mt. (N 43° 29’ 26.14’’ W 03° 47’ 28.17’’) ed è stato costruito nel 1839. Una comoda scalinata consente di arrivare fino alla punta del promontorio sottostante e avere una magnifica vista su tutta la costa.

Proseguiamo alla volta di SANTANDER e riusciamo a trovare posto per sostare nel grande parcheggio di Calle del Varadero (N 43° 27.205’ W 03° 49.021’) da dove il centro storico è raggiungibile a piedi ma che, durante il giorno, essendo gratuito, è ampiamente utilizzato dai locali; si svuota, poi, quasi completamente, nelle ore serali.

Santander è senza dubbio una delle città più eleganti e belle della costa nord della Spagna con il suo ambiente signorile, gli edifici ottocenteschi, gli incantevoli locali all’aperto e la spettacolare baia, riconosciuta come una delle più belle del mondo.

Il simbolo di questa città è oggi un edificio dalla storia recente: il Palacio de Festivales de Cantabria realizzato dall'architetto Sáenz de Oiza per ospitare i molti festival che vi si tengono.

Il centro storico si caratterizza soprattutto per la Cattedrale di Nuestra Señora de Asuncion, un'antica abbazia trasformata in cattedrale nel XVIII secolo: con le sue tre navate e con il suo chiostro a forma quadrata rappresenta una chiesa di immenso valore per gli amanti dell'architettura religiosa. Interessanti anche la Piazza Porticata ed il Municipio . 

Bellissima e romantica è la passeggiata lungo il Paseo de Pereda, una grande strada, lunga circa un chilometro e mezzo che scorre parallelamente al molo e che conduce fino a Puertochico, nella zona dell'Avenida de la Reina da dove è possibile ammirare tutta la baia

Lungo questa strada sorgono, tra l’altro, il Banco de Santander, uno degli edifici più imponenti della città, costruito intorno agli anni Quaranta e l’avveniristico Centro di Arte Botin progettato da Renzo Piano.

Nella zona di El Sardinero si trovano alcune tra le spiagge più belle dalla città, come Playa de la Magdalena, Playa de la Concha e Playa del Camello.

La mattina del giorno dopo visitiamo la vicina Penisola de la Magdalena, utilizzando per la sosta il parcheggio antistante la Playa del Camello (N 43° 28’ 11.334’’ W 03° 46’ 35.716’’), vicino all’ingresso del parco, che è visitabile gratuitamente a piedi, oppure utilizzando un trenino turistico.

ll Parco della Magdalena si trova arroccato sull’omonima penisola ed è uno spazio esteso su una superficie di venticinque ettari in cui una gran varietà di specie vegetali si alterna ad aree giochi per bambini, ad una grande vasca di acqua salata in cui nuotano simpatiche foche, a spazi espositivi dove sono riprodotti tre galeoni, utilizzati per esplorare il Rio delle Amazzoni, nell'epoca del colonialismo spagnolo verso le Americhe.

Anche se, a volte, il vento è forte, viene spontaneo avvicinarsi il più possibile alla scogliera per ammirare il mare e il paesaggio circostante. Inizialmente si può vedere l’intera baia di Santander, ma una volta raggiunta la punta più estrema il mare aperto offre uno spettacolo ineguagliabile .

Nel parco sorge il Palazzo reale, d’ispirazione inglese, eretto tra il 1908 e il 1912 su ordine di Alfonso XIII di Spagna, che voleva una residenza estiva lontana dal caldo della Spagna centrale; venne utilizzato per questo scopo fino al 1930, anno dell’inizio della Rivoluzione Spagnola. Oggi è sede di alcuni prestigiosi corsi dell’Università ed è visitabile con guida ed a orari stabiliti.

Nel pomeriggio, percorsi circa 30 Km, visitiamo il museo delle GROTTE DI ALTAMIRA, nel territorio di Santillana do Mar, dotato di un ampio e gratuito parcheggio (N 43°22’41.838’’             W 04°07’ 27.216’’). La grotta originale, non visitabile, presenta un tracciato irregolare ed è lunga circa 270 metri. È costituita da un grande ingresso, una galleria e una sala laterale. Custodisce alcuni dei migliori esempi di arte rupestre preistorica. I disegni risalgono a circa 14.000 anni fa e rappresentano bisonti, cervi, cinghiali, cavalli. Sono realizzati con una tinta ocra naturale di colore rosso profilata di nero.

 Per garantirne la conservazione, la struttura della grotta e i dipinti sono stati minuziosamente riprodotti nella nuova grotta del museo, utilizzando gli stessi procedimenti pittorici. In questo modo è possibile osservare nei particolari il grande soffitto con la raffigurazione di bisonti policromi e visitare il laboratorio dove si illustrano le tecniche utilizzate in questo capolavoro dell'arte rupestre.

La visita è guidata ed a orari stabiliti ed il biglietto d’ingresso costa 3,00 €

Proseguiamo alla volta di COMILLAS dove ci fermiamo nel campeggio del paese (€ 23,00 a notte, con servizi ed elettricità) .

Vi è però anche la possibilità della sosta libera nel parcheggio comunale di Via Antonio Lopez     (N 43° 23.218’ W 04° 17.223’) all’inizio del centro storico che è caratterizzato dal pantheon, dal vecchio ospedale, dalla fontana dei Tres Caños e dall'angelo guardiano del cimitero

Sulle strade del centro lastricate di pietra e sulle sue piazzette, si affacciano dimore nobiliari, torri ed edifici in stile modernista ed, in particolare, sono visitabili "El Capricho” di Antoni Gaudí, con il suo inconfondibile portico e le decorazioni ceramiche dei suoi muri, il Palazzo di Sobrellano, edificio in stile neo-gotico, e l'Università Pontificia, sede del Centro Internazionale di Studi Superiori dello spagnolo, che domina tutta la località. Le visite dei palazzi sono a pagamento, guidate, limitate nel numero ed a orari stabiliti.

Nel pomeriggio del 16 giugno, dopo aver percorso circa 315 Km., giungiamo a RIBADEO e, per la notte, sistemiamo il camper nel parcheggio gratuito sito vicino all’ascensore che collega la zona del porto al centro storico (N. 43° 32’ 13.2” W 07° 2’ 8.3”).

La mattina dopo visitiamo la città che, per il vero, ad eccezione di qualche mal tenuto palazzo storico, non offre attrazioni turistiche di rilievo.

Presso il locale Ufficio del Turismo, ci informano, tra l’altro, che la bassa marea raggiungerà il culmine tra le 15.30 e le 15,45, per cui, prima di pranzare, raggiungiamo la zona de LAS CATEDRALES, a 10 Km. di distanza, sistemando il camper nell’apposito parcheggio gratuito      (N 43° 33’ 10.834” W 07° 9’ 25.986”), dove, sicuramente, avremmo pure potuto trascorrere la notte precedente.

Punto turistico di notevole interesse, la Praia das Catedrais deve il suo nome alle numerose e particolari formazioni rocciose situate sulla spiaggia che formano una serie molto suggestiva di archi naturali, alti anche più di 10 mt, attraversabili a piedi durante la bassa marea e che ricordano molto gli archi rampanti delle cattedrali gotiche. Il percorso di circa 1 Km. è senza dubbio unico nel suo genere. Sono molto interessanti anche le formazioni rocciose in mare antistanti la spiaggia, con ponti naturali di roccia, scogli scavati dal vento, piccole piscine ed altri archi naturali.

Con l’alta marea, si può intraprendere un sentiero panoramico che cinge tutta la spiaggia: in definitiva, un sito interessante per farsi un’idea delle maree e della possente forza del mare.

Nel tardo pomeriggio, percorsi circa 150 Km., giungiamo al parking Torre de Hercules di A CORUNA, (N 43° 23’ 02” W 08° 24’ 07”), gratuito, vicino al monumentale faro, con una piccola spiaggia a meno di 100 mt. e, a pochi passi, dalla fermata del bus n. 5 (€ 1,30) che porta nella centralissima Piazza di Spagna.

Approfittiamo delle ore di luci ancora restanti per salire in cima al faro (ingresso € 3,00) e, dopo 217 gradini, si giunge proprio sotto la lanterna, con un panorama mozzafiato.

La Torre di Ercole è l’unico faro romano ancora utilizzato nella sua funzione originaria. Fu costruito, probabilmente, durante la seconda metà del I secolo o nei primi anni del II secolo d.C. dall’Impero Romano nel “finis terrae” del mondo conosciuto. La costruzione di pianta quadrangolare, con lati di mt. 11,75, ha un’altezza di 55 mt, dei quali 34,38 corrispondono al periodo romano mentre i restanti 21 mt. sono quelli realizzati durante il restauro del 1789. Tutta la torre si erge su una piattaforma poligonale che misura 32,40 metri e che gli fa da base.

Dedichiamo la mattina del 18 giugno alla visita della città.

Situata di fronte all’Oceano Atlantico, A Coruña è una città dalla storia strettamente legata al suo antico porto peschereccio e commerciale. La penisola sulla quale sorge la Ciudad Vieja (centro storico) accoglie, oltre alla torre d’Ercole, un interessante complesso romanico di strade, piazze e chiese medievali.

La storia della città inizia a prendere rilevanza in epoca romana, quando il porto divenne un passaggio strategico delle rotte di navigazione. Da sempre, il porto è stato lo scenario di alcuni degli avvenimenti storici più importanti della città, come la sconfitta nel 1589 del corsaro inglese Francis Drake per mano dei cittadini di A Coruña guidati dall’eroina María Pita.

Nelle movimentate vie del primitivo borgo medievale si conservano esempi di architettura romanica come la chiesa di Santiago. Costruito nel XII secolo, questo tempio, è il più antico della città. Nella parte alta del borgo si trova un’altra chiesa con lo stesso riconoscimento, quella di Santa María del Campo. La costruzione di questa antica collegiata risale al XII e XIII secolo e fu eseguita dalla Corporazione dei “Mareantes”. Inoltre, il convento di Santa Bárbara (sec. XV) e la bella piazzetta dallo stesso nome sono dichiarati come Insieme Storico Artistico.

Lo stile barocco è presente in altri edifici religiosi. A questo stile appartengono la chiesa delle Cappuccine e le chiese di San Nicolás e San Jorge, entrambe erette agli inizi del XVIII secolo.

La costruzione civile più importante della città è il Municipio che si trova nella piazza di María Pita, centro nevralgico della città. Si tratta di un elegante e monumentale edificio risalente all’inizio del XX secolo, caratterizzato dai suoi portici e gallerie, nonché da tre torri terminanti con tre  cupole.

Nel centro di A Coruña è stato realizzato il Giardino di San Carlos. I muri della fortezza di San Carlos ospitano questo spazio singolare in cui si trova la sede dell’Archivio del Reino de Galicia, mentre al centro si trova la tomba di Sir John Moore, generale britannico deceduto nel 1809 durante la battaglia di Elviña.

Di fronte al porto, nella Avenida de la Marina, si possono ammirare le tipiche case con gallerie bianche con vetrate del XIX sec., elementi architettonici che costituiscono una delle immagini più conosciute di A Coruña e che sono valse a questa città l’appellativo di “Città Cristallo”.

Il Castello de San Antón, a un’estremità dell’area portuaria fu costruito alla fine del XVI secolo a scopo difensivo e successivamente ristrutturato nel XVIII secolo. Attualmente ospita il Museo Archeologico Provinciale,

Sul vasto lungomare de A Coruña sorgono l’Acquarium Finisterrae, che ospita uno degli acquari più importanti di Spagna, oltre a ospitare sale di esposizioni interattive legate al mare.

L’essere umano è, invece, il tema centrale del Domus o Casa del Hombre, situato in un edificio futurista progettato dall’architetto Arata Isozaki.

Il lungomare costeggia le ampie spiagge di Riazor e Orzán, mentre nella Ruta Picasso, si possono seguire i passi del geniale artista che ha vissuto per quasi quattro anni ad A Coruña.

Nel pomeriggio partiamo alla volta di MUXIA per visitare il Santuario di Nosa Senora da Barca e sostiamo nell’apposito parcheggio gratuito a picco sul mare (N 43° 6’ 43.74” W 09° 13’ 8.94”).

Il santuario della Virxe de Barca o Nosa Señora da Barca è una delle tappe finali per i pellegrini che intraprendono il lungo cammino di Santiago de Compostela. E’ una chiesa spettacolare che si affaccia sull’oceano e che sorge su un noto e antico luogo di culto megalitico, la Pedra de Abalar che significa la pietra basculante o oscillante e che i pellegrini raggiungono per farla oscillare cercando di ritrovare il suo punto di equilibrio. Il santuario è risalente all’XI – XII secolo e da sempre esercita un fascino misterioso sui visitatori.

Proseguiamo nel nostro viaggio ed in serata siamo a FINISTERRE (Fisterra in Galego) e pernottiamo nell’area di sosta di Calle La Coruna 53 (N 42° 54’ 39” W 09° 15’ 48”) (€ 8,00 a pernottamento con servizi ed elettricità).

La mattina del 19 giugno, percorsi 3 Km dall’area di sosta, raggiungiamo il Capo Fisterra (N 42° 53’ 11” W 09° 16’ 19”) tradizionalmente considerato come il punto più ad occidente del continente. Una colonnetta di cemento vicino al faro dichiara che ci troviamo al Km. 0.

Il Cammino di Santiago si estende fino a qui, per i pellegrini che, secondo la tradizione, bruciano sulla riva del mare i vestiti per intraprendere il viaggio di ritorno verso casa.

Dopo aver ammirato lo splendido panorama riprendiamo il viaggio e giungiamo a MUROS e per visitare questo centro lasciamo il camper in un parcheggio gratuito (N. 42° 46’ 30.429” W 09° 03’ 16.965”) vicino ad una accogliente spiaggetta. La cittadina è caratterizzata dai portici marinari tipici delle sue abitazioni, sotto i quali anticamente si riparavano le attrezzature da pesca e si salava il pesce. Esistono case di questo tipo in tutto il centro storico. Costruite con grandi blocchi di pietra, possiedono ampie gallerie porticate nella parte inferiore e balconi lungo tutto il perimetro ai piani superiori.

La tappa successiva ci porta a SANTIAGO DE COMPOSTELA che raggiungiamo, nel primo pomeriggio, dopo poco più di 70 Km. e ci fermiamo nell’area di sosta in Rua de Manuel Maria     (N 42° 53’ 44” W 08° 31’ 54”), dove è disponibile il servizio di carico e scarico ma non l’elettricità. Il costo per la sosta è di € 3,50 dalle ore 8,00 alle 20,00 e di € 12,00 per la notte. Il centro, distante circa 1,5 Km, è raggiungibile, oltre che a piedi, con il bus n. 1 (€ 1,00) la cui fermata è a 100 mt.

Dedichiamo il resto della giornata alla visita della città la cui notorietà è dovuta soprattutto al fatto che, da oltre un millennio, è, secondo la tradizione cristiana, sede delle spoglie mortali di Giacomo il Maggiore, apostolo di Gesù. Le spoglie mortali dell'apostolo sono conservate nella maestosa cattedrale, costruita nei secoli a tale scopo, tappa finale del cammino di Santiago di Compostela. Nel centro storico, oltre alla Cattedrale ed al Pórtico da Gloria, tante piazze emblematiche, come quella dell'Obradoiro, la Quintana e O Toural, e decine di chiese, conventi e palazzi in stile romanico, gotico e barocco.

La mattina del 20 giugno entriamo in PORTOGALLO e a VIANA DO CASTELLO sostiamo nel parcheggio gratuito di Rua do Lima (N 42° 41’ 43.3” W 08° 49’ 07.3”) da dove il centro è raggiungibile a piedi, percorrendo un bel viale alberato che inizia appena fuori dal parcheggio. La città non offre grandi attrazioni storico- turistiche e, dopo un giro per il centro, con la funicolare (Elevator) di Santa Lucia (biglietto A.R. € 3,00) nella Av. 25 Abril, nella zona dell'ospedale, andiamo a visitare la Basilica di Santa Lucia, costruita nel 1923, situata in un contesto naturale a 300 metri di altezza, in cui vi è anche un punto panoramico, un forte dell'Età del Ferro ed un'area ricreativa. Questa funicolare si trova in un terreno elevato, proprio dietro la stazione ferroviaria e per arrivare si può prendere l'ascensore gratuito o attraversare il centro commerciale Viana Shopping. La funicolare è caratterizzata da 650 metri di lunghezza e percorre in 7 minuti, un dislivello di 160 metri.

Proseguiamo per PORTO dove arriviamo in prima serata e ci fermiamo nel parcheggio gratuito di fronte alla città, sul Duero, in Villa Nova de Gaia (N 41° 08’352” W 08° 37’ 59.72’’) da dove il centro è raggiungibile con una passeggiata di circa mezz’ora, non essendoci in zona mezzi pubblici.

Visitiamo la città il giorno dopo utilizzando un bus turistico (€ 18,00 valido per 2 giorni e comprensivo della crociera sul Duero) che fa capolinea vicino al Ponte Luis e si rende necessario per conoscere la città anche nelle zone più periferiche.

Tante le cose da vedere e solo per citarne alcune: il ponte Dom Luís I, costruito da un allievo di Eiffel, che sovrasta il fiume Douro e che unisce la città di Porto con Vila Nova de Gaia, sull’altra sponda: il ponte porta questo nome perché è stato dedicato a Luigi di Braganza, trentaduesimo re del Portogallo; la Stazione di São Bento ricoperta, al suo interno, da oltre 200 mila azulejos azzurri, le tipiche piastrelle di porcellana decorate; la Torre dos Clérigos, indubbiamente uno dei simboli della città, che risale al 1700 e si innalza tra i tetti di Porto con i suoi 76 metri di altezza ed è la torre più alta dell’intero Portogallo (ci vogliono più di 200 scalini per raggiungere la vetta) ; la Sé Catedral, la cattedrale della città, in stile romanico, costruita nel XII secolo; la Igreja de São Francisco, una chiesa tutta ricoperta d’oro; l’Igreja de Santo Ildefonso con la sua splendida facciata azzurra, ricoperta da circa 11.000 azulejos; il Palacio Da Bolsa con le magnifiche decorazioni interne, il cortile interno, chiamato Pátio das Naçoes (Cortile delle Nazioni) ricoperto da una cupola ottagonale, costruita a partire dal 1880, decorata internamente, nella sua parte inferiore, dagli stemmi del Portogallo e dei paesi con cui il Portogallo intratteneva relazioni commerciali nel XIX secolo e la  sala principale del palazzo, la "sala Araba", costruita tra il 1862 e il 1880, decorata in stile Neomoresco, uno stile esotico in auge in quel periodo, ed utilizzata per il ricevimento di personalità e vertici di stato in visita a Oporto; la Libreria “Lello” conosciuta anche con i nomi di Libreria “Lello e Irmão” o Libreria “Chardron”, situata in un edificio del centro storico, in Rua das Carmelitas, una delle librerie più belle del mondo fondata nel 1869.

Il 22 giugno ci spostiamo a COIMBRA e sostiamo nel parcheggio gratuito del Parque Verde do Mondego, (N 40° 11’ 55” W 08° 25’ 41”) sul fiume Mondego, alberato e dotato di servizi di carico acqua e scarico cassetta WC (la postazione è all’angolo del primo deposito delle barche a vela, segnalata da un cartello scolorito e poco leggibile). Il centro è raggiungibile a piedi con una breve passeggiata nei viali del suddetto parco fino al Ponte di Santa Clara. Attraversato questo ponte, si entra nel centro storico e dal Largo de Portagen, salendo per la Rua da Couraga Estrela, con una salita abbastanza impegnativa, si raggiunge la storica Università, fondata nel 1290.

Dal Pátio das Escolas, si accede alla Sala dos Capelos in cui si svolgono le cerimonie più importanti, alla Capela de São Miguel con un imponente organo barocco e alla Biblioteca Joanina, (una delle più belle del mondo) che possiede più di 300 mila volumi, risalenti ai secoli che vanno dal XVI al XVIII, disposti su bellissimi scaffali decorati con talha dourada (legno intagliato ricoperto da una lamina d’oro). Le visite guidate a pagamento della biblioteca sono ad orari stabiliti ed a numero chiuso. I vari edifici occupano gli spazi dell’ex palazzo reale in cui vissero i primi re del Portogallo che stabilirono a Coimbra la capitale del regno.

Il centro storico di Coimbra è tutto un saliscendi . Situato nella Baixa, la città bassa, zona di acquisti e di caffè storici, sorge il Mosteiro de Santa Cruz che accoglie il sepolcro del primo re del Portogallo, Afonso Henriques, e sull’altra riva, il Mosteiro de Santa Clara-a-Velha, recuperato e salvato dalle acque del fiume che lo hanno più volte sommerso nei secoli. E poi la Sé Velha, la cattedrale, sulla cui scalinata si svolge la serenata monumentale in cui gli studenti, indossando mantelli neri, cantano con molta passione il Fado de Coimbra. E proprio a fianco del Mosterio di santa Cruz c’è l’omonimo Cafè dove, ogni giorno, alle 18,00, è possibile assistere gratuitamente, seduti ai tavolini del locale, ad una piacevolissima esibizione di Fado di Coimbra che ha caratteristiche e tonalità diverse dal Fado di Lisbona e da quello di Porto.

Il giorno dopo, 23 giugno, andiamo a BATHALA, dove sostiamo nel parcheggio gratuito del suo Monastero (N 39° 30’ 38” W 8° 49’ 27”). Il monastero di Batalha o Convento de Santa Maria da Vitória è costruito in stile gotico con parti in stile manuelino. La costruzione del monastero durò circa due secoli, da 1386 al 1517, durante i regni di sette monarchi. Il portale mostra, nell'archivolto, un complesso di 78 statue, La chiesa è molto lunga e stretta in proporzione all'altezza e al suo interno vi è la Cappella del fondatore dedicata a re Giovanni I. La cappella ha pianta quadrata con un alto soffitto sormontato da una lanterna ottagonale. Al centro della cappella sono le sontuose tombe di Giovanni I e della moglie Philippa di Lancaster. Le tombe dei quattro figli più giovani, compresa quella di Enrico il Navigatore, sono accostate alla parete sud della cappella.

Separata dal resto del monastero e accessibile solo dall’esterno sorge un vero gioiello architettonico: la cappella incompiuta, commissionata dal re Edoardo del Portogallo, a pianta ottagonale con sette cappelle più piccole i forma esagonale. 

La sala capitolare del monastero presenta due statue militari di guardia ad un milite ignoto. 
Il complesso di Batalha presenta inoltre due diversi chiostri: il chiostro di Giovanni I e il chiostro di Alfonso V. Il primo è molto sobrio con sculture gotiche con quadrifogli, fiordalisi, e rosette, sfera armillare e la croce dell'Ordine di Cristo mentre il chiostro di Alfonso V è altrettanto sobrio e venne realizzato nel XV secolo, e all’umiltà architettonica si aggiungono elementi in stile manuelino.

Nel pomeriggio, ci spostiamo a FATIMA e sostiamo nel parcheggio gratuito del Santuario  (N 39° 38’ 00” W 8° 58’ 30.2”). Il complesso presenta, rispetto a quanto avevamo visto 25 anni fa, diverse nuove strutture nella zona alta della spianata di fronte alla Chiesa, che meritano senz’altro di essere visitate.

In serata giungiamo ad ALCOBACA per visitare quest’altro Monastero che, vista l’ora, è già chiuso al pubblico. Pernottiamo nel vicino parcheggio gratuito (N. 39° 32’ 56.29” W 8° 58’ 30.2”) che, però, è in discreta pendenza, se si esclude la sua parte più alta, di fronte ad un edificio scolastico.

La mattina successiva visitiamo questa immensa costruzione, definita come uno dei monasteri cistercensi più belli e maestosi del mondo, dichiarato Patrimonio Unesco. Costruito in stile gotico, il Monastero di Alcobaça lascia senza parole per l’immensa vastità delle sue dimensioni abbinata a una totale semplicità e nudità degli interni. Le sue altissime navate sovrastano il visitatore come una foresta austera e sobria di colonne: un magnifico colpo d’occhio. Questa scelta riflette la dolorosa storia di Dom Pedro e della consorte Inês de Castro, assassinata dal suocero manovrato dai consiglieri reali. Dom Pedro, folle di rabbia, fece costruire una tomba sontuosa ed elaborata per la sua amata dopo aver fatto riesumare il corpo, averlo incoronato e aver obbligato i nobili a baciare la mano della regina.

La Igreja de Santa Maria de Alcobaça è impressionante per la sua navata lunga 106 metri.

Le Tombe reali di Dom Pedro e Inês de Castro sono due gioielli di arte gotica con i raffinati ceselli che raccontano le vicende della coppia, fra levrieri, angeli custodi e strane figure metà uomini e metà bestie che raffigurano gli assassini che tagliarono la gola alla giovane fanciulla.

Il Chiostro del Silenzio è un’oasi di pace e tranquillità abbellito da aranceti e da una galleria in stile manuelino.

Una serie di spettacolari sale  utilizzate dai monaci, dal parlatorio al refettorio, passando per le sale capitolari, i chiostri dei cardinali, la biblioteca e le cucine sono tutti immensi ambienti rivestiti di azulejos.

Finita la visita, ci trasferiamo a CABO CARVOERIO e ci fermiamo, sotto il faro, nel parcheggio gratuito (N 39° 21’ 36”   W 9° 24’ 29”) . La località si trova nel punto più occidentale della penisola di Peniche di fronte all’arcipelago Berlengas, in una riserva naturale terrestre e marittima. Questa scogliera selvaggia alta 25 metri è caratterizzata da un faro maestoso che fu eretto in quel luogo, a causa dei numerosi naufragi che sono sempre avvenuti nelle tempestose acque sottostanti. Il panorama è certamente affascinante, come impressionante è la forza del mare: certamente un luogo di grande valore naturale e paesaggistico.

A 250 metri dal faro, sorge un piccolo gioiello: il Santuario di Nossa Senora dos Rimedios            (N 39° 21. 984” W 09° 24’ 165”), internamente tutto rivestito con azulejos che ricordano alcuni episodi della vita della Madonna.

Proseguiamo alla volta di PENICHE, distante poco più di 3 Km., e per la visita alla cittadina e per trascorrere la notte usufruiamo del parcheggio gratuito in Rua da Ponte Velha (N 39° 21’ 522”      W 09° 22’ 661”) affollatissimo di Camper dei partecipanti ad una maratona che si è svolta, in un clima di grande festa, nelle ore notturne.

Peniche è uno dei maggiori porti pescherecci del Portogallo e mantiene intatto il suo Forte, una fortezza costruita fra il XVIº e il XVIIº secolo per difendere la costa, insieme alla fortezza sulla spiaggia di Consolação e a quella sull’isola di Berlengas

Oltre che per la pesca, che è sempre stata la maggiore fonte di reddito della popolazione locale, Peniche è famosa per l’artigianato, in particolare per le rendas de bilros (merletto a tombolo), una tecnica di lavorazione che le donne hanno perfezionato mentre gli uomini andavano per mare, immortalata in una statua nel centro storico.

Si riparte il giorno dopo, 25 giugno, alla volta di CABO DA ROCA e ci fermiamo nel parcheggio gratuito in prossimità del faro (N 38° 46’ 50.37” W 09° 28’ 51.89”) .

Trattasi di un promontorio aspro e selvaggio che segna il punto più occidentale del continente europeo. Fino alla fine del 14° secolo si credeva che le scogliere battute dal vento fossero i confini del mondo e lo spettacolare paesaggio desolato aggiunge fascino al luogo. Le onde minacciose dell'Oceano Atlantico si infrangono alla base delle imponenti scogliere frastagliate, mentre percorsi con sentieri impegnativi  consentono di ammirare la selvaggia costa.

Da qui raggiungiamo SINTRA, dove, inizialmente ci fermiamo nell’A.A. comunale di Avenida Conde Sucena (N 38° 47’ 20” W 09° 22’ 29”) ma, poiché l’area risulta molto distante dal centro, decidiamo di fermarci in un parcheggio gratuito più vicino alla stazione ferroviaria (N 38° 48’ 0.57” W 09° 22’ 29”) leggermente in pendenza, completamente vuoto il sabato e la domenica ma affollatissimo durante i giorni feriali, fino alle 19,00. Utilizziamo per la visita alla città il bus n° 434, (linea gialla) con partenza dalla stazione (€ 5,50) e sosta davanti ad ogni palazzo da visitare. La prima tappa è nel centro storico davanti al Palacio Nacional de Sintra, con i due enormi camini conici che si innalzano dalla cucina; fondato dagli arabi, divenne per circa otto secoli, a partire dal XII secolo, la residenza della famiglia reale portoghese ed è l’unico sopravvissuto delle corti reali medievali.

Dopo la visita a questo palazzo, riprendiamo il bus che ci porta al Castelo dos Muros che, di probabile origine musulmana, risale al secolo XI e non è mai stato scenario di alcuna battaglia: la sua funzione, infatti, non era quella di difendere la città di Sintra ma solo quella di vigilare su Lisbona e i suoi dintorni.

La terza tappa del percorso porta al Palacio de Pena,  che, costruito a 500 metri di altezza, si ispira ai palazzi della Baviera: è il più bel esempio di architettura romantica in Portogallo, per via delle sue caratteristiche estremamente fantasiose. La sua costruzione risale al 1830, anno in cui il re Ferdinando II, amante dell’arte, acquisì le rovine del Monastero di Nostra Senhora de Pena per trasformarle in un palazzo in grado di rappresentare un’opera lirica. Ogni sezione dell'esterno è singolarmente decorata con colori vivaci e sculture in pietra mentre all'interno, le sale di rappresentanza sono state mantenute come erano nel 1910 quando la corte reale portoghese scappò in Brasile per sfuggire alla rivoluzione.

Il 26 giugno, con il treno in partenza da Sintra ogni 40 minuti circa, (€ 4,90 A.R.) raggiungiamo, dopo circa mezz’ora, la stazione Rossio nel centro di LISBONA che non offre grandi possibilità di parcheggio per i camper. Decidiamo di visitare la città con uno dei bus turistici (€ 23,00 valido due giorni) con il quale si percorrono tre itinerari, nella zona centrale ed in quella periferica, passando davanti a tutti i monumenti ed i luoghi interessanti da vedere e fermandosi in quelli che si decide di visitare.

Rientriamo in serata a Sintra, ed il giorno dopo, sempre davanti alla stazione, saliamo sul bus n. 435 (linea verde) (€ 2,50) che ci porta alla Quinta da Regaleria, nata, all’inizio del XX secolo, dall’immaginazione del suo proprietario Antonio Augusto Carvalho Monteiro e dall’architetto italiano Luigi Manini. Dal sogno alla realtà, il risultato è stato una creazione unica immersa nel verde, piena di angoli magici e particolari che intrecciano la storia nazionale con aspetti mitici ed esoterici.

Il successivo Palacio de Seteais è un edificio in stile neoclassico costruito negli ultimi decenni del secolo XVIII. Oggi è un albergo molto curato negli spazi esterni, con una terrazza panoramica sulla città.

Si giunge infine all’ultima tappa del percorso: il Palacio de Monserrate. Costruito nel XVIII secolo da Francis Cook, un milionario inglese, rappresenta non solo un altro dei migliori esempi di architettura romantica a Sintra ma anche un esempio dello spirito eclettico dell’ Ottocento. Con una forte influenza dello stile inglese è un tutt’uno con uno dei più ricchi giardini botanici del Portogallo, con alberi esotici, cascate e laghetti.

Nel pomeriggio del 27 giugno ci spostiamo ad EVORA dove sostiamo in un parcheggio gratuito    (N 38° 34.607’ W 07° 54.877 ‘) vicino all’acquedotto romano ed a pochi passi da uno degli accessi lungo le mura che circondano la città, raggiungendo in pochi minuti il suo centro.

Dichiarata Patrimonio Unesco, Évora è sicuramente una delle città più belle del Portogallo. All’interno della cinta muraria, si snoda una ragnatela di stretti vicoli trasversali dai nomi bizzarri come Vicolo del Malrasato, Via del Sarto della Contessa e Piazza del Signore dei Terremoti, con case bianche dai patii lastricati e terrazze merlate che la rendono simile a una medina araba. Da Piazza do Giraldo, con la cattedrale romanica, si va verso il Tempio romano di Diana, scampato ai secoli e al Medioevo. L’Università è una delle più belle del Portogallo, grazie anche all’armonioso chiostro rinascimentale in stile italiano e a tutte le aule decorate con meravigliosi azulejos. Intorno a Largo da Porta de Moura si possono ammirare una serie stupefacente di case d’epoca medievali, con fontane e arcate in stile moresco come Palazzo Silveira, casa Cordovil, casa Soure, Igreja do Carmo. Infine la Chiesa di São Francisco dallo stile mudejar e un meraviglioso portale con i simboli dell’impero portoghese, la corona, il pellicano e la sfera.

Il 28 giugno, dopo aver percorso circa 250 Km, giungiamo a LAGOS nell’area di sosta vicino lo Estadio Municipal (N 37° 06’ 57” W 8° 40’ 44”) attrezzata con impianto di carico e scarico. Vi è la possibilità, all’interno dello stadio, di usufruire, fino alle 18,00, di docce a pagamento (€ 2,00).

Lagos è una piccola cittadina dell’Algarve ed uno dei luoghi turistici più apprezzati della regione. Il centro storico presenta un’ architettura tradizionale con case pittoresche, tipiche della regione. I monumenti più interessanti sono la chiesa di Santo Antonio, l’antica sede del Mercado dos Escavos e l’affascinante Forte Bandeira, risalente al XVII° secolo, un fortino arroccato sulle scogliere che controllava l’accesso al fiume e da cui i funzionari avvertivano la popolazione in caso di aggressioni provenienti dal mare. Praia da Batata è la spiaggia principale, che si trova proprio di fronte al viale principale di Lagos, mentre Meia Praia, nelle vicinanze del porto, è una spiaggia grande con una serie di bar, che si anima anche alla sera con musica e balli.

Il giorno dopo ci spostiamo a PRAYA DE MARINHA (N 37° 5’ 25”   W 8° 24’ 45”) e sostiamo liberamente in uno dei tanti spazi liberi del posto. E’ questa una delle più belle  spiagge della costa dell’Algarve, tanto da essere classificata fra le prime 5 spiagge più belle del Portogallo e tra le prime 10 al mondo. Questa piccola spiaggia è circondata da scogliere erose dagli anni e dal mare che hanno generato una varietà di formazioni rocciose come archi, grotte o pozzi naturali. La più imponente di esse è alta 50 metri, e tutte le altre piccole rocce sembrano danzarle intorno. Bellissimo il contrasto tra i colori cristallini e turchesi del mare con il colore dorato della roccia. Le pareti rocciose di Praia da Marinha nascondono la diversità marina presente sul territorio come anemoni, ricci, stelle di mare e gamberi. Da qui parte la passeggiata lungo le scogliere a strapiombo sull’oceano chiamata “percorso delle 7 valli sospese”. Il percorso offre scorci unici, e panorami mozzafiato specialmente al tramonto. Le spiagge sottostanti sono raggiungibili attraverso ripide scalinate, mentre l’ultima parte del percorso che arriva alla spiaggia di Carvoeiro, è una bellissima passerella in legno di recente costruzione con sedute per ammirare un indimenticabile tramonto.

Ovviamente questo tratto di costa può essere anche visto dal mare con le barche che partono dalla PRAYA di BENAGIL (N 37° 5’ 15.405” W 8° 25’ 35.275”). La spiaggia ha un locale per la ristorazione e toilette pubbliche. Qui è praticamente impossibile sostare con il camper, anche di piccole dimensioni. (il camper può essere parcheggiato cento metri prima del grande parcheggio per auto dotato di sbarra che impedisce l’ingresso ai mezzi di altezza superiore ai 2,20 mt). Lo spettacolare giro con veloci barche a motore (€ 20,00 per 1 ora) da la possibilità di ammirare le grotte marine e le spiagge non accessibili da terra, tra le quali la splendida grotta di Benagil con il tetto che, parzialmente crollato, ha formato un’apertura circolare che illumina tutto l’interno.

Lasciamo queste meraviglie della natura e iniziamo il viaggio di ritorno raggiungendo in tarda serata la città di SIVIGLIA dove pernottiamo nel parcheggio a pagamento (€ 10,00 per ogni notte) in Avenida Presidente Adolfo Suarez (N. 37° 22’ 25.14” W 5° 59’ 38.111”) .

Dedichiamo la giornata del 30 giugno alla visita della città il cui centro storico è raggiungibile a piedi dal parcheggio. In particolare decidiamo di visitare la Cattedrale, l’Alcalzar e la Plaza de Toros, per poi portarci nella splendida Plaza de Espana sicuramente la piazza più suggestiva ed imponente di Siviglia. Il complesso sembra un intreccio tra un palazzo reale ed una piccola Venezia. La piazza (larga 200 metri) ha la forma di un ferro di cavallo rivolto verso il fiume Guadalquivir a simboleggiare l'abbraccio della Spagna alle sue colonie americane ed è circondata dal palazzo con due grandi torri alle estremità; al centro della piazza vi è una grande fontana e tutta la piazza è percorsa da un canale navigabile sormontato da 4 ponti.

Nel tardo pomeriggio partiamo alla volta di CORDOBA e ci fermiamo nell’area di sosta Parque Centro Historico in Avenida del Corregidor (N 37° 52’ 28.34” W 4° 47’ 11.32”) a pagamento        (€ 17,95 per 24 ore) con impianto di carico e scarico (€ 2,00  in più per il carico di acqua potabile ed 1 ora di elettricità).

Visitiamo il vicino centro storico nella mattinata del 1 luglio e dopo aver ammirato il Ponte Romano che unisce le due sponde del Guadalquivir e visitato l’affascinante Alcazar de los Reyes Cristianos, costruito nel XII secolo da Afonso X, entriamo nella Mezquita o Moschea di Cordoba: un edificio meraviglioso che incarna i numerosi cambiamenti politici e religiosi che la città ha subito nel corso dei secoli e che oggi è la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Costruita nel 785 dall’emiro Abdar-Rahman I, sul sito di una antica chiesa visigota, la Mezquita è presenta mosaici d’oro, giganteschi doppi archi con 856 colonne e giochi di luci  che si rincorrono lungo i 23 mila metri quadrati dell’edificio, opera meravigliosa degli architetti islamici.

In serata partiamo per l’ultima tappa alla volta di BARCELONA, fermandoci per dormire in un Autogrill nella zona di Valencia. Decidiamo però di non raggiungere la città con il Camper, visto anche il costo eccessivo del parcheggio dove avevamo previsto di sostare, e ci fermiamo a SITGES nell’omonimo Campeggio (Camping Sitges) (€ 30,00 per notte) all’ingresso del quale vi è la fermata del bus di linea E 16 (€ 4,00 per corsa) che, in quasi un’ora, porta al capolinea in Piazza Catalunya di Barcelona.

Anche qui decidiamo di utilizzare per la visita alla città il bus turistico (€ 29,00 per 1 giorno) che, con due itinerari, ha fermate nei luoghi più interessanti per consentire le visite degli stessi.

Il 5 luglio, nella tarda mattinata, lasciamo il campeggio e, percorrendo con molta attenzione la strada costiera, tutta curve ma con splendidi scorci panoramici sulla costa e sul mare, raggiungiamo il porto di Barcelona dove ci imbarchiamo sulla stessa nave dell’andata (la Cruise Roma) che, con circa un’ora di ritardo accumulato per i tanti mezzi da imbarcare, all’ una di notte del 6 luglio parte alla volta di Civitavecchia.

Abbiamo percorso in tutto 5.100 Km spendendo 581 € per il carburante (il gasolio in Spagna e Portogallo costa in media € 1,05).

Non abbiamo mai utilizzato le autostrade a pagamento, considerato che al loro fianco, soprattutto in Spagna, spesso scorrono autostrade gratuite, preferendo per i nostri spostamenti strade nazionali meno noiose e che consentono di ammirare il paesaggio e le località attraversate .

Per i parcheggi, le aree di sosta ed i campeggi abbiamo speso € 204,50.

Infine, è da tenere presente che, per l’allacciamento alle prese elettriche, bisogna utilizzare la presa schuko, ed infine, cosa che risulterà piacevole per molti, gli ingressi ai musei ed ai luoghi da visitare quasi sempre sono scontati per coloro che hanno superato i 65 anni di età.

Finalmente sono arrivate le sospirate vacanze pasquali e con il nostro solito gruppo, gli affezionatissimi Canio, Michela, Walter, Concetta e il piccolo Loris, Manuele e Bruna ci apprestiamo a scoprire la regione Sicilia.

16 Aprile

Partenza ore 15.30 da Potenza, verso le ore 21.00 giungiamo a Villa San Giovanni, dove facciamo i biglietti per l’imbarco presso la Compagnia di navigazione Caronte spendendo per andata e ritorno 95 euro.

Alle 21 .37 inizia la traversata dello stretto e dopo venti minuti ci accoglie Messina con la sua brutta schiera di orribili e tristi palazzoni che sovrastano la zona portuale.

Lasciamo Messina e ci immettiamo in autostrada, direzione Giardini Naxos, arriviamo all’area di sosta Euro Park (10 euro, allaccio corrente elettrica, carico e scarico) e facciamo uno spuntino a base di focaccia, pizza rustica provolone e salciccia. La giornata porge al termine ,siamo un po’ stanchi, le sei ore di viaggio si fanno sentire.

17 Aprile

La mattina prendiamo l’autobus per Taormina, il percorso è abbastanza tortuoso ,guardiamo stupiti il conducente, che con precisione millimetrica riesce a incunearsi tra il traffico e le vetture parcheggiate nei modi più assurdi. Dopo circa 40 minuti siamo a Taormina. Giunti al capolina proseguiamo a piedi, infatti la strada diviene in pratica solo pedonale, raggiungiamo in breve la centralissima piazza Vittorio Emanuele II. Qui all’angolo, palazzo Corvaja, risalente al quattrocento. Imbocchiamo Corso Umberto I, la via che, unendo Porta Messina e Porta Catania, costituisce l’asse principale della cittadina: su di esso si aprono palazzi storici, chiese monumentali e i negozi più vari. Nei pressi ecco la Torre dell’orologio con la sottostante Porta di Mezzo. Oltrepassata la porta, si entra in quella che è la parte medievale della città tutta dominata dal duomo dedicata a San Nicolò. Tanta gente passeggia nelle vie di Taormina, io Manuel , Mattia , Concetta e Loris andiamo a visitare il teatro greco, anche se il cielo non è sereno il panorama è mozzafiato e posso solo immaginare lo splendore di un tempo..

Dopo la sosta gastronomica a base di arancini ripercorriamo a ritroso l’intero percorso fino ad arrivare alla fermata degli autobus

Che dire di Taormina? Certamente un bel posto ma troppo turistico per i miei gusti!

Nel pomeriggio siamo pronti per la nostra escursione direzione Gole di Alcantara, muoviamo il mezzo ed usciamo dall’area di sosta direzione Francavilla di Sicilia lungo la S.S 185 dopo circa 40 minuti arriviamo alla nostra meta. Il parcheggio è molto capiente e non abbiamo problemi di sosta.

La visita dura in tutto un paio d’ore, nel corso delle quali non ci siamo risparmiati in salite e arrampicate per vedere quello che la natura è riuscita a costruire.

Il panorama è assai suggestivo, capace di stregare chiunque: la bellezza e la particolarità delle Gole, i suoi colori e l’impressionante dimostrazione di forza che qui la Natura pare voler dare, costituiscono tutti elementi che rendono lo scenario davvero unico.

Ci dirigiamo verso Nicolosi e sostiamo al campeggio Etna (costo 20 euro)

18 Aprile ”A…MUNTAGNEDDA!”

Stamattina il gruppo si divide , noi famiglia Minetti decidiamo di scoprire l’ Etna , gli altri membri dell’equipaggio decidono di visitare Catania.

Nel percorrere la strada che ci porta al Rifugio Sapienza notiamo un paesaggio unico, tra terreno lavico, querce, pini e fiori.

Che senso di vuota impotenza finisce con l’attanagliare tutti noi, quando ci troviamo di fronte al desolato panorama disegnato dal corso delle eruzioni,

Allora, inevitabilmente, tutti ci sentiamo piccoli, piccoli…

E se ciò è quello che si prova davanti ad una colata spenta, non è difficile immaginare cosa possa significare il vulcano durante la sua fase eruttiva, quando il magma incandescente si riversa sui fianchi della montagna, disegnando i suoi percorsi di fuoco e di fiamme.

Percorriamo una strada che taglia vallate e pendii che non lasciano nulla all’ immaginazione. Lo scenario che si avvicenda è irreale, la lava ha coperto ogni cosa solo qualche rara vegetazione colorata sboccia a dispetto del terreno meravigliosamente lunare.

Le condizioni atmosferiche oggi sul ‘ Etna sono davvero critiche ! Nevica abbondantemente e sono sconsigliate le escursioni ad alte quote. Parcheggiamo il camper al Rifugio sapienza a quota 1900 metri e decidiamo di scalare i crateri vicini . Nevica abbondantemente e Manuel e Mattia sono davvero euforici!

Nel tardo pomeriggio tutto l’ equipaggio si sposta verso Enna per assistere alla processione del venerdì Santo.

Le varie confraternite della città si avviano in processione verso il Duomo.

Sono oltre duemila i confrati incappucciati che, in rigoroso ordine prestabilito in assoluto silenzio precedono le “vare” del Cristo morto e dell’Addolorata, dando così inizio al lungo corteo funebre che percorre quasi tutta la città. Sosta a piazza Europa.

19 Aprile

Stamattina c’è un freddo gelido nella città di Enna, nessuno di noi ha tanta voglia di uscire dal camper. Decidiamo di fermarci ad un supermercato per fare un po’ di spesa e prima di raggiungere San Biagio Platani ,sostiamo nei pressi di un grande centro commerciale per il pranzo. La strada che ci conduce alla prossima meta è ricca di ampie vallate e di impervi canyon scavati nella roccia. Ci troviamo di fronte un paesaggio incontaminato ricco di flora e fauna.

In serata passeggiamo lungo il corso principale di San Biagio Platani noi con Walter ,Concetta e Loris decidiamo di andare a mangiare una pizza, il resto del gruppo preferisce cenare in camper, ci ritroviamo in chiesa per assistere alla messa di mezzanotte.

20 Aprile giorno di Pasqua

Siamo a San Biagio Platani, qui si svolge una delle feste più scenografiche della Sicilia, nel cuore della provincia di Agrigento. Arrivando nel paese si resta affascinati dalla visione di vere e proprie opere d’arte di pane, coloratissimi mosaici di pasta e cereali, incredibili riproduzioni di sculture maestose.

Per molte settimane, prima della Pasqua, le confraternite rivali dei “ Madunnara” (devoti della Madonna) e dei Signurara( devoti a Gesù), sono impegnate nella costruzione di imponenti composizioni di canne che vengono disposte lungo Corso Umberto I , la via principale del paese.

Assistiamo alla processione e all’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna proprio davanti alla chiesa Madre, davvero molto commovente!

Finita la manifestazione prendiamo i nostri mezzi e ci dirigiamo verso Agrigento per il pranzo di Pasqua.

Ci sistemiamo nell’area di sosta nei pressi della Scala dei Turchi di fronte al mare( costo15 euro ) e ciascuno di noi si da da fare per preparare qualcosa, tranne Walter che ha deciso di lavare il camper nel frattempo. Alle ore 16,00 siamo finalmente a tavola! Ci lecchiamo i baffi per l’ottimo primo preparato da Mario e per l’eccellente grigliata di agnello ad opera dello chef Manuele. Il pomeriggio prosegue all’ insegna del relax e di grandi abbuffate di dolci e uova di cioccolata.

In serata ci spostiamo con il camper di Manuele a San Leone, il più rinomato e frequentato lido balneare della provincia di Agrigento. Una passeggiata rilassante tra le palme altissime del lungomare “Falcone e Borsellino” e la degustazione di un ottimo gelato alla gelateria Le Cuspidi. Sulla strada del rientro ammiriamo la straordinaria bellezza dei templi illuminati che assumono una calda colorazione dorata.

21 Aprile

Alle ore 10,00 ci dirigiamo verso la Valle dei Templi.

I templi appaiono improvvisamente sullo sfondo e in lontananza c’è la città caotica di Agrigento. Ci fanno parcheggiare molto lontani e dopo venti minuti circa di cammino, arriviamo all’entrata. Lo spettacolo è molto suggestivo perciò inizio a scattare foto a più non posso a tutti i sassi che incontro. Sono numerosi i templi innalzati testimoniando la prosperità della città. Sono stati forse gli eventi sismici a determinare il crollo dei templi, l’unico rimasto intatto è il Tempio della Concordia, quasi nulla invece, rimane del Tempio di Giove, ma le dimensioni colossali e la massività delle colonne e dei resti danno la misura dell’importanza della struttura.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la Scala dei turchi, parcheggiamo lungo il ciglio della strada , percorriamo qualche decina di metri ed ammiriamo dall’alto l’incredibile spettacolo che si estende sotto di noi…

Si tratta di una formazione rocciosa di marna bianca che dalle alte scogliere scende a gradoni fino al mare.

Il nome deriva dalla tradizione popolare secondo la quale nelle calette adiacenti la scogliera trovavano comodo approdo e nascondiglio le imbarcazioni dei pirati mussulmani: di qui potevano facilmente arrampicarsi sulla gradinata naturale e compiere razzie nelle campagne circostanti.

Gli uomini più temerari, decidono di scendere fino giù , noi donne e bambini li guardiamo dall’alto sperando che nessuno di loro si faccia male.

Ritorniamo al camper tutti sani e salvi e ci apprestiamo a raggiungere Sciacca.

Sosta notturna nell’area portuale.

22Aprile

Sono le 10.30 del mattino e finalmente si parte alla volta del sito archeologico di Selinute. Si tratta di un sito di estremo interesse situato sulla costa meridionale della Sicilia.

Dopo un oretta circa siamo davanti alla biglietteria , mi colpisce soprattutto l ‘enorme estensione del sito e dell’aspetto selvaggio in cui sono inseriti spettacolari rovine e resti di templi greci, molto più “vivibili” di quelli visti nella valle dei templi ad Agrigento.

A differenza di questi e di altri siti siciliani, infatti, a Selinunte è possibile passeggiare all’interno dei templi o ciò che ne resta di loro.

A malincuore usciamo dal sito alle ore 14.00 direzione Marsala. Parcheggiamo in un parcheggio sul lungomare.

Nel pomeriggio, gli uomini si dedicano alla degustazione di alcuni vini tipici siciliani e all’acquisto del vino di Marsala, io e Bruna andiamo a visitare il museo archeologico Baglio Anselmi.

Il museo ospita la nave punica da guerra di Marsala così come i resti archeologici che illustrano la storia della città e dei suoi dintorni, dalla Preistoria al Medio Evo.

La nave punica è un importante testimonianza delle antiche guerre che Romani e Cartaginesi combatterono in queste acque. Probabilmente il relitto affondò durante la battaglia delle Egadiche, nel 241 ac, pose fine alla Prima Guerra Punica.

Qui è anche conservato un bel mosaico proveniente dall’insula romana. Il museo vanta inoltre la presenza della Venere Callipigia, ritrovata recentemente, nonostante manchi degli arti e della testa, attrae la mia attenzione per le sue forme morbide ed eleganti e sul drappeggio, che invece di coprirla, ne esalta la nudità.

Usciamo dal museo alle ore 19.40 e fuori piove, ognuno di noi è chiuso nei propri camper ,la serata si conclude così . Io ne approfitto per far fare i compiti ai bambini, mentre Mario è calato in un sonno profondo. Sosta notturna adiacente al museo Baglio Anselmi.

23 Aprile

Anche oggi il tempo non è dei migliori, in mattinata decidiamo di visitare il centro storico di Marsala in attesa che migliori il tempo per poter raggiungere l’isola di Mozia.

Entrando da Porta Garibaldi, troviamo alla nostra destra il mercato del pesce, che ogni mattina si riempie di venditori e compratori e il cinquecento quartiere spagnolo, oggi sede del comune. A sinistra si apre una piccola piazza arricchita dall’elegante facciata del Santuario dell’Addolorata.

Più avanti troviamo la piazza principale del centro storico di Marsala su cui si affacciano il Palazzo VII Aprile, oggi sede del consiglio comunale e la Chiesa Madre dedicata a san Tommaso di Conterbury che domina la piazza con la sua facciata settecentesca.

Ci dirigiamo verso il centro polifunzionale San Pietro, .un ex monastero benedettino del cinquecento che oggi ospita la biblioteca comunale e il museo civico di Marsala con il museo garibaldino.

La sezione risorgimentale-garibaldina è una esposizione di cimeli, documenti originali e di un ricco archivio fotografico risalente al periodo risorgimentale.

Qui si trovano ritratti, quadri, foto e stampe d’epoca che raffigurano i volti degli uomini che parteciparono alla spedizione dei mille e tra questi, scopriamo con enorme piacere che tra gli eroi che diedero un contributo fondamentale al processo di unificazione nazionale, vi è anche un lucano: il materano Pentasulia Giovanni.

Nel museo sono esposti armi e divise dei garibaldini, i costumi siciliani dell’epoca e la famosa poltrona su cui Garibaldi riposo a Marsala del 1862.

Anche qui Walter ne combina una delle sue! Si improvvisa bigliettaio e all’ingresso del museo si fa pagare il biglietto di 10 euro da alcuni turisti, poi su insistenza di Mario restituisce il denaro dicendo che solo per oggi l’ingresso e gratuito.

Lasciamo Marsala e ci dirigiamo verso Nord, ovvero la zona delle saline di Mozia, un paesaggio unico e spettacolare tra cumuli di sale, mulini a vento e vasche di evaporazione. Parcheggiamo il camper e poi raggiungiamo l’ imbarcadero per salire su un traghetto che percorrendo la laguna dello Stagnone ci porta all’isola di Mozia, l’isola dei fenici. All’arrivo sull’isola si paga un biglietto d’accesso(in più il biglietto del traghetto). Mozia è un museo a cielo aperto.

Torniamo sulla terraferma e visitiamo il mulino “Ettore e Infersa”, coadiuvati da un filmato, ripercorriamo la storia della “ riserva naturale del sale”.

Qui è in azione il più grande mulino a vento della salina, un mulino da macina risalente al ‘500.

Lasciamo le saline e ci dirigiamo verso Erice, abbiamo difficoltà a sostare con i nostri camper e allora decidiamo di scendere a Trapani dove ceniamo nell’area portuale, ma visto l’esigenza di tutti noi di fare rifornimento di acqua e di avere elettricità per il congelatore, ci spostiamo nuovamente in un area di sosta attrezzata ad 11Km da Trapani e precisamente a Marausa all’agriturismo Villa Maria una settecentesca villa padronale con cascina, immersa in un ampio e rigoglioso parco privato a 200m dal mare.(10 euro a persona) .

E’ l’una di notte ed è proprio ora di andare a letto, è stata una giornata decisamente intensa!

24 Aprile Erice a metà tra il cielo e il mare

La giornata è calda e soleggiata, motivo per cui i mie amici camperisti e la mia famiglia decidono di trascorrere una giornata di relax , io invece mi organizzo per andare ad ERICE .

Dopo aver preso due autobus urbani, raggiungo la meta grazie a una suggestiva funiculare che da Trapani sale in circa 10 minuti a 700m sul livello del mare per un percorso di poco più di 3000 metri inclinati che regala da un lato una meravigliosa vista dall’ alto sulla città e sul mare, dall’altro un tuffo nel passato in uno dei borghi più belli d’Italia adagiato sulla vetta dell’omonimo monte.

Mi incammino a scoprire questo suggestivo e affascinante borgo medievale.

Il perimetro del borgo è delimitato su tre lati da una robusta cinta muraria con torrioni. Le vie lastricate ed acciotolate portano ad angoli suggestivi, come alla piazza principale dove tra i vari edifici storici, si trova la mitica “ Pasticceria di Maria Grammatico”, famosa per la pasta di mandorle, la frutta marturana e gli ericini, pasticcini farciti con la marmellata di cedro.

Proseguo la passeggiata per le vie di Erice, fino a raggiungere la Chiesa Matrice con di fronte ed isolato il campanile.

Dopo una sosta golosa, riprendo il cammino verso il Castello di Venere, che sorge al limite dell’abitato, in una posizione di grande fascino. Qui ,guardandomi attorno, ho la sensazione di essere nel centro di quella che era l ‘Acropoli: infatti, oltre all’incassata Torretta Pepoli qui si trovano i resti di quello che era un autentico sistema di protezione fortificato.

Il paesino regala un atmosfera d’altri tempi e quasi per magia, tra gli scorci che si aprono tra chiese, tra i caratteristici cortili interni, archi e palazzi antichi fanno capolino qua e là panorami mozzafiato verso le Saline, Le Egadi, Lo Stagnone e tutto il trapanese.

Utilizzo il percorso di ritorno per curiosare tra i tanti negozietti che vendono prodotti tipici e mi avvio verso la funivia.

Sono le 19.00 i nostri mezzi sono pronti per raggiungere Monreale.

25 Aprile

Visitiamo Monreale e ciò che ci lascia senza fiato è la cattedrale.

Rimaniamo increduli davanti a tanta magnificenza. L’interno è talmente ampio che si rimane quasi disorientati, l’abside, le pareti e le colonne del Duomo sono completamente rivestiti da mosaici in oro. Sulla terrazza appena fuori dal duomo, con la splendida vista del golfo di Palermo ai nostri piedi, si conclude anche questo itinerario. Nel pomeriggio raggiungiamo Palermo e sostiamo all’ area sosta attrezzata Green park in via Quarto dei mille (costo 20 euro sosta camper).

Nella “città delle delizie” convivono armoniosamente cupole arabe, chiese dal gusto barocco, palazzi in stile liberty, teatri neoclassici e brulicanti mercati storici.

A piedi ci dirigiamo alle catacombe di Palermo.

Il cimitero sotterraneo del Convento dei Cappuccini, conserva le spoglie mortali di frati, personaggi famosi, ricchi palermitani e gente comune. Nella metà dell’ottocento furono stipati ed appesi circa ottomila cadaveri, imbalsamati con tecniche utilizzate dai frati, ancora oggi visibili, tutti in fila, lungo i muri dei sotterranei, a creare un ambiente di gusto estremamente macabro, ma anche suggestivo. Abbandonato l’aldilà e riguadagnata la luce del sole, proseguiamo la visita nel centro di Palermo e ci apprestiamo a visitare il Duomo.

Alle 19.30 siamo nuovamente in camper per rinfrescarci un po’ e andare a cena presso la trattoria la Giara, menù turistico a base di pesce 20 euro, ma non rimaniamo soddisfatti e Walter mostra le sue lamentele al proprietario della trattoria.

Dopo cena io Mario e i bambini andiamo al cinema a vedere Spider Man 2, da precisare che Mario ha dormito per tutta la durata del film, anche Manuele e Bruna vengono al cinema, ma assistono ala proiezione del film “Noha”.

26 Aprile

Sono le 8.30 abbiamo a disposizione l’intera mattinata per visitare Palermo, prima di partire per il rientro a casa.

Cominciamo il nostro giro visitando il mercato storico Ballarò, dove i colori e i profumi di Palermo e della Sicilia intera, si danno appuntamento sulle bancarelle degli ambulanti.

Nelle vicinanze c’è la chiesa del Gesù, la facciata è semplice e presenta una importante statua settecentesca della “Madonna della Grotta”, mentre rimaniamo stupefatti per la ricchissima decorazione barocca con stucchi e sculture dell’interno

Io e Bruna ,lasciati indietro il resto del gruppo ci apprestiamo a visitare la chiesa Martorana, di culto ortodosso risalente al XII secolo, tempestata di meravigliosi mosaici bizantini, dopo ci dedichiamo alla visita dell’attigua chiesa di San Cataldo, della stessa epoca, ma caratterizzata da un’ architettura più severa e sovrastata da tre solenni cupole rosse, in contrasto con la monocromia delle pareti sottostanti.

Rivolgiamo quindi la nostra attenzione alla fotogenica Piazza Pretoria, con la sua cinquecentesca e monumentale fontana, animata da svariati personaggi marmorei e raggiungiamo il cuore della città identificato con piazza Vigliena, detta comunemente Quattro Canti.

Qui si incrociano le principali arterie di Palermo.

Vista l’ ora ormai tarda ci affrettiamo a visitare la Chiesa barocca di San Giuseppe dei Teatini famosa per l’acqua miracolosa che sgorga dal suo sottosuolo. La fonte, oggi ubicata all’interno di un piccolo cortile attiguo alla basilica è sormontata da un ‘effige che rappresenta la Madonna del Soccorso che regge in braccio il suo figliolo. Entrambi sono coronati e il loro sguardo ammiccante sembra invitare il visitatore a bere l’acqua miracolosa.

Sono le 14.30, lasciamo l’area di sosta Green Park e ci avviamo verso l’autostrada.

Stiamo percorrendo la A20 Catania –Messina, mentre scorrono in me le immagini più belle della Sicilia regione ricca di storia millenaria e di stupendi scenari naturali, crocevia del Mediterraneo e mitica terra dei tre mari!

Ore 18.00 sbarco a Villa San Giovanni.

Stasera sostiamo in un centro commerciale presso Gioia Tauro e per cena pesce spada alla piastra.

27 Aprile

Possiamo dirlo è stata una bellissima esperienza, abbiamo assaporato ogni singolo attimo di questa bella avventura!

Ci siamo divertiti tanto, sia a viaggiare in camper con amici eccezionali, sia nello scoprire, in ogni città toccata dal nostro tour, meraviglie ogni volta diverse.

Nordkapp e Norvegia un viaggio di oltre 12.000 chilometri.....

Periodo: dal 14/07/2013 al 19-08-2013

Equipaggio: Mario, Stella, Manuel e Mattia

Partenza: da Potenza ore 23 del 13/07

Camper: Coral Adria A670SL, 6 marce, lungo 7,39 m alto 3,20 m.

Per ognuno di noi, camperista dentro, c’è sempre un viaggio chiuso come un sogno nel

cassetto, che si desidera prima o poi di poter fare, ed ognuno di noi sogna sicuramente mete e

luoghi diversi ... salvo quando si parla di Nordkapp!

Quella, invece, è la meta per eccellenza è la Mecca di chi possiede un camper!

Noi, equipaggio potentino, con il DNA degli avventurieri, quest’anno abbiamo deciso di

trasformare un mito in realtà e ... siamo partiti!

Evito di raccontare nei dettagli la preparazione del camper che è stato revisionato fino

all’ultimo bullone e riempito di ogni genere alimentare, nonché costumi, vestiti estivi,

primaverili, autunnali ed invernali.

13-14/07

Potenza-Ancona-Friedrichshafen(Km 1300)

Partenza alle ore 23.00 da Potenza, dopo un piccolo inconveniente con i fusibili

dell’accendisigaro, siamo pronti per questa grande avventura!

Mario guida fino ad Ancona mentre il resto dell’equipaggio dorme profondamente.

Si riprende la rotta di marcia alle 7,30 del mattino, l’intera giornata è di viaggio.

Varchiamo il confine austriaco alle ore 19.00, mancano 250Km per Friedrichshafen.

Arriviamo stremati a casa di zio Rocchino verso le 23.00, sostiamo con il camper di fronte a

casa sua e dopo una fugace cena preparata da zia Sarina andiamo a dormire.

La prima giornata di viaggio è stata abbastanza movimentata con alcuni piccoli incidenti di

percorso non gravi.

Le 50 uova paesane comprate da Mario con tanto amore, si sono rotte tutte cascando dal

tavolino del camper in una curva.

L’invasione di bigattini di Manuel nel garage del camper, che ci ha costretto a svuotarlo tutto

e disinfestarlo.E per finire .... posto di blocco in Austria e multa di 130 euro per aver superato di 20 Km il

limite di velocità.

15/07/2013 e 16/07/2013

Lago di Costanza: Friedrichshafen

Le giornate del 15 e 16 Luglio le trascorriamo nella deliziosa località di Friedrichshafen in

compagnia degli zii Rocco e Sarina e delle cugine Giuditta, Antonietta e Gessica.

Friedrichshafen è una meta perfetta per una vacanza all’insegna del relax: la sua posizione

ideale sulla riva settentrionale del lago di Costanza, il clima eccezionale e gli incantevoli

dintorni offrono svariate opportunità per divertirsi in acqua. Ma anche nell’aria!

Infatti l’attrazione più amata di Friedrichshafen e anche la più famosa è l’escursione a bordo

dello zeppelin un tipo di dirigibile rigido che prende il nome dal suo ideatore, il conte

Ferdinand von Zeppelin e che offre ai passeggeri una spettacolare navigazione nel cielo sulla

regione.*

Interessante è anche la nuova torre panoramica sul molo del porto che offre una piattaforma

panoramica a 22 mt. d’altezza, dalla quale si gode di uno splendido panorama sulla città, il

lago di Costanza e le Alpi svizzere e austriache.

Da qui è anche possibile rendersi conto del valore eccezionale del lago dal punto di vista

naturalistico: la regione sembra uno sconfinato parco ai piedi delle Alpi, baciato dalla

ricchezza di piantagioni di frutta e di vigneti (ottimo il vino di Hagnau).

Oltre al proprio patrimonio naturale Friedrichshafen ha molto da offrire, ad esempio l’isola

di Reichenau e il suo monastero sito dell’UNESCO è una testimonianza esemplare

dell’architettura sacra medievale, oppure il “Museo Zeppelin” nella stazione del porto, che

ospito non solo la collezione dedicata alla storia dell’aeronautica più grande del mondo, ma

anche una raccolta di opere d’arte di straordinaria importanza che spazia dal Medioevo fino

al movimento moderno.

Pernottiamo per due notti al camping Fischbach (indirizzo Grenzosch, 3) un comodo

campeggio con erbetta direttamente sul lago.

Il campeggio offre i servizi di base: ristorante, bagni con acqua fredda e docce con acqua

calda, lavatrice ed asciugatrice, presa elettrica, lavandini, asciugacapelli, parco giochi.Decidiamo di trascorrere questi due giorni in assoluto relax, in vista del grande tour che ci

aspetta nei prossimi giorni e anche perché già conosciamo questi luoghi essendo stati già altre

volte.

Ci godiamo quindi la quiete della natura la splendida spiaggetta in riva al lago il caldissimo

sole e la piacevole compagnia dei parenti tedeschi.

*In base alla durata e all’itinerario si spende da 200 a 300 euro a persona.

17/07/2013

Friedrichshafen-Monaco (Km.200)

Sveglia di buon mattino, partenza ore 8.00 sotto un bel sole.

Percorriamo la B31 direzione Lindau e poi entriamo nella A96 attraverso lo svincolo per

Munchen/Memmingen.

Arriviamo alle ore 11.15 proprio di fronte la casa di Jannis l’amico tedesco che abbiamo

ospitato in occasione del progetto “Comenius” realizzato dalla scuola “Istituto Comprensivo

Sinisgalli”.

Facciamo subito la conoscenza con mamma Claudia, una simpatica siciliana trasferitasi venti

anni fa a Monaco per lavoro, ci accoglie calorosamente offrendoci un’abbondante colazione

tedesca.

Sulla tavola imbandita c’erano diverse varietà di pane da quello nero il “Bauernbrot” a quello

di segala o quello bianco, tipo rosetta, e il brezel, un pane con sopra il sale, accompagnati da

burro, marmellata, miele, formaggi vari, un tipo di salame cotto e una pasta di salumi.

Non potevano mancare i wurstel originali tedeschi di vari tipi e dimensioni: grandi, piccoli,

bianchi, ambrati, fatti bolliti.

Da bere, caffè tedesco, ma Mario è corso subito nel camper a prendere la macchinetta per il

caffè espresso, latte e succo d’arancia ed un bel boccale di birra bavarese bionda per Mario.

Dopo esserci rifocillati siamo pronti per visitare Monaco.

Con il tram raggiungiamo il centro.

Il vecchio (Altes) ed il nuovo (Neaes) municipio di Monaco sono due delle costruzioni più belle

ed interessanti di tutta la città.

Si trovano ai lati di Marienplaz, la piazza dedicata alla Madonna, la cui statua capeggia sulla

colonna che si trova al suo centro.Sulla bellissima facciata gotica di Neues Rathaus (nuovo Comune)si trova l’orologio carillon,

abbellito da statue animate.

Alle 11 ed alle 17 in punto le campane suonano ed i personaggi che si trovano sulla facciata

iniziano a muoversi richiamando il tradizionale ballo messo in scena dai mercanti di cavalli

per scongiurare la peste. Caratteristica e divertente la passeggiata tra le bancarelle dell’Auer

Dult, il mercatino delle pulci che si svolge in Marienplaz.

Il mercatino ha una valenza storica di grande importanza, tanto è vero che si svolge dal 1310.

Uno sguardo veloce alla Cattedrale di Nostro Signore, imponente costruzione di stile gotico

che domina la città di Monaco e ci affrettiamo a raggiungere George (il padre di Jannis) che ci

condurrà in macchina a visitare altri luoghi della città.

Andiamo dove si svolge l’Oktoberfest, la tradizionale festa della birra.

George ci racconta le origini di questa festa.

Per festeggiare il matrimonio del principe Ludwing I di Baviera fu organizzata una grande

festa che durò dal 12 al 17 ottobre del 1810.

Le attrazioni principali dei giorni di festeggiamento furono la corsa dei cavalli e la

celeberrima birra bavarese.

Il successo della festa fu tale che si decise di ripeterlo ogni anno, nacque così l’Oktoberfest.

La manifestazione raccoglie migliaia di visitatori sotto gli immensi tendoni allestiti nell’area

Theresienwiese (giardini), dove vengono serviti litri e litri delle famose marche di birra

bavarese.

Proseguiamo per l’Englischer Garten il giardino inglese di Monaco, il bellissimo polmone

verde della città.

Una delle particolarità del parco è che al suo interno, vicino all’ingresso, ospita una area

riservata ai nudisti.

C’è al suo interno una costruzione tipica giapponese, offerta dal governo di Tokyo alla città di

Monaco per le Olimpiadi del 1972 e il tempio in stile greco che ospita il ristorante

Monopteros.

Ci dirigiamo verso la periferia settentrionale nel quartiere di Frottmaning dove è collocato

l’Allianz Arena il bellissimo stadio che ha una forma particolare simile ad un gommone.

Giocano in questo stadio le due squadre più importanti di calcio di Monaco, ovvero il Bayern

Monaco e il Monaco 1860.

Di sera si illumina con colori differenti.

L’Allianz Arena si illumina di rosso per le partite del Bayern, di blu per quelle del Monaco

1860, di bianco quando ospita la Nazionale e a rotazione nei tre colori ogni sera all’imbrunire.La serata si conclude ad una tipica festa bavarese.

Infatti dal 15 al 17 luglio sono state dedicate tre giornate alla birra e alla gastronomia tipica

della Bavaria, il tutto accompagnato da musica e balli folkloristici.

Siamo stati proprio fortunati a trovarci in questo periodo!

Abbiamo camminato tra gli stands gastronomici e dei prodotti tipici bavaresi abbiamo cenato

e birra a volontà!

È stata davvero una bella giornata, abbiamo fatto conoscenza con delle splendide persone e

che difficilmente dimenticheremo!

18/07/2013

Monaco-Kassel-Hannover (km 700)

Sveglia alle 7,00 e ci mettiamo in marcia verso le 8,30, percorrendo la A7 raggiungiamo

un’area parcheggio nei pressi di Kassel, dove facciamo sosta pranzo.

Mario come sempre provvede a preparare i suoi succulenti pranzetti (pennone al pomodoro e

basilico, peperoni e salsiccia fritti) ed io provvedo al resto: preparazione della tavola, lavaggio

piatti e pulizia camper.

Rimaniamo fermi per circa due ore dopodicchè ci rimettiamo in viaggio.

L’atmosfera che si respira nel camper è gioiosa ed allegra, anche se ogni tanto Manuel e

Mattia litigano per il posto avanti.

Sulle note dei “Ricchi e Poveri” ci apprestiamo a varcare l’ingresso di Hannover alle 18,30.

Non riusciamo a trovare un’area di sosta camper presso Hannover e allora decidiamo di

spostarci verso il campeggio “Arnmer See” 30 euro a notte.

Per la gioia di Manuel anche questo campeggio si affaccia sul lago.19/07/2013 (km 430) Hannover – Ribe

Dopo la sveglia un po’ tardiva (ieri abbiamo tirato molto…) alle 9,40 ripartiamo sulla A7

direzione Hamburg che raggiungiamo alle 11,40 circa, facendo la prima esperienza con un

tunnel sottomarino l’Elba tunnel (gratuito).

Finora il traffico è scorrevole e ci accompagna un pallido sole.

Alle 13,50 varchiamo il confine danese subito dopo Flensburg.

Lasciamo l’autostrada danese E45 subito dopo il confine e ci dirigiamo verso Ribe.

Arriviamo a Ribe alle 15,30: è un paesino medioevale molto caratteristico con una cattedrale

dal portale romanico.

Con le sue tortuose strade acciottolate risalenti al lontano 869, Ribe è la città più antica della

Danimarca e con ogni probabilità uno degli angoli più incantevoli del paese in cui fare un

tuffo nel passato.

Dovunque a Ribe ci si imbatte in dettagli che in altre città sono scomparsi da lungo tempo:

portoni e facciate elegantemente decorati, case e travature in legno costruite nel Medioevo e

vecchi lampioni.

Giro per la città e cena al parcheggio dei camper, dotato di camper service gratuito.

Affianco al nostro camper è parcheggiato un camper “GIOT LINE THERRY T32” di italiani

facciamo presto amicizia e decidiamo dopo cena, di ritornare in centro con loro per assistere a

una delle esperienze gratuite più interessanti che si possono fare in Danimarca è la ronda della

guardia notturna, un percorso della durata di 45 minuti che parte dal ristorante Weis Stue

una delle più antiche locande danesi, in Torvet (la piazza del mercato).

Quello che in passato era un giro di ronda necessario per prevenire atti di criminalità oggi si è

trasformato in una passeggiata nelle vie storiche della città, concepita per divertire e fornire

informazioni ai visitatori.

Anche se non siamo riusciti a capire nulla di quanto spiegato è stato comunque interessante

perché ci siamo potuti soffermare meglio sull’imponente cattedrale e su alcune abitazioni in

legno e muratura risalenti al 1500.

Ritorniamo in camper e ci rilassiamo guardando un dvd di Stevan Segal, non è il massimo per

me, ma la maggioranza ha deciso per questo!20/07/2013 Ribe-Billund (Legoland) Km 60

Visita al parco Legoland.

Il parco Legoland è nato per via della fabbrica lego, nato a Billund.

Tutto in questo parco è fatto o almeno ricorda, i lego che tutti noi abbiamo in casa.

Raggiungiamo Billund alle ore 9,45 e ci dirigiamo verso i parcheggi della Legoland.

Il parcheggio è a pagamento (50kr), non vi sono alternative.

La fila al botteghino per il biglietto è immane ma molto ordinata.

È possibile acquistare un biglietto ”Express” che permette una fila privilegiata rapida in

alcune attrazioni più gettonate.

A noi non è servito.

Il parco è adatto a bimbi fino ai 10/12 anni.

Non lo consiglio a singole o a coppie senza figli.

Il parco è studiato a misura di bimbo, gli adulti sono solo “accompagnatori”.

Vi sono treni che si muovono, camion, tir, navi, battelli, gru, aerei, ecc. tutti fatti interamente

in lego.

Il costo del biglietto è di 40 euro circa.

In 120.000 mq sono stati creati centinaia di riproduzioni di monumenti famosi, di città o

paesaggi tipici.

Appena entrati ci troviamo di fronte la più spettacolare delle aree tematiche del parco,

MINILAND.

Non possiamo fare a meno di notare l’imponente mole della Statua della Libertà costruita con

1.400.000 mattoncini.

AMINILAND si trovano ricostruiti interi quartieri di città della Danimarca, Olanda, Svezia,

Giappone………passando anche per lo spazio con la saga di Star Wars.

Saltiamo l’area tematica DUPLOLAND dedicata ai più piccoli e ci dirigiamo verso PIRATE

LAND, la terra dei pirati tra navi e isole un bel giro in barca alla scoperta del tesoro nascosto,

ma attenzione agli attacchi improvvisi di Capitan Roger e del pirata Jacamon il terrore dei

sette mari.

L’area tematica che più ha interessato Manuel e Mattia è stato ADVENTURA LAND.

Hanno provato X_TRAME RACERS, montagne russe che raggiungono una velocità di

60km/h e il vicino Power Bulder, sul cui braccio robotico stile Terminator si può sfidare la

forza di gravità.Anche un cinema 4D fa parte delle tante attrazioni del parco vista la difficoltà della lingua

danese ci sono proiezioni anche in inglese.

Ci sono negozi, tantissimi ristoranti e bar a tema in ogni area del parco.

Per non parlare di una grande area giochi al coperto con migliaia di mattoncini da costruire.

A centinaia, nei cesti davanti alle attrazioni per ingannare il tempo in attesa del proprio turno

e in divertentissime versioni giganti.

È difficile spiegare a parole la meraviglia che si prova di fronte alla minuziosità delle

ricostruzioni, alla cura dei dettagli, all’esorbitante numero di mattoncini utilizzati 50 milioni

in tutto il parco! E all’imponente lavoro che si cela dietro a queste incredibili realizzazioni.

Prima di lasciare il parco sosta in un shop center per acquistare 2 scatole di giochi Lego e via

verso il Camping Billund FDB, situato a meno di 500m dall’ingresso del parco.

Il camping è dotato di piazzale comodo e di tutti i servizi necessari oltre di piscina, ristorante,

wi-fi gratis ovunque, area giochi e addirittura un piccolo zoo.

21/07/2013 Billund-Aarhus (Km 96)

A casa di zio Marcello.

Non era previsto nella nostra tabella di marcia, ma dopo aver saputo attraverso Facebook che

zio Marcello abita nei pressi di Aarhus non possiamo fare a meno di andarlo a salutare verso

le 11,00 siamo già nel giardino di casa sua a sorseggiare caffè e mangiucchiare stuzzichini vai,

chiacchieriamo a lungo raccontandoci di come si vive in Danimarca e in Italia ci rendiamo

conto come sono diverse le cose da noi!

Oggi la Danimarca è considerata un modello di società civile, a differenza di molti paesi in cui

si registra un crescente divario tra “chi ha” e “chi non ha”, essa sembra popolata da “chi ha

abbastanza” e i “troppi ricchi e i troppi poveri” possono essere contati.

La Danimarca potrebbe essere definita un paese “omnicomprensivo”, in quanto tutti sono

benvenuti, tutti ottengono quello che gli spetta, che siano giovani, anziani, gay, donne, animali

domestici o biciclette al seguito o che abbiamo qualche disabilità.

I centri urbani sono a misura di cittadino, le infrastrutture efficienti e pulite.

A sentire questi discorsi ti viene voglia di abbandonare tutto e trasferirti, ma subito il pensiero

va alle meraviglie della nostra cara MADRE PATRIA e un filo di speranza invade i nostri

cuori per un futuro migliore!

Mario coglie subito l’occasione di far assaggiare alcuni prodotti tipici delle nostre parti

(salsiccia, scamorza, pane) sottolineando il fatto che la cucina italiana è conosciuta in tutto ilmondo ed è senza dubbio una parte importantissima della cultura italiana, amata e

continuamente copiata, in seguito da alcune indicazioni per preparare alcune ricette italiane e

mostra delle foto di alcune sue preparazioni: paccheri all’astice, paccheri pomodorini e

provola affumicata, barbeque di carne mista…

Gli occhi degli zii si illuminano di immenso alla vista di questi prelibati piatti e un senso di

nostalgia per l’Italia pervade il cuore di zio Marcello che decide per Natale di venire nella sua

patria visto che è da diversi anni che ci manca!

Si continua a chiacchierare del più e del meno, dei parenti sparsi in tutta Europa, della crisi

che ha colpito anche me, se in modo minore, la Danimarca e il resto della Scandinavia, di

come procede il lavoro.

Intanto si sono fatte le 16:00 e a proposito di lavoro è giunta l’ora per zio Marcello di andare

ad aprire la pizzeria.

La pizzeria paradiso è aperta dalle 16:00 alle 21:30 tutti i giorni è offre come menù pizza di

tutti i tipi e pasta, zio ci dice che aveva un menù più variegato, ma i danesi mangiano solo

esclusivamente pasta e pizza farcita con ogni ben di Dio sopra dal dolce al salato e quindi ha

deciso di eliminare le altre pietanze come carne e pesce.

Manuel e Mattia che per l’intera giornata si sono un po’ annoiati a sentire i nostri discorsi,

ora si cimentano a fare i pizzaioli! Entrambi si preparano la loro pizza da gustare.

Mattia il più coraggioso, decide di preparare una pizza danese con formaggio, sugo, spaghetti

(dal menù si chiama pizza Emil), Manuel una classica Margherita con l’aggiunta di cipolla e

salamino.

Nel pomeriggio facciamo un giro in macchina per le vie principali di Aarhus, considerata la

seconda città della Danimarca, dopo Copenaghen; essa vanta un superbo panorama

ristorativo, una fiorente vita notturna, pittoreschi sentieri tra boschi, spiagge situate ai

margini della città è uno dei musei d’arte più belli del paese.

La serata si conclude in giardino pubblicando foto su facebook, facendo video chiamate e

messaggiando con what’s up.22/07/2013 Aarhus-Rubjerg Knude-Frederikshavn (Km 300)

Finalmente ci svegliamo alle 7:30 e alle 9:15 siamo in partenza.

Proseguiamo sulla E45 fino Aalborg e poi deviamo sulla strada 55 verso Lokken.

Oltre alle numerosissime pale eoliche (incontrate praticamente di continuo lungo tutta la

Danimarca), cominciamo a notare un’altra peculiarità delle strade delle strade danesi, anche

delle nazionali: la pista ciclabile, parallela alle corsie riservate alle auto e tenute

perfettamente.

Dopo Lokken, il litorale danese è fatto di sabbie durissime, percorribili anche in auto, alle

11:30 siamo Rubjerg Knude, il famoso faro insabbiato.

Una zona di dune di sabbia che testimonia quanta forza sappia esercitare la natura su questa

costa battuta dai venti.

Si prevede che nel giro di un decennio il faro cadrà in mare causa dell’erosione costiera.

Lasciato il camper all’apposito e frequentato parcheggio (gratuito), in una ventina di minuti

saliamo sulle dune di sabbia che scoprono la vista del faro: il sole splende, il cielo è azzurro e i

contrasti di colore sabbia, cielo-mare sono bellissimi.

Al ritorno al camper ci rimettiamo in marcia sulle strade 55, 597 e 40 che ci portano Skagen,

la punta nord della penisola dello Yutland.

Superata Skagen, alle 15:00 arriviamo a Grenen, un paesetto praticamente circondato dal

mare.

Dopo un piccolo spuntino al parcheggio posto proprio sulla punta della Danimarca prendiamo

il “Sandormen, un autobus trainato da un trattore che ci trasporta sulla lingua di sabbia che

separa i due mari lo Skagerrak e il Kattegat (l’Oceano Atlantico e il Mar Baltico).

Alla fine dell’istmo sabbioso si assiste all’incrocio delle onde atlantiche (da ovest) con quelle

baltiche (da est).

Le due correnti contrapposte danno una sensazione particolare e piacevole, anche se l’acqua è

un po’ fredda.

Alle 16:30 ripartiamo per Frederikshavn, dove domani prenderemo il traghetto per Goteborg.

Ci fermiamo al porto e accontentiamo Manuel che vuole pescare.

Verso le 19:30 raggiungiamo l’area di sosta Frederikshavn Marina, si paga 20 euro ma

dispone di tutti i servizi persini WI-FI e lavatrice ed asciugatrice gratuiti.23/07/2013 Traghetto Frederikshavn-Oslo (Km 0)

Anche se la nostra meta è Norvegia, abbiamo fatto bene a fare queste soste danesi.

Ribe, Legoland, il faro insabbiato e Skagen meritavano le piccole deviazioni che abbiamo

fatto.

Decidiamo di non prendere più il traghetto per Goteborg ma per Oslo, l’attraversata è di otto

ore e mezza.

Partiamo dal porto di Frederikshavn alle ore 10:00 e sbarchiamo alle 18:30.

Il costo del traghetto + la cabina ci costa 500 euro!!

Grazie al navigatore satellitare e alle notizie fornite dai diari dei camperisti, troviamo

facilmente il camping del parco di Ekeberg, arroccato su una pittoresca collinetta a sud-est

della città.

Per il camper, 4 persone (4 docce comprese) e l’attacco all’elettricità spendiamo 350NOK (44

euro).

Non fa freddo e il tempo ci sta accompagnando sempre con splendide giornate di sole.

Alle 21:00 il sole è ancora alto stasera per cena spaghetti alla carbonara!

24/07/2013 Oslo-Heddal (Km 130)

Wandering the streets of Oslo!

Stamattina è un pò nuvoloso, ma non fa freddo, dopo colazione, alle 10:30, prendiamo

l’autobus 34 che ci porta in centro: per 4 pass validi 24 ore (in vendita alla reception del

camping).

La nostra visita di Oslo è molto tradizionale e si snoda lungo la Karl Johans Gate, la via

principale lungo la quale ci sono la cattedrale, il municipio, il parlamento norvegese e il

palazzo reale.

Visitiamo l’interno del Duomo una chiesa cruciforme con pulpito, altare e facciata dell’organo

in intagli di acanto originali.

Grandi affreschi sul soffitto risalenti al 1936-50 vetrate della chiesa curate da Emanuel

Vigeland (fratello di Gustav), parte in bronzo del 1938 e negozi sotto i portici appartenenti al

periodo che va dal 1841 al 1858.

Il Municipio, decorato con meravigliosi motivi della storia, della cultura e della vita lavorativa

norvegese.È la sede politica ed amministrativa della città.

Ospita la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la pace ogni 10 dicembre.

Il Parlamento, in mattoni gialli, si trova proprio in centro città ed è la sede dell’assemblea

nazionale norvegese, si affaccia verso il Palazzo Reale.

A questo punto del percorso Mario e i bambini sono sfiniti e decidono di ritornare al camping,

mentre io proseguo per il Palazzo Reale dove dove alle 13:30 c’è il cambio della guardia.

Continuo il mio tragitto da sola visitando la Galleria Nazionale che raccoglie i momenti

salienti dell’arte figurativa norvegese e internazionale dall’inizio del 1800 fino al 1950, tra le

attrazioni, capolavori l’Urlo e Madonna di Edvard Munch e dipinti di Cezanne e Manet.

Le opere di Munch sono davvero splendide.

Più che dall’Urlo (esposta una delle quattro versioni) rimango colpita da altre opere quali : Il

bacio con la finestra.

La coppia misteriosa ritratta in questo dipinto non mostra tenerezza e complicità.

I volti sono nascosti nell’ombra di un abbraccio sensuale, ma non gioioso.

I corpi indistinguibili l’uno dall’altro sono avvinghiati in quella che appare più una lotta che

un abbraccio amoroso.

Rimango a guardare la fanciulla malata, un opera che rappresenta per Munch uno dei temi

più importanti, cioè l’angoscia della morte.

In questa tela l’artista risveglia il doloroso ricordo della malattia della sorella, morta di

tubercolosi quando il pittore aveva solamente quattordici anni.

Il tempo è trascorso così velocemente sarei rimasta di fronte a quei capolavori per ore, ma è

ora di rientrare al camping, nel pomeriggio si parte per Heddal.

Essendoci già stata ad Oslo, in un viaggio organizzato con delle colleghe, molte delle attrazioni

le avevo già viste, sarei ritornata volentieri, soprattutto al “Parco Vigeland”, un parco con

oltre 200 sculture in bronzo, granito e ferro battuto dello scultore Gustav Vigeland, ma c’è

una tabella di marcia da rispettare!

Alle 17:30 lasciamo l’Ekeberg camping e ci apprestiamo a percorrere l’inconsueto ed

affascinante “Mondo delle StavKirker”.

Il tratto di strada presenta alcuni dossi accentuati che si che si snoda tra laghi e boschi la

carreggiata è stretta in più punti, il limite di velocità è compreso tra i 50 e i 70 Km orari.

Alle 20:00 siamo alla chiesa di Heddal è la più grande ed è una chiesa delle più belle delle 28

chiese in legno che si conservano in Norvegia.

La chiesa chiude alle 19:00 e non facciamo in tempo a vederla dentro, ma restiamo comunque

estasiati ad ammirare la facciata esterna, i portali riccamente istoriati con motivi raffigurantianimali e intrecci di fogliame, la complessa struttura del tetto, realizzato su più livelli sfalsati,

non si può far a meno di notare le numerosissime tegole in legno incastrate in modo

assolutamente perfetto, ottenendo così un risultato tecnico-artistico di notevole valore.

Per la notte ci fermiamo all’area di sosta Nutodden Bobilcamp costo 20 euro con

allacciamento elettrico in riva ad un fiordo, Manuel e Mattia in attesa della cena colgono

l’occasione per farsi una pescata.

25/07/2013 Heddal-Geilo-Flam (Km 400)

Tra Stavkirker e i campi di grano

Tra Heddal e Geilo ci sono poco meno di 200 Km le “stavkirker” sono lì ad aspettarci……… e

non solo per stupirci con le loro architetture sempre diverse, ma anche per ammaliarci.

La strada che percorriamo si snoda tra alte montagne e corsi d’acqua, alternando chilometri

che richiedono una certa attenzione nella guida e tratti di grande scorrevolezza.

Nel tragitto visiteremo tre stavkirker: quella Urdal e quello Borgund.

Stiamo dunque viaggiando alla volta di Urdal: a tratti la pendenza è del 7%, ma le curve

ampie non ci mettono in difficoltà.

È così, grazie anche al traffico scarso possiamo godere un po’ del bel panorama, in mezzo agli

estesi boschi, che stiamo attraversando……

Seguendo poi le indicazioni in loco raggiungiamo in breve la bella stavkirke storica di Urdal, a

circa 5 Km: si trova in una posizione un pò isolata, in mezzo ad una campagna curata, ed è

carica di suggestione, inserita in un ambiente che trasmette un senso di pace interiore.

Dopo questa visita, pausa pranzo e riprendiamo il nostro percorso: il paesaggio è sempre

dolce e riposante e continua a svilupparsi tra boschi, pini e laghi…….

Numerose sono anche le case tipiche, tutte rigorosamente in legno, che incontriamo lungo la

strada.

Lungo il tragitto decidiamo di non andare a vedere la chiesa di Borgund e di raggiungere

Rollag.

La chiesa di Rollag la troviamo sulla strada, ci soffermiamo solo pochi minuti per scattare

qualche fotografia.

In serata Flam (deviazione Geilo-Flam).Proseguimo direzione Geilo, qui, in questo splendido contesto naturale, troviamo il punto

vendita e poco lontano, la fabbrica artigianale dei rinomati coltelli “Brusletto”.

Saltiamo la visita alla fabbrica, abbiamo fretta di raggiungere Flam.

Il paesaggio è sempre ricco di attrattive naturali: attraversiamo diverse gallerie scavate nella

roccia molto suggestive e poco illuminate, uscendo da esse ritroviamo a lato della carreggiata

il fiordo e in alcuni punti l’acqua delle cascate arrivano fin sulla strada.

Infine una discesa abbastanza impegnativa per i freni del nostro camper ci ha condotto

direttamente sul Fiordo di Flam, la nostra meta odierna……

Alle 21:00 siamo sistemati al “Flam Camping” 43 euro esluso le docce di acqua calda che

costano 10 corone per 5 minuti.

26/07/2013 Flam-Bergen (Km 166)

Flamsbana: la ferrovia più rapida del mondo!

La minuscola Flam (pop. 550), in cima all’ Aurlandsfjord, si trova in posizione spettacolare ed

è rinomato per la sua linea ferroviaria Flamsbana.

Con un dislivello di 844m si scende con una pendenza pari al 55%, superando cascate

impetuose (alla Kjosfossen il treno effettua una fermata per permettere di scattare fotografie).

La linea, che viene considerata dagli esperti come “la più rapida del mondo” è aperta tutto

l’anno, con 4 partenze giornaliere che divengono anche 10 durante i mesi estivi.

Dopo aver preso posto in uno dei vagoni prepariamo la macchina fotografica e telecamera.

Sono le 12:20 è il treno parte.

Abbiamo pagato per il biglietto 150 euro, la corsa dura 50 minuti all’andata e 50 minuti al

ritorno.

Già dopo pochi chilometri di salita ecco la fermata di Hereina: nel fondo valle si può scorgere

la chiesa di legno di Flam, letteralmente immersa nel bellissimo paesaggio verde.

Il percorso continua a snodarsi lungo un tracciato sempre tortuoso e affascinante.

La fermata del Kjosfossen, certamente il punto più spettacolare dell’intero percorso l’enorme

cascata crea un mare di vapore e schiuma e sullo sfondo si sente il diffondersi di una soave

musica accompagnata dall’apparizione fugace e misteriosa di personaggi.

Il punto di arrivo Myrdal, non ci pare che presenti particolari bellezze decidiamo quindi di

ridiscendere a Flam così da guadagnare un po’ di tempo cosa che, come ben sappiamo, non

guasta mai!In questa nostra tappa abbiamo conosciuto un simpatico signore di nome Mario che viaggia

da solo con il suo camper, ha attraversato la Germania, la Danimarca e la Norvegia sud

occidentale, l’ultima sua tappa sarà Bergen, ci diamo appuntamento proprio a Bergen, in

quanto noi partiamo prima di lui.

Sono le 17:00 circa e dopo le operazioni di carico e scarico lasciamo il “Flam camping”.

Circa 170Km separano Flam da Bergen: uscendo dal camping svoltiamo verso la E16, che

seguiremo lungo tutto l’itinerario, dapprima in direzione Gudvangen e poi di Vass, da qui in

una ventina di Km giungiamo a Bergen.

Il paesaggio è sempre ricco di attrattive naturali.

A 15 Km da Bergen ci fermiamo perché Mario vuole comprare le sigarette e qui facciamo

amicizia con una famiglia di Pordenone, anche loro sono diretti a Nordkapp decidiamo di

proseguire insieme il viaggio fino a Bergen e di sostare nello stesso campeggio “Lone

Camping”.

Arrivo alle 19:45 e Bergen ci accoglie con un bel sole!!

Cosa strana per una città che è stata soprannominata “La città della pioggia”.

Questo campeggio in riva al lago è situato a 20Km dalla città ma è ben servito dai mezzi

pubblici: l’autobus n.900 va e viene ogni mezz’ora (5 euro, circa 30 minuti).

Costo per una notte 42 euro (4 persone, 2 adulti e 2 bambini + elettricità + 4 gettoni per la

doccia).

27/07/2013 Bergen-Olden (Km 300)

Bergen una città incatata

La sveglia è alle 8:00 per il resto dell’equipaggio ma non per me che come mia abitudine sono

sveglia dalle 6:00.

L’appuntamento con gli amici di Pordenone è per le 9:30, alle 11:00 circa siamo nel

vivacissimo mercato del pesce vera istituzione cittadina.

Aggirarsi tra le diverse bancarelle costituisce un’emozione visiva e olfattiva davvero unica:

distesi su strati di ghiaccio troviamo straordinarie e coloratissime “composizioni” tutte una

diversa dall’altra e assai invitanti.

Dietro ogni banco scopriamo che gli addetti alle vendite provengono da paesi di tutta Europa

e che spesso sono italiani.Inutile dire quante siano le varietà di pesce in vendita dall’immancabile merluzzo al salmone,

ai granchi, alla balena affumicata……

Affianco del mercato del pesce, vi sono anche banchi che vendono frutta e ortaggi solo che i

prezzi sono assai elevati.

Successivamente ci dirigiamo verso il quartiere “Bryggen” iscritto nel patrimonio Mondiale

dell’Umanità dell’UNESCO.

Girovagando tra le antiche costruzioni e osservando gli stretti vicoli, tale mondo appare

fantastico, presentando ciò che di questo angolo medioevale è sopravvissuto fino ai giorni

nostri, nonostante i danni provocati dai ripetuti incendi e dalle diverse guerre.

Intanto a Bergen è uscito il sole, la mattinata era iniziata con un cielo grigio e pioggia

insistente, ma ora le condizioni climatiche sono notevolmente migliorate e noi tutti ne siamo

davvero felici e ci riteniamo persino fortunati considerando il fatto che essa è considerata la

città più piovosa della Norvegia.

Raggiungiamo il camper alle 15:20 e subito ci mettiamo in partenza per il ghiacciaio

Briksdall.

Circa 300 i Km che ci condurranno dalla vivacità di Bergen al silenzio del ghiacciaio.

Il paesaggio è sempre assai vario, alternando montagne verdi, cascate, fiumi e fiordi……

Arrivo ad Olden alle 21:15.

Sosta notturna all’Alda Camping (20 euro).

28/07/2013 Olden-Briksdall-Geiranger (Km 150)

Salendo verso il ghiacciaio Briksdall

Ci svegliamo alle 8:00 e alle 10:30 imbocchiamo la strada per Briksdall.

La strada, molto stretta, è lunga circa 24Km lungo i quali troviamo diversi campeggi.

Alle 11 parcheggiamo nello spazio riservato ai camper (50 corone = 6 euro) e partiamo per la

nostra escursione, saltando gli immancabili negozi di souvenir.

Il cammino in salita (non molto ripida) dura circa un’ora: troviamo un punto panoramico

davanti ad una cascata e un passaggio sotto una cascata impossibile non bagnarsi, a

mezzogiorno arriviamo a Briksdalen una lingua di ghiaccio che scende dallo Jostedalsbreen, il

ghiacciaio più esteso d’Europa.

Lo spettacolo della lingua di ghiaccio, che alla sua base forma un lago è impressionante!

A malincuore abbandoniamo questa meraviglia alle 13:30 circa.Alle 16:00, dopo aver pranzato, riprendiamo la strada 60 a Olden e ci concediamo da questo

magico e indimenticabile ambiente.

Impostiamo adesso il navigatore per Geiranger e il suo fiordo, 120 soni Km complessivi da

percorrere.

Dopo la sosta sul punto panoramico dal quale si vede l’immagine classica del fiordo di

Geiranger, si scende per una valle verdissima attraversata da un grosso torrente.

Di possibilità di brevi fermate durante la discesa ne troviamo diverse, tra l’altro queste breve

soste, oltre che lasciarsi apprezzare le bellezze di luoghi incantati, finiscono con lo svolgere

un’operazione che non può che rivelarsi assai utile per il nostro camper: quello di raffreddare

i freni!

Infatti, seppur scendendo con le marce basse inserite, non possiamo certo ignorare a lungo il

penetrante ardore dei freni surriscaldati.

Una volta terminata la discesa ritroviamo la strada che costeggia il fiordo, proseguiamo

svoltando sulla sinistra, direttamente in direzione del centro di Geiranger.

Arrivo alle 19:00.

Per la sosta notturna ci rivolgiamo al Geiranger Camping, situato a pochi passi dall’attacco

del traghetto ed è attraversato da un torrente impetuoso (34 euro).

29/07/2013

Salendo in Paradiso…… il passo dei trolls (Km 380) Geiranger-Trondheim.

Partenza alle 9:15, oggi ci attende “Il Passo dei Trolls” e la sua ardita e spettacolare salita.

Alle 10:40 percorriamo il breve tratto in traghetto tra Eidsdal e Linge (10 minuti), e

continuiamo a viaggiare in un ambiente naturale che ancora non lascia affatto immaginare la

presenza di una strada tanto famosa e tanto descritta in numerosi diari di viaggio.

Alle 12:00 circa siamo verso Valldal, la valle delle fragole.

È una zona bellissima, di un verde brillante, molto boscosa, attraversata da un torrente

impetuoso e solcata da numerose cascate provocate dallo scioglimento dei ghiacciai.

Alle 12:30 stiamo attraversando la trollstingen.

La difficoltà di questa strada si rivela una leggenda: la realtà è quella di una strada di

montagna come tante, fatte di continui tornanti certo bisogna fare attenzione e in un punto

abbiamo avuto anche problemi con un camion norvegese (è abbastanza raro incontrarne,mentre più frequentemente si incrociano autobus turistici): la reciproca gentilezza risolve

tutto rapidamente.

Ci fermiamo spesso per ammirare le pareti montuose e le cascate, le piazzole di sosta sono

abbastanza frequenti.

Da non perdere la terrazza panoramica sul lato nord della vallata dove si può ammirare nella

sua completezza, la maestosità della vallata e l’intera salita che s’inerpica con il suo snuoso

zig-zag.

Dopo il passo facciamo una breve pausa pranzo e continuiamo il nostro itinerario

indirizzandoci verso Trondheim.

Questa tappa richiede poco più di 320Km.

Arrivo al Camping Flakk alle ore 19:00.

Il campeggio è ben collegato con la città, vi è infatti il bus n. 56 che copre il tragitto più volte

al giorno, ad orari prefissati.

Prezzo per una notte 35 euro.

30/07/2013 Trondheim-Laksforsen (Km 400)

Alle 10:30 tutti pronti per prendere l’autobus che ci condurrà a Trondheim.

La fermata del bus proveniente dal campeggio si trova a circa metà di via MunKegata, la via

principale, noi proseguiamo la passeggiata proprio in direzione della Cattedrale.

Percorrendo via Munkegata, la nostra attenzione è immediatamente catturata al numero 23

della via dello Stiftsgarden che viene normalmente considerato il più grande Palazzo (settanta

stanze!)realizzato in legno dell’intera Scandinavia.

Oggi è una delle residenze della famiglia reale.

Proseguendo alla scoperta della cittadina, che è davvero piacevole, ecco l’ampia piazza

contraddistinta dall’alta colonna terminante con la statua di Olav I, fondatore della città.

Poco più avanti c’è il profilo della gotica cattedrale, dominata dall’alto campanile.Assolutamente straordinario e meritevole di grande attenzione è l’intera facciata ovest! La

complessività architettonica è arricchita dallo splendido rosone, dalle torri campanarie e della

moltitudine di statue sculture e bassorilievi che la ornano.

Facciamo un giro nell’attiguo “Erkebispegarden” il giardino che si affaccia sul fiume e che

ospita al suo interno il “Palazzo Arcivescovile”.

Intanto si sono fatte le 12:30 e i bimbi reclamano che hanno fame, mangiamo in un Burger

King e proseguiamo la passeggiata per le vie della città alle 14 il nostro bus ci riporta nei

pressi del campeggio, dopo un breve riposo, ci rimettiamo in marcia, ancora verso Nord…

Il nostro percorso continua a svilupparsi ancora sulla E6 in direzione Narvik.

Il superamento del Circolo polare Artico si fa palpabile: i campi cedono il passo a laghi e

foreste, i panorami si allargano, i monti si fanno più aguzzi e sui loro fianchi il limite della

vegetazione si abbassa.

Alle 22:30 arrivano a Laksforsen qui incontriamo la tumultosa cascata basta lasciare la strada

principale e svoltare sulla destra, seguendo le relative indicazioni.

Un bar-ristorante si affaccia proprio sulla cascata: da un balconcino sopraelevato si ha la

completa visione della forza con la quale l’imponente massa d’acqua scorre sotto di noi.

Riprendiamo la strada principale a a 500m ci fermiamo in area di sosta per il riposo notturno.

31/07/2013 Laksforsen-Bodo (Km 400)

Partenza alle 9:30, dopo 17 giorni di viaggio con tempo splendido, oggi troviamo la pioggia

meno male che oggi è soltanto una giornata di trasferimento.

All’ingress di Mo i Rama, sempre sulla E6, sulla sinistra della strada troviamo un camperservice

ci fermiamo per fare le solite operazioni di carico e scarico e proseguiamo, dobbiamo

arrivare a Bodo per le 16:00, abbiamo visto su internet che c’è proprio a quell’ora un

traghetto per Moskenes, intanto ha smesso di piovere e ogni tanto si intravede un raggio di

sole, la strada sale ora di quota, arrivando anche oltre i 700 metri di altezza, regalandoci

paesaggi sempre diversi, ora languidi e desolati nella loro essenzialità, ora invece ricchi di una

vegetazione sempre bassa: siamo prossimi al Circolo Polare Artico.

La temperatura, quando sono le 14 è di 10° e spira un vento forte.

Ci fermiamo nel parcheggio antistante le costruzioni che ospitano i negozi e il centro turistico

del Circolo Polare, scattiamo qualche foto, mangiamo un panino veloce e ci rimettiamo in

marcia. Arriviamo a Bodo alle 16:30 ma il traghetto lo prendiamo alle 17:45.

Sbarchiamo a Moskenes alle 21:00, fa freddo e tira un vento forte. (Costo del traghetto 250 euro).

Decidiamo di sostare al Moskenes Camping (40 euro).1/08/2013

A- Reine – Nusfjord-Ramberg

Isole Lofoten una natura spettacolare!

Le isole Lofoten sono diverse ma le principali sono 5 collegate tra loro da ponti e tunnel

sottomarini.

Cominciamo il nostro tour visitando il villaggio di A che si trova all’estremità di Moskenes

non a caso è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese…

La piccola cittadina è un vero gioiello, un villaggio di pescatori perfettamente conservato, con

una fila di rorbuer rosse sul lungomare, essiccatori per il merluzzo e vedute da cartolina

praticamente dietro ogni curva. Proseguiamo per Reine, prima di visitare questo villaggio,

pranziamo mangiando una bella pizza surgelata, reine di per se è un villaggio senza

particolare atmosfere, ma si trova in posizione stupenda, accanto a una tranquilla laguna, ed è

sovrastato dalla parete di roccia del Reinebringen.

Facciamo amicizia con una coppia anziana genovese che sta tornando da Capo Nord e ci

suggerisce di andare a visitare il centro di Nusfjord.

Una spettacolare deviazione di 6Km a sud della E10 ci ha condotto a Nusfjord.

La strada percorsa è sempre quella tipica di montagna, stretta tra le pareti rocciose e la costa.

Nusfjord non è proprio una meta ideale per noi camperisti, perché il piccolo centro, tutto

realizzato su palafitte, è posto proprio al termine della strada e gli spazi utilizzabili come

parcheggio sono quindi davvero scarsi.

Per visitare il villaggio gli adulti pagano 50 corone, ma alle 18:00 l’ingresso è gratuito sono le

17:30, decidiamo quindi di aspettare.

Qui, in questo silenzio sconfinato, è impossibile sfuggire alla suggestione e alla magia che

questa terra sa esprimere.

Sensazioni che si percepiscono in mille modi: è solo sufficiente osservare ciò che ci circonda

per pensare ai tempi e ai ritmi della vita a tali latitudini!

E qui, quasi incredibile a dirsi, abbiamo trovato un nostro connazionale, il Sig. Michele, che

gestisce un raffinato laboratorio dove realizza monili in argento: lui vive qui da diversi anni,

dopo aver trascorso un lungo periodo ancora più a Nord.

Visitare il suo laboratorio è interessante non solo per ammirare l’arte con quale compone i

gioielli, ma anche perché è interessante chiacchierare con lui.

Dopo aver lasciato Nusfjord, sempre sulla E10, viaggiamo in direzione A, fino ad arrivare a

Ramberg.Le spiagge di Ramberg e Flakstad sulla costa settentrionale sono davvero spettacolari: una

mezzaluna di sabbia dalle scintillanti acque verdi-azzurre sullo sfondo montagne artiche

incappucciate di neve!

Sostiamo per la notte al Ramberg Gjestegard camping (30 euro).

2/08/2013

Nusfjord-Eggum

Questa giornata la dedichiamo ai bambini Manuel e Mattia vogliamo andare in barca a

pescare e mario come al solito li accontenta.

Alle 10:00 siamo al porticciolo di Nusfjord io non ho voglia di andare in barca, quindi decido

di rimanere al parcheggio e fare un po’ di pulizia al camper, il resto dell’equipaggio si avvia

con tutta l’attrezzatura alla barca presa in affitto (per un intera giornata 250 euro).

Alle 18:00 li vedo rientrare con un ricco bottino e con tanto entusiasmo a parte un piccolo

incidente di mario che per pulire il pesce pescato è caduto dalla barca e si è tagliato il labbro

superiore.

Nel tragitto i bambini non fanno altro che raccontare dell’esperienza vissuta, felici di aver

pescato grossi pesci e ansiosi di poterli mangiare per cena.

Eggum, letteralmente “stretto tra l’Atlantico e la montagna scoscesa è molto suggestivo, sul

promontorio sono situate le rovine di una fortezza e di lì si gode un panorama stupendo del

paesaggio marino.

Parcheggiato il camper, Mario e Vito puliscono il pesce pescato ed io provvedo a cucinarlo.

Sono le 23:00, il pesce è davvero delizioso e fuori splende ancora il sole!3/08/2013

Eggum- Henningsvaer-Svolvaer-Norvik (400Km)

Partenza alle ore 10:00.

Una deliziosa strada lungo la costa che, dalla E10, scende per 8 Km verso sud, conduce a

Henningsvaer è questo uno dei villaggi che maggiormente concorrono al quantitativo di

pescato dell’intero Paese.

Il centro, avvolto dal tipico odore proprio del merluzzo essicato, si presenta vivace e

interessante con numerosi negozi.

L’abitato, realizzato su palafitte che si affacciano su un porto-canale, si sviluppa su tre diverse

piccole isole, tra loro collegate da ponti.

Dopo la visita ritorniamo sulla E10 direzione Svolvaer 27Km all’arrivo.

Svolvaer, città nota per il curioso profilo della montagna “Svolvaergeita” (La capra di

Svolvaer) è il capoluogo e il porto principale dell’arcipelago, oltre ad essere anche la città

storicamente più antica del Circolo Polare Artico: qui sono state ritrovate testimonianze

archeologiche risalenti al 4000 a.C.

Dopo una breve passeggiata nella zona portuale ci rimettiamo in marcia in direzione Narvik.

Ecco adesso che le isole, che tanto abbiamo imparato ad amare in questi giorni, svaniscono

lentamente dall’orizzonte…

Arrivo al Narvik Camping alle 20:30.

Come campeggio non lo consiglio infatti un buon sonno ristoratore non è affatto garantito i

camion rombano sulla strada e i treni sferragliano lungo i binari situati poco più in alto, ma è

l’unico campeggio di Narvik.

(Prezzo per una notte 25 euro).4/08/2013

Narvik-Alta (Km 508)

Lasciamo il campeggio alle 10:30.

Proseguiamo costeggiando sempre il mare, con fiordi lunghissimi e montagne piene di piccoli

ghiacciai in cima.

Ci fermiamo per una breve sosta in un area di tende sami ed assagiamo una squisita zuppa di

renna e del salamino.

Mancano 350 Km per Alta.

I nostri amici di Pordenone si sono avviati più tardi speriamo che riescono a raggiungerci.

Noi nel frattempo proseguiamo, sempre più ansiosi di raggiungere il traguardo, Mario non

vuole nemmeno fermarsi per il pranzo, quindi decide di preparare degli hot-dog, mentre lui

guida.

Mancano 170 Km, decide diamo per una sosta approfittando della presenza di un traliccio

ancora ricolmo di pesce steso ad essiccare per renderci conto di come essi vengono utilizzati.

Infatti di queste strutture se ne incontrano a centinaia anche lungo le stesse strade che

abbiamo percorso, ma in estate esse sono normalmente tutte vuote: questa è dunque proprio

un’eccezione che merita senz’altro di essere immortalata tra le nostre fotografie!

Devo ammettere che la sensazione è piuttosto strana e piacevole al tempo stesso: soprattutto

per noi che siamo abituati a vedere questi pesci solo esposti nelle nostre botteghe…

Ed è inevitabile pensare a quanto lavoro manuale, svolto tra l’altro sempre in condizioni

atmosferiche proibitive, sia richiesto da quello che è il ciclo completo della pesca del merluzzo

e della sua successiva lavorazione.

Lungo il tragitto notiamo spesso il segnale “pericolo renne”, quindi stiamo attenti a guardare

se le vediamo e infatti dopo un po’ le vediamo comparire proprio lungo la strada che

attraversano la carreggiata.

Si tratta di animali per nulla pericolosi ma bisogna stare attenti perché potrebbero

costringerci a una sosta imprevista e viaggiando ad alta velocità corriamo il rischio di colpirle.

Arrivo ad Alta alle ore 19:20.

A 3,5 Km a sud della E6, prendiamo direzione Ovre Alta, qui ci sono tre ottimi campeggi sul

fiume, noi optiamo per “Alta River Camping 3”.

Questo campeggio può vantare una sauna, da dove ci si può tuffare direttamente nel fiume, un

paio di graziose capanne per barbecue arredate con pelli di animali e wifi libero.5/08/2013

Alta-Nord Kapp (Km 237)

Finalmente Nordkapp!

Alle 9:30 siamo difronte all’Alta Museum e qui ci rincontriamo con gli amici di Pordenone.

Il museo di Alta costituisce una delle più importanti e vaste raccolte di incisioni rupestri che si

conoscono: per la sua eccezionalità esso fa parte del patrimonio dell’UNESCO.

L’intero Parco naturale che ospita il Museo è davvero un luogo speciale, seduti su una delle

panchine o passeggiando lungo uno dei percorsi prestabiliti, il nostro sguardo abbraccia in

una visione unica e globale, il mare, le montagne e le incisioni, che rappresentano il vero

fulcro dell’intera esposizione.

Queste incisioni risalgono all’Età della Pietra nel periodo neolitico compreso tra 6000 a 2000

anni fa.

Dopo questo interessante visita facciamo un po’ di provviste alimentari al REMA 1000, un

panino veloce e impostiamo il nostro navigatore per Nordkapp, mancano 220 Km.

Riprendiamo la E6, che qui in alto attraversa vallate semideserte, gli animali pascolano

placidamente e le renne che ti tengono concetrati nella guida, visto la loro costante presenza in

strada!

Siamo ormai giunti nei pressi del tunnel sottomarino che ci collega all’isola di Mageroya, è

lungo 6870 m, dalle guide e diari di viaggio sapevo di un pedaggio da pagare anche piuttosto

caro, ma non abbiamo pagato nulla, ora l’ingresso al tunnel è gratuito.

Il paesaggio che ci circonda è spesso brullo: solo le rocce, ricoperte da muschi e da licheni

riescono a conferire un po’ di colore a queste latitudine; ma il desiderio di arrivare alla meta è

troppo grande, tanto grande da farci superare in un solo fiato Hanningsvag l’ultimo centro

abitato(ed anche l’ultimo porto) prima della preventivata sosta a Nordkapp!

Da qui mancano ormai solo 35 Km prima di entrare nello “spazio” di Nordkapp vi è una

tariffa, per camper e per persona di 30 euro, per poter accedere al grande promontorio

roccioso e per poter sostare 78 ore nel piazzale.

Comunque quando si alza la sbarra parte l’urlo liberatorio: sono le 18:00 di lunedì 5 agosto

2013 e SIAMO SUL TETTO D’EUROPAAAA…

Parcheggiamo e subito scendiamo per fare foto e riprese qua e là finchè arriviamo al mitico

globo d’acciaio, è il simbolo di Capo Nord e indica l’inclinazione dell’asse terrestre in questopunto del pianeta 71°10’21’’, c’è una fila costante di persone che aspettano a turno di salire

sul suo piedistallo e farci delle foto ma arriva anche il nostro, poi un brindisi con prosecco, al

traguardo raggiunto.

Poi visitiamo la struttura turistica adiacente dove si trovano un cinema dotato di schermi

panoramici sui quali viene proiettato un filmato che presenta Capo Nord visto nelle quattro

stagioni, la Cappella dove vengono celebrate le funzioni liturgiche, un’esposizione che illustra

la successione di esplorazioni a Capo Nord, oltre a bar e negozi di souvenir.

Compriamo qualche ricordino e torniamo al camper per la cena.

Intanto soffia un vento forte e il cielo a tratti è coperto da nuvole rompiscatole che non ci

fanno godere a pieno il fenomeno del sole a mezzanotte ciò nonostante a mezzanotte esatta

fissando l’orizzonte si vede il sole nel suo punto più basso per poi risalire pian piano alle 2:00

il sole già splende.

6/08/2013

Escursione al Knivskjelodden

Oggi è iniziata la giornata sotto un bel sole, decidiamo insieme con i nostri amici di fare

l’escursione al promontorio di Knivskjelodden.

Esso è il vero punto più settentrionale del continente, inaccessibile ai veicoli e pertanto può

essere raggiunto pedonalmente attraverso un lungo percorso sterrato.

L’escursione a piedi prevede 18 Km tra andata e ritorno, Mario all’inizio è un po’ titubante

non sa se venire o rimanere in camper, ma alla fine si unisce al gruppo.

Al camper rimane Manuel con Giovanni (il figlio maggiore degli amici di Pordenone), non se

la sente di fare tutti questi chilometri , invece il piccolo Mattia viene con noi.

Partendo da un parcheggio segnalato, situato 6 Km a sud dell’ingresso per Capo nord, alle ore

12:00 cominciamo la nostra passeggiata.

Il sentiero presenta alcune salite e discese e il terreno in alcuni punti si presenta fangoso.

Dopo quattro ore di cammino e pausa pranzo arriviamo alla latitudine di 7°11’08’’, sul livello

del mare.

Qui c’è nebbia e spira un forte vento gelido, firmiamo il libro dei visitatori e prendiamo nota

del nostro numero di riferimento sul libro per poi recarci all’ufficio turistico e ricevere il

certificato che attesta il successo della nostra spedizione.L’emozione di essere in cima all’Europa è davvero forte, di quelle che lasciano un segno

dentro ciascuno di noi.

Felici e soddisfatti di aver raggiunto il traguardo ci accingiamo a fare la strada del ritorno, la

fatica ricomincia a sentirsi, ma noi manteniamo duro e alle 19:10 finalmente arriviamo al

parcheggio.

Mattia è stato bravissimo, in sette ore di cammino non ha mostrato mai segno di cedimento e

continuava a ripetermi che era contento di vivere questa esperienza unica e indimenticabile e

non vedeva l’ora di arrivare al traguardo per firmare il libro e avere il suo certificato che

attestasse la sua esperienza riuscita.

7/08/2013

Nordkapp-Inari (Km 365)

Oggi comincia la nostra strada verso il ritorno, lasciamo Nordkapp e la Norvegia direzione:

Circolo Polare Artico della Finlandia.

La giornata è iniziata con un forte vento e sotto una fitta pioggia… fosse stata così ieri sarebbe

stato un vero peccato… ma per fortuna il tempo in questo viaggio ci ha sempre assistito!

Sono le 10:00 riscendiamo a Honningsvag per ritirare l’attestato dell’escursione fatta ieri al

Knivskjellodden, ripassiamo il tunnel sottomarino che ci porta fuori dall’isola di Mageroja e

la prima località di un certo interesse che troviamo sulla strada per la Finlandia è Karasjok,

un piccolo paesello Sami.

Ci giungiamo alle ore 15:00, dopo aver percorso 265 Km dal tetto d’Europa.

Karasjok è la capitale indiscussa dei sami norvegesi.

Qui hanno sede il Parlamento e la biblioteca sami, la stazione radio NRK Sami, il museo

Nazionale Sami e un parco tematico sempre sulla cultura dei Sami.

Visitiamo il parlamento, facciamo un giretto tra le tende e spendiamo le ultime corone

norvegesi, infatti 20 Km più avanti ecco il confine finlandese; lasciamo la Norvegia dopo

quindici giorni, nei quali probabilmente abbiamo visto e fatto le cose migliori di questo

viaggio…

Proseguiamo per Inari ed entriamo nella foresta lappone Finlandese su una strada a doppio

senso di marcia piena dislivelli, niente abitazioni e quasi nessuno incontrato… menomale che

avevamo fatto il gasolio!

Dopo questa zona iniziamo a trovare i primi centri abitati finlandesi il primo è Inari.Sono le 18:30 ore locali (in Finlandia c’è un ora avanti di fuso orario) e ci fermiamo in uno

“shop” per turisti dotato anche di ampio parcheggio e Mattia si fa comprare un enorme

salmone di peluche: costo 35 euro.

Sostiamo pe la notte all’Uruniemi Camping costo 20 euro.

8/08/2013

Inari-Rovaniemi (Km 336)

Sono le 8:50 e partiamo per Rovaniemi qui si trova il famoso villaggio di Santa Klaus, dove

abita Babbo Natale per noi è la 3a

volta che ci troviamo di fronte a questo popolare

personaggio, ma è sempre bello diventare per un giorno bambini e vivere la magia di una

favola.

Per raggiungerlo si dovrà innanzitutto attraversare il centro abitato di Rovaniemi, moderna

capitale del territorio della Lapponia Finlandese, usciti dal centro città imbocchiamo la

deviazione sulla 4: da lì, come ci ricordano anche i cartelloni pubblicitari, mancano meno di 8

Km.

Parcheggiamo ed entriamo; il complesso è composto da qualche gioco per bimbi nel boschetto

e dalla casa principale, dove Babbo Natale riceve; si entra tramite un percorso guidato dove è

vietato filmare e fotografare, si arriva alla porta della casa, dove un folletto fa entrare a turno

i turisti; in quegli attimi neppure la distanza linguistica può essere un problema, grazie alle

tipiche frasi di circostanza che vengono recitate nelle più diverse lingue. Si tratta di pochi

istanti, all’interno dei quali viene però fatta vivere con forza e gioia la suggestione di un

incontro ravvicinato, in un ambiente degno davvero di una delle favole più belle!

All’uscita della casa si può ritirare la foto o il filmino.

Sempre nel villaggio si vede il passaggio del circolo polare artico, segnalato tramite una

striscia per terra.

Alle 14:30 torniamo in camper e pranziamo poi ci dirigiamo in centro a Rovaniemi, facciamo

provviste di alimentari alla LIDL e decidiamo di sostare all’Oumaskoski Camping posizionato

sulla riva del fiume Kemijoki.

Costo per una notte 40 euro.9/08/2013

Rovaniemi-Lulea-Umea-Ornskoldvik (Km 600)

Partenza ore 10:00 dal campeggio, percorriamo la E75 direzione Tornio, siamo ancora in

Finlandia, si attraversa il Ponte di Veda in direzione Haparanda, città che segna il confine con

la Finlandia e iniziamo a percorrere la costa svedese sul mar Baltico.

Arriviamo a Lulea alle 13:40 e decidiamo di fare una breve pausa pranzo e dopodicchè

visitiamo Gammelstod, la città vecchia con le sue tipiche casette svedesi tinteggiate di rosso

con infissi bianchi e tendine di pizzo.

Questo luogo è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La chiesa-villaggio era anche il centro medioevale più importante della Svezia settentrionale,

eretta in pietra nel 1492.

Alcuni degli edifici sono aperti al pubblico e le stradine sono uno scenario davvero magico per

una passeggiata.

Torniamo al camper e ci rimettiamo in marcia.

I primi 300 Km li percorriamo senza soste.

La strada svedese si avvicina di più all’autostrada tedesca che non a quella norvegese, visto

che ha due corsie per ogni senso di marcia.

Stiamo proseguendo sulla E4 direzione Sundsvall; sono ormai le 21:00 e decidiamo di

fermarci in una delle numerose aeree pic-nic dotate di servizi igienici che si trovano lungo la

strada nei pressi di Ornskoldvik.

Mario prepara per tutti, compreso gli amici di Pordenone, un gustoso piatto di spaghetti alla

bolognese e subito a nanna.

Domani sveglia alle 6:00 per raggiungere Stoccolma.10/08/2013

Ornskoldvik-Stoccolma (Km 500)

Partenza alle ore 6:00, mancano 500 Km per raggiungere Stoccolma, durante la notte ha

piovuto e si prevede una giornata quanto meno nuvolosa.

Arriviamo alle 13:30 a Stoccolma e ci sistemiamo al Camping Bredany Stockolm, un’ottima

struttura che sorge in una magnifica posizione su un bel lago e che offre anche una spiaggia

sabbiosa il tutto a pochi minuti di passeggiata pedonale dalla stazione della metropolitana.

Dopo un po’ di relax ci avviamo verso il centro della città.

Con la metro scendiamo a Gamla Stan.

La città vecchia è il cuore storico e geografico di Stoccolma.

Lungo le sue tortuose stradine si affacciano chiese rinascimentali, palazzi e barocchi e piazze

medioevali.

Le case dei mercanti dai colori pastello sembrano inclinarsi l’una verso l’altro e gli stretti

vicoli sono costellati di negozi.

Visitiamo il palazzo Reale, la cattedrale, il Parlamento.

Giriamo a piedi per 2 ore circa nei pressi del centro e poi ci apprestiamo a fare rientro al

camper.

11/08/2013

Stoccolma-Mariefred (Km 69)

Alle ore 10:00 facciamo chek out, costo per una notte 38 euro e ci dirigiamo sull’isola di

Djurgarden, collegata da un ponte pedonale.

Questo magnifico parco con boschi e giardini incantevoli un fiume dalle acque tranquille,

piste ciclabili e alcuni dei migliori musei della città quali il Nordisk Museet che è ospitato in

un castello in stile rinascimentale e presenta una vasta collezione di manufatti svedesi dal 1520

a oggi e il Vasamusset dedicato alla storia della nave ammiraglia Vasa, orgoglio della Corona

svedese.

Il 10 agosto 1628 infatti, pochi minuti dopo essere stata varata si rovesciò e calò a picco

insieme a molti membri dell’equipaggio.Dopo essere stata faticosamente riportata in superficie la nave è stata riassemblata come un

gigantesco puzzle.

Tutti noi rimaniamo affascinati difronte a questo enorme colosso lungo 69m e alto 48,8.

Usciti dal museo ci dirigiamo al Junibaken, qui sono state ricreate le fantastiche

ambientazioni dei libri per bambini della scrittrice Astrid Lindgren.

Io e Mattia entriamo invece Mario e Manuel vanno al camper a preparare il pranzo.

Voliamo così sopra Stoccolma sul treno delle favole, fingiamo di rimpicciolirci come una

zolletta di zucchero e una volta arrivati a Villa Villekulla possiamo cantare e vestirci come

Pippi Calzelunghe.

Dopo la pausa pranzo, alle 15:45 ripartiamo per Mariefred a 69 Km da Stoccolma.

Mariefred è un piccolo centro scenograficamente adagiato lungo il suo bel porticciolo, ha un

bel castello con torri circolari, ponte levatoio e lavorate guglie e un’antica ferrovia

regolarmente in funzione con locomotive a vapore.

Per rendersi conto della suggestione che si crea sarà sufficiente osservare da vicino il treno, la

bellezza dei singoli vagoni, il lavoro del fuochista che continua ad alimentare la macchina a

vapore e respirare l’odore del fumo che riempe l’aria…

È l’incredibile stazioncina in legno giallo che rende davvero bene l’idea dei tempi che furono.

12/08/2013

Mariefred-Grenna-Malmo-(Ponte di Oresund)

Rodby-Puttgarden (Km 800)

Ripartiamo per attraversare il sud della Svezia da est a ovest e raggiungere Malmo dopo 250

Km usciamo a Granna, paese “della caramella” sul lago Varent.

A Granna sembra di essere nella fabbrica di cioccolato, il profumo di zucchero aleggia

sull’intero centro abitato e i negozi sono zeppi di quelle caramelle alla menta bianche e rosse

(polkagris) che sono un po’ il marchio di fabbrica della zona.

Poi proseguiamo per Jonkoping il paese dove sono nati i fiammiferi.

Siamo ormai a pochissimo dall’Oresund, il famoso ponte aperto al traffico nel 2000 che

collega la Svezia alla Danimarca: è lungo quasi 8 Km e paghiamo circa 100 euro per

oltrepassarlo; è veramente maestoso ed è quasi tutto proprietà della Svezia, visto che il

cartello del confine danese è a 1 Km dalla fine del ponte, dopo la quale si entra nel tunnelsottomarino di circa 4 Km quando si riemerge siamo su una delle due isole danesi, dove

troviamo Copenaghen la capitale, decidiamo di proseguire e non entrare in città.

Io ho già visitato Copenaghen Mario e i bambini invece non hanno voglia di girovagare per

un’altra capitale.

Proseguiamo per Rodby dove c’è l’imbarco e dopo 45 minuti di traversata sbarchiamo a

Puttgarden in Germania.

Ingresso in Germania alle 21:00 e sosta notturna al Camping Puttgarden (28 euro).

13/08/2013

Puttgarden-Wurzburg (Km 652)

Sveglia verso le 8:00, facciamo colazione e cominciamo la nostra discesa verso la Germania.

L’itinerario di questo lungo viaggio era stato programmato nei minimi particolari fino a

questo punto, cioè all’arrivo in Germania, per gli ultimi giorni non avevamo piani ben definiti

quindi insieme a Vito ci siamo messi a pensare luoghi dove fermarci; decidiamo di non fare la

stessa strada dell’andata ma di percorrere la strada turistica più nota e più amata della

Germania “La Romantische Strass”.

Un tragitto di 360 Km fatto di borghi medioevali e castelli da Wurzburg a Fussen.

Quindi impostiamo il nostro navigatore per Wurzburg ci aspettano 652 Km da percorrere.

Stanchi e affamati varchiamo le porte di Wurzburg alle ore 21:15 e ci dirigiamo all’area di

sosta di Viehmarkplatz è un ampio parcheggio senza servizi, ma comodo perché dista solo 300

m dal centro.14/08/2013

Wurzburg-Rothenburg (Km 65)

A Wurzburg fa il suo inizio trionfale la via Romantica; alle 9:30 siamo già pronti per fare il

giro consueto della città, attraversiamo il ponte vecchio sul Meno che ci porta nella città

vecchia a est del Meno.

Interessanti sono, sul ponte le 12 statue gigantesche di santi e potenti poi ci dirigiamo verso il

Duomo di St. Kilian capolavoro romanico dell’ XI-XII sec. Con l’annessa cappella funeraria

degli Schonborn.

Percorriamo la Martinstrasse per arrivare alla chiesa Neumunsterkirche.

Dalla navata sinistra si raggiunge il grazioso giardinetto Lusam.

Nella chiesa stessa è sepolto S. Kilian in un sarcofago di pietra.

Dalla piazza di S. Kilian, situata tra le due chiese, la Hofstrasse ci porta alla Residenza,

costruzione a tre ale dichiarata nel 1982 dall’UNESCO patrimonio culturale mondiale.

Al centro della grande Piazza Residenziale c’è la fontana Frankunia.

Ai piedi delle colonne della fontana siedono i tre cittadini di Wurzburg più famosi; il trovatore

Wolther von der Vogelweide; il pittore Mathias Grunewold e lo scultore Tillman

Riemenschneider.

Magiamo un panino veloce con gamberetti e partiamo alla volta di Rothenburg, una

romantica città medioevale.

Arriviamo alle 14:00 e cominciamo subito a fare un giro per i monumenti più importanti della

città vecchia, che inizia a Piazza del Mercato (Markplatz).

La chiesa di S. Giacomo con i suoi due alti campanili è tra le chiese più importanti della città,

poi c’è il Rothaus (municipio) di stile rinascimentale e all’Herrngasse 1, vi è il negozio di

giocattoli e articoli natalizi fondato 1977.

Al di fuori delle mura cittadine vi è il giardino del castello, vale la pena visitare questa zona

per il parco, la veduta della valle e a sud lungo le mura la cappella di S. Biagio.

Il resto della famiglia è tornata al camper per prelevare qualche euro e ritorno in centro per

comprare dei tipici dolci del posto i Scheneeballen, si tratta di vere e proprie palle di dieci

centimetri formate da striscie di impasto arrotolate e che ricordano le nostre chiacchiere,

fritte e ricoperte nella versione più semplice di zucchero a velo, ma si possono assaggiare

anche avvolte nella cioccolata, nel ricco marzapane e in altre mille dolcissime versioni.Proseguo lungo la Herngasse mi sembra di viaggiare a ritroso nel tempo circondato da

meravigliose fontane, palazzi, torri e angoli che catturano il cuore e qui faccio un piacevole

incontro!

Ritrovo le simpatiche persone genovesi conosciute alle Lofoten!

Chiacchieriamo a lungo e dopodicchè mi avvio al parcheggio dei camper dove è quasi pronta

la cena.

15/08/2013

Rothenburg-Fussen-Ravesburg (Km 415)

Ferragosto al castello Neuschwanstein!

Oggi salutiamo gli amici di Pordenone e alle 9:30 riportiamo in direzione Fussen, che

raggiungiamo alle ore 12:00, c’è molto traffico, essendo oggi anche ferragosto e riusciamo

finalmente a parcheggiarci alle 13:30 nell’area riservata ai camper (euro 8).

Dal parcheggio, il castello si raggiunge a piedi in circa 30 minuti o pagando un importo, con

un carro a cavalli, preferiamo fare il percorso a piedi perché c’è una lunga fila alla fermata

delle carrozze.

Il castello di Neuschwanstein in italiano significa “Il castello della nuova pietra del cigno” fu

commissionato dal re Ludovico II di Baviera come ritiro personale ed omaggio della musica

Richard Wagner, da lui particolarmente amato.

Il re amava rimanere isolato dal mondo e questo luogo era diventato per lui un rifugio

personale.

Ha ispirato i castelli delle favole della Walt Disney che lo ha preso a modello per alcuni da i

suoi film di animazione.

Visitato il castello, facciamo un giro per ammirare il frequentatissimo Maria’s Bridge, un

ponte che offre un immagine del castello da un’angolazione diversa.

Nel pomeriggio ci dedichiamo alla visita della graziosa cittadina di Fussen: ha un incantevole

centro e di grande interesse sono la biblioteca, la sala dei principi, la chiesa con l’altare

maggiore e le reliquie di San Magno, castello dei principi vescovi di Augusta, che si raggiunge

seguendo il sentiero di fronte la chiesa.

In città non manca nemmeno un’atmosfera speciale per chi ama lo shopping: lontani dal

rumore del traffico, ci si può immergere nell’atmosfera tutta italiana della Reichen strasse,passeggiare nei pittoreschi vicoli, acquistare souvenir e gustare specialità gastronomiche nei

ristoranti e nei biergaten , le tipiche birrerie all’aperto, troviamo un ristorante italiano il

“Peperoncino” gestito da due fratelli di origini lucane e ceniamo lì mangiamo bene e

chiacchieriamo del più e del meno con questi emigranti italiani.

In serata ci rimettiamo in marcia verso Lindau e nei pressi di Rvensburg sostiamo in camping

fattoria. (costo 30 euro).

16/08/2013-17/08/2013

Ravesburg-Friedrichshafen (Km 20)

Relax al camping Fishbach!

Due giorni li trascorriamo di nuovo sul lago di Costanza al camping Fishback.

Mario fa un carico di birra e cioccolate da portare in Italia.

Vito con la sua famiglia ci hanno raggiunto e così abbiamo trascorso delle ore di relax

mangiando e bevendo.

Anche zio Rocco e zia Sarina sono stati in nostra compagnia; erano curiosi di sapere come era

andato il viaggio e noi abbiamo raccontato delle innumerevoli esperienze vissute, ed di alcuni

aneddoti simpatici accaduti durante il tragitto, delle forti emozioni che ci hanno suscitato

alcuni luoghi.

Avevamo proprio bisogno di due giorni di riposo, soprattutto i bambini che negli ultimi giorni

mostravano segni di stanchezza.18/08/2013

Friedrichshafen-Bologna (Km 557)

Varchiamo il confine italiano

Alle ore 10:00 lasciamo il campeggio, salutiamo i nostri amici e ci avviamo verso la strada del

ritorno.

Alle ore 13:00 varchiamo il confine italiano, viaggiamo fino alle ore 21:00 poi decidiamo di

fare la sosta notturna presso un’area di servizio a Bologna.

19/08/2013

Bologna-Potenza (Km 662)

Partenza ore 7:30, si fa tutta una tirata breve sosta per il pranzo verso Pescara; mancano 250

Km.

Ore 19:00 arrivo a Potenza Km percorsi 12.134.

Queste vacanze tanto sognate e programmate sono ormai giunte al termine ci hanno

consentito di visitare posti veramente belli e provare tante emozioni che è impossibile

spiegare.

Conclusioni

Non ci sono parole abbastanza significative per esprimere le sensazioni che ho provato nel

vedere questi paesaggi fantastici che sembrano veramente uscire da una favola così immensi,

infiniti, incontaminati, è stato come se il tempo si fosse fermato!

Essere giunti a Nordkapp è stato per me realizzare un sogno! Ero pervasa da una strana

sensazione di euforia, un’atmosfera irreale e……come essere a contatto con l’infinito.

Ciò che resta oltre a tutto questo è la serenità e la sensazione di pace provata in questi posti

meravigliosi che consiglio a chiunque ne abbia abbastanza della nostra vita frenetica e abbia

voglia di rilassarsi.Il viaggio a Nordkapp è la meta delle mete soprattutto per noi camperisti, in 4 settimane

percorrendo più di 12 mila chilometri, abbiamo attraversato mezza Europa: Austria,

Germania, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Svezia.

Visitare la Scandinavia nel periodo estivo è l’ideale sia per assistere ad uno dei fenomeni

naturali più affascinanti, il Sole a mezzanotte, sia perché grazie alla presenza costante del

Sole, la neve sui monti si scioglie e la natura si risveglia donando la vista di panorami

spettacolari.

Si è vero, abbiamo speso tanti soldi, già sapevamo che sarebbe stato un viaggio molto costoso e

ci eravamo organizzati da tempo.

Dal punto di vista economico non abbiamo alcun rimpianto, siamo viaggiatori e camperisti ed

i soldi spesi nei viaggi sono per noi i soldi meglio spesi.

Ad ogni modo, confermo che è stata un’esperienza entusiasmante, veramente da vivere.

Nel grande Nord protagonista è la natura ed un viaggio del genere significa calarsi nella

natura e viverla intensamente in tutti i suoi aspetti più spettacolari.

Pensare che Nordkapp si trova a 750 Km a nord della linea del Circolo Polare Artico, e

superata quella linea per gli interi 9 giorni che abbiamo passato oltre essa, siamo stati sempre

sotto la luce del sole, senza oscurità della notte.

Per dormire cercavamo di chiudere bene il camper e tappare gli spiragli per evitare

infiltrazioni di luce.

Comunque, i nostri ritmi biologici per quei 9 giorni sono saltati lo stesso.

Un’altra cosa che mi ha colpito tantissimo è stata la Luna, perché pur essendoci il Sole, si

vedeva anche la Luna verso le nove di sera, si vedeva benissimo, a quelle latitudini era

vicinissima alla Terra sembrava incombere, sembrava ci stesse cadendo addosso!

Siamo contenti di ritornare a casa e abbracciare i nostri famigliari, penso che questo viaggio

rimarrà per sempre nel nostro cuore e nei nostri ricordi.

 

di Luisa e Consolato FOTI

Il Montenegro era nei nostri programmi già da qualche anno e, finalmente, decidiamo di visitare questo paese, includendo nel nostro viaggio anche parte della Bosnia-Hercegovina e l’Albania.

Viaggiamo in due, marito e moglie, con un semintegrale Challenger, il Genesis 56, acquistato da poco più di un anno.

Ci imbarchiamo a Bari il 14.09.2011, con partenza alle ore 22,00, e alle 07,00 del giorno dopo sbarchiamo a Dubrovnik, già visitata 2 volte in occasione di altri viaggi.

Puntiamo, perciò, subito verso nord, in direzione Spalato e, lasciata Dubrovnik, ci fermiamo in un’area di sosta, dopo il nuovo spettacolare ponte di Tudjman, costruito di recente, per evitare di dover percorre un profondo fiordo. Da quest’area di sosta è possibile ammirare dall’alto la splendida baia antistante il porto di Dubrovnik.

Si prosegue lungo la meravigliosa costa croata e dopo aver attraversato le due frontiere, in entrata ed in uscita, del breve tratto di costa bosniaco che si affaccia sull’Adriatico, raggiungiamo Metkovic , in direzione Mostar-Sarajevo.

Il transito di questa frontiera, per entrare in Bosnia-Hercegovina, richiede circa mezz’ora di coda ma i controlli sono rapidi e riguardano solamente i documenti personali (Carte d’identità) e quelli del camper (libretto di circolazione, foglio complementare e carta verde ).

Riprendiamo il viaggio e, poco prima di Pociteli, deviamo a sinistra in direzione Ljubuski ; dopo circa 10 Km., un’altra deviazione a sinistra ci porta al parco della Kravica. Sostiamo in un ampio parcheggio asfaltato e custodito. La scalinata, realizzata da poco ed antistante il parcheggio, scende fino ad uno spettacolare complesso di cascate che cadono in un lago circondato da una fitta vegetazione: un’incantevole oasi di verde e di acqua dove è possibile anche fare il bagno.

Ritornati sulla strada per Ljubuski, raggiungiamo questo centro ; all’inizio del paese deviamo a destra in direzione Mostar e proseguiamo fino a Madjugorie.

Per la visita di questo luogo di pellegrinaggio, sempre più frequentato da comitive di pellegrini provenienti da tutta Europa, basta qualche ora. Vi sono le indicazioni per parcheggi custoditi ma è possibile sostare anche lungo la strada principale che porta alla chiesa , utilizzando i parchimetri.

Nella zona centrale, oltre ai numerosi alberghi e ristoranti, sono stati aperti tantissimi negozi di souvenir, dove è possibile acquistare di tutto. A circa 5 Km dal centro, ben segnalata con cartelli, che indicano anche la direzione degli altri luoghi di culto, vi è la collina della Via Crucis, la cui sommità è raggiungibile salendo, a piedi, un ripido sentiero acciottolato.

Proseguiamo verso Mostar dove, dopo aver attraversato la città nuova, entriamo in un ampio parcheggio, situato ad un centinaio di metri dall’ingresso alla zona pedonale, seguendo le indicazioni che portano alla città vecchia ( Stari Grad ) ed al Ponte Vecchio (Stari Most ),.

Il parcheggio, custodito anche la notte ed utilizzato anche per la sosta di autovetture, è bene illuminato, dispone di due bagni ,dove è possibile rifornirsi di acqua; il custode notturno ci ha pure consentito di allacciarci alla corrente elettrica in uno dei box utilizzato dal personale addetto allo stesso parcheggio.

Mostar, inserita dal 2005 nelle liste del patrimonio dell’UNESCO, è una città di grande attrazione turistica, nonostante, in più punti della zona nuova, siano ancora evidenti i segni dell’ultima guerra.

Il Ponte Vecchio, costruito durante il periodo ottomano e completato nel 1566, distrutto dai bombardamenti nel 1993 e ricostruito nel 2004, collega le due sponde del fiume Neretva ed è situato tra le torri Hercegusa e Tara, sulla riva sinistra e la Torre Haklebija su quella destra. Simbolo dell’unità cittadina e costituito da un unico arco di pietra è lungo 28,7 m, largo 4,49 m ed alto, in estate, 21 m sull’acqua.

Il Ponte Storto, completato nel 1558 , si narra che sia stato edificato otto anni prima dello Stari Most come prova per la successiva più audace costruzione. Si trova a poco distanza dal Ponte Vecchio, sul fiume Radobolja, alla confluenza con il Neretva.

La Torre di Tara, di forma semicircolare, deposito di munizioni durante il periodo Ottomano, è , oggi, la sede del Museo del Ponte Vecchio.

La Torre dell’Orologio (Sahat Kula ) completata nel 1630 è un altro monumento di grande importanza dell’epoca ottomana. Si trova a fianco del Museo dell’Hercegovina, di forma quadrata ed alta 15 metri.

Oltre ai musei del Ponte Vecchio e dell’Hercegovina, meritano una visita il Cimitero Monumentale Partigiano ( Partizansko Grobije) , la Moschea Karadioz-Beg , poco distante dal centro storico, la Moschea Hadzi Kurt (Tabacica) , costruita a fianco dell’antico Tabhana, il quartiere della lavorazione del cuoio, la Moschea Koski Mehmes-pasha, dal cui minareto è possibile godere di una vista panoramica sulla città e la Moschea Nesuh-Aga Vucjakovic. Le moschee di Mostar, piccole ma eleganti nelle loro forme, rappresentano molto bene il tipico stile ottomano.

Al centro della città vecchia è posta una delle zone più antiche di Mostar, il Kujundziluk: lungo una caratteristica strada in acciottolato, risalente alla metà del XVI° secolo, si trovano i caratteristici negozi artigianali , oltre ai tradizionali ristoranti e negozi di dolciumi tipici. Al centro del Vecchio Bazar, vi è un tipico mercato di frutta e verdura con su i banchi tanti prodotti locali.

Costeggiando per un buon tratto lo spettacolare Neretva, dove, in uno dei punti vendita degli allevamenti posti sul fiume è possibile acquistare delle trote vive, subito ripulite dallo stesso venditore e pronte ad essere cucinate, raggiungiamo, dopo circa 120 Km., Sarajevo.

Il tempo trascorso dalla guerra che ha martoriato la città tra il 1992 ed il 1995, ha completamente cancellato ogni traccia di quella tragedia.

Seguiamo le indicazioni per la città vecchia e, dopo inutili tentativi di parcheggiare nelle sue vicinanze, ci allontaniamo dal centro in direzione Mostar; dopo un paio di Km., nella zona vicino all’Holiday Inn, ci fermiamo in un ampio parcheggio custodito anche la notte, di fronte alla Chiesa di San Giuseppe.

Con un mezzo pubblico, la cui fermata è nelle immediate vicinanze, torniamo nella Città Vecchia.

Sarajevo è divisa in quattro municipalità: il Centro (Centar) dove hanno sede i principali uffici pubblici; la Città Nuova (Novi Grad) costruita recentemente; la Nuova Sarajevo ( Novo Sarajevo) sede di centri commerciali e di alcuni Musei; la Città Vecchia ( Stari Grad) dove si trovano quasi tutti i monumenti, i luoghi di culto e gli edifici storici.

Passeggiare nel centro storico di Stari Grad (Bascarsja) consente di comprendere subito l’essenza di questa città: qui, durante il giorno, si possono ammirare, tra l’altro, gli artigiani che, nelle loro botteghe, lavorano il rame e l’ottone e realizzano splendidi oggetto in filigrana; qui, la sera, seduti al tavolo, allestito all’aperto, di uno dei tantissimi ristoranti è possibile gustare le specialità culinarie della regione ed il caratteristico “ caffè alla bosniaca” Non può mancare una passeggiata nella frequentatissima e pedonale Ferhadija, che, con i suoi palazzi in stile mittle-europeo , i suoi negozi moderni e raffinati ed i bar alla moda è il salotto della città.

Grande è il numero e la varietà di edifici sacri sparsi per la città, con le loro differenti strutture, a seconda della religione di appartenenza. Tra le tante moschee islamiche meritano senz’altro una visita quella di Gazi Husrev - BEG , famosa per la bellezza della sua cupola centrale e con il minareto alto 45 mt., situato sulla piazza del mercato antistante, la moschea di Ali-Pasha, fatta costruire, nel 1561 dal pascià Hadim Ali nello stile di Istambul e la moschea dell’Imperatore o Tsars, costruita nel 1566 in onore del sovrano Solimano I°.

La chiesa più grande di Sarajevo è la Cattedrale serbo-ortodossa della Natività di Gesù, costruita nel 1868 in stile barocco con elementi serbo-bizantini ed inconfondibile per le sue 5 cupole. Più antica è la Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele, con un’importante iconostasi.

Numerose le chiese cattoliche tra cui vi è la Cattedrale di Sarajevo, sede della Diocesi cattolica in Bosnia ed uno dei simboli della città, e le sinagoghe luogo di culto della comunità ebraica più grande dei Balcani. Tanti, infine, i ponti ed i musei che meritano di essere visitati.

Lasciamo Sarajevo e ripercorrendo a ritroso la strada già percorsa, senza la deviazione fatta per la visita di Madjugorie e del parco della Kravica. Dopo pochi chilometri da Mostar, svoltiamo a sinistra per raggiungere Blagaj ed il suo antico monastero darviscio, costruito all’interno di un’enorme grotta ed in posizione sopraelevata al fiume che emerge dalla stessa grotta. Il monastero non è visitabile per i lavori di restauro in corso. Si può raggiungere il sito anche con il proprio mezzo ma preferiamo lasciare il camper nel parcheggio dei bus.

Prima della frontiera, visitiamo Pociteli, con le sue stradine ripide, in acciottolato, silenziose e pittoresche, con la sua moschea e i resti di una fortezza che la sovrasta.

Ripercorriamo in direzione sud la costa croata e, superata Dubrovnik, entriamo in Montenegro, per la strada che porta a Herceg-Novi . Alla frontiera, oltre al controllo ed alla registrazione dei documenti personali e del camper, ci viene venduta, al costo di 30 €., una vignette, “ecologica” da applicare al cruscotto e valida per un anno. Non sappiamo se dipende da tale tassa, ma, certamente, dovunque in Montenegro troviamo la massima pulizia.

Ad Herceg-Novi, dove giungiamo in serata, sostiamo per la notte in un camping, alla periferia sud della cittadina, segnalato e situato a sinistra della strada, subito dopo l’attraversamento di una corta galleria.

Il giorno dopo, visitiamo, per primo, il vicino complesso monastico di Savina, immerso nel verde e composto da tre chiese, dove, nel museo dell’annesso monastero è custodito, tra l’altro, uno dei due unici ritratti esistenti al mondo dello zar Pietro il Grande, portato dalla Russia nel 1831. Il centro storico di Herceg-Novi , visitabile lasciando il camper in uno dei parcheggi a pagamento della città, è ben conservato, con una piazza circondata da tipiche case in pietra. La città è caratterizzata da molte specie di alberi esotici che abbelliscono i giardini delle case ed i giardini pubblici, che sovrastano la passeggiata a mare. Dal suo castello si può godere di una meravigliosa vista su tutto il litorale.

Lasciata Herceg-Novi , iniziamo il percorso delle Bocche di Cattaro, che rappresentano una meraviglia naturale e costituiscono il più grande fiordo del Mediterraneo. Tali bocche penetrano nella costa per circa 28 Km. . La strada si snoda, quasi tutta pianeggiante, lungo il fiordo e, superata Risan, giungiamo a Perast. Sostiamo nel parcheggio predisposto lungo il breve tratto di strada che porta all’ingresso della cittadina, dove una sbarra impedisce il transito dei veicoli a motore.

Il centro è un tutt’uno di palazzi e di altri edifici minori in pietra, di alcune chiese, di stradine e viuzze interne; sulla passeggiata a mare vi è l’approdo per barche e battelli che, in pochi minuti, trasportano i turisti all’isola prospiciente, dove è stata realizzata la chiesa della Madonna dello Scarpello, passando davanti all’isola di San Giorgio. Mentre quest’ultima, che ospita un’abbazia benedettina e che al momento non è visitabile per lavori di restauro, è interamente opera naturale, l’isola del santuario della Madonna dello Scarpello è artificiale : narra la leggenda che quest’isola è stata realizzata con le pietre portate dai marinai di Perast laddove c’era una nuda secca rocciosa detta “Scarpel”.

Da Perast raggiungiamo Cattaro (Kotor) e parcheggiato il camper lungo una strada, appena finita la zona del porto, entriamo dalla porta centrale all’interno delle mura e ci troviamo nella Piazza d’Armi, la più grande e bella della città. Su questa piazza, affollata di turisti e di tavolini ed ombrelloni dei tanti ed eleganti bar e caffè , si affacciano, tra l’altro, il Palazzo Ducale, la medioevale Torre della Tortura, detta successivamente Torre dell’orologio, ed il teatro. Altre 11 piazze, tutte molto belle, sono collegate tra loro da caratteristiche stradine dove si affacciano negozi di souvenir ed altri bar e caffè. All’interno delle mura ci sono circa trenta chiese, tra cui la cattedrale di San Trifone con i suoi due campanili nella facciata. La visita a questa città richiede almeno mezza giornata, e la passeggiata tra le sue stradine, le piazze ed i monumenti può essere integrata con il giro delle mura che si inerpicano lungo i costoni delle montagne che, alle sue spalle, sovrastano la città.

Ci dirigiamo verso Budva e, pochi chilometri prima di questa città, svoltiamo a destra, seguendo le indicazioni di un campeggio, sito in una vasta pineta pianeggiante, dotato di servizi igienici e di elettricità, prospiciente una meravigliosa spiaggia, con moderne strutture balneari, docce, bar e ristorante, ma anche con un’ampia zona di spiaggia libera.

Il mattino dopo visitiamo Budva, dopo aver lasciato il camper in uno dei grandi parcheggi a pagamento.

La città vecchia sorge su un’isoletta collegata alla terraferma da una lingua di sabbia, che,con il tempo, si è trasformata in penisola ed è circondata da alte mura, con bastioni del XV secolo, che formano un sistema di fortificazione medievale con porte, mura di difesa e torri.

Dentro le mura, le vie strette e tortuose, le chiese e le costruzioni in pietra creano un ambiente davvero suggestivo. Sulla piazza (Tgr Starogradski) si affacciano le tre chiese della cittadella e, nelle vicinanze, visitiamo un’antica biblioteca realizzata all’interno di una fortezza dai cui bastioni si può godere di uno splendido panorama sulla città e sul suo mare.

Lasciamo Budva, attraversando in camper, in direzione Petrovac, la parte nuova della città, che è un moderno centro di villeggiatura, con ampi viali alberati, passeggiate a mare, ristoranti e moderni alberghi; dopo pochi chilometri, lungo la strada costiera, da una piazzola di sosta molto utilizzata anche dai bus turistici, per consentire le foto di rito , osserviamo dall’alto la tanto decantata Sveti Stevan: una piccola isola, collegata alla terraferma da una stretta striscia di terra e trasformata in villaggio turistico a 5 stelle, in stile medioevale.

Si prosegue e, dopo Buljarica, le indicazioni stradali per Podgorica ci portano al tunnel (il pedaggio è riscosso dopo il suo attraversamento) che riduce notevolmente il percorso verso la capitale. La strada costeggia la parte settentrionale del lago di Scutari; poi, dopo un lungo tratto di autostrada, giungiamo a Podgorica. Lasciamo il camper in un parcheggio custodito, alle spalle dello stadio e visitiamo velocemente la città, costituita esclusivamente da moderne strade, tra le quali solo quella che attraversa in lungo la città è affiancata da negozi con vetrine più o meno accattivanti, da anonimi palazzoni e da una grande piazza centrale, poco frequentata e prospiciente alcuni uffici pubblici.

Si riparte e ci dirigiamo verso i monti, attraverso la valle del Moraca: il percorso è senz’altro suggestivo e si snoda, costeggiando il fiume, lungo un susseguirsi di alte gole, attraverso brevi gallerie le cui pareti, prive di intonaco, mostrano la roccia viva e superando ponti sul fiume che scorre vorticosamente. Visitiamo il monastero ortodosso di Moraca, originario del 1200 , che ricorda, anche se in piccolo, i monasteri della Romania e che, come quelli, ha parte delle mura esterne delle chiese decorati con affreschi ben conservati. Il complesso è costituito da una chiesa più grande dedicata all’Assunzione della Vergine Maria, dalla chiesetta di San Nicola e dal dormitorio.

Trascorriamo la notte in un piccolo campeggio, allestito lungo il fiume ed a cui si accede scendendo da una strada sterrata che, per chi proviene da Podgorica, inizia a destra della strada principale, subito dopo un bar-ristorante, 300 mt. prima del monastero.

Ripercorrendo la strada che attraversa Podgorica ed il tunnel di cui si è già detto, torniamo nuovamente sulla costa e facciamo tappa a Stari Bar (Bar vecchia) che dista circa 2 Km. dalla città di Bar, il porto più grande del Montenegro. La visita alla vecchia città di Bar, detta “ la Pompei del Montenegro” ed estesa, su una collina, con una superficie di circa quattro ettari, consente di camminare tra le rovine di oltre 600 edifici, risalenti a tutti i periodi della storia della città, che ha origini romane e che ha visto avvicendarsi i Turchi ai Veneziani.

Da Stari Bar ci portiamo ad Ulcinij; attraversiamo l’affollato centro con qualche difficoltà, a causa del traffico automobilistico e delle macchine parcheggiate; parcheggiamo il camper in un tratta di strada più largo, poco prima della stretta via che porta alle mura dell’antico borgo. La città antica, posta su una collina, è ben conservata con le sue mura, le strette viuzze e le moschee; i pochi locali pubblici sono ben integrati nell’ambiente e, dalle terrazze di uno dei ristoranti del luogo, è possibile ammirare la città nuova con la sua spiaggia sabbiosa ed il suo lungomare.

Attraversiamo il confine con l’Albania a Sukobin , con le solite formalità di identificazione personale e con il solito controllo dei documenti del camper. Non ci viene richiesta però l’assicurazione che comunque è obbligatoria; tenuto conto della non validità della nostra carta verde, provvederemo a stipularne una, a Scutari, presso un’agenzia, al costo di 27,00 €. e valida per 15 giorni.

Il castello Rozafa di Scutari, posto su una collina, prima dell’ingresso in città, si raggiunge con il mezzo salendo una strada a tornanti , fino ad uno slargo dove è possibile parcheggiare, anche se con qualche difficoltà. E’ la cittadella fortificata più grande di tutta l’area balcanica; dalle sua mura, intervallate da 7 torri del V secolo, è possibile ammirare uno straordinario panorama. Tre porte, in successione, consentono l’ingresso alla fortezza, dove vi sono , separate da antiche mura, tre zone nelle quali si trovano i resti della chiesa di S. Stefano del XIII sec., alcune abitazioni, un deposito di munizioni ed il castello. Non mancano ovviamente leggende legate alla sua costruzione, ma, certamente, meritano una visita i locali utilizzati come caffè-bar, dove, tra l’altro, è stato allestito un ambiente in puro stile ottomano, utilizzabile dai visitatori.

La città, con le sue larghe strade, dove è possibile anche parcheggiare il camper, con i suoi alberghi a 5 stelle, con le sue piazze moderne e con le antiche moschee , con la sua storica cattedrale cattolica ricostruita e riaperta al culto il 7 marzo 1991, ha un suo particolare fascino, soprattutto la sera quando la zona pedonale del centro, trasformata, per tutta la sua lunghezza di circa 1 Km., in un enorme bar all’aperto, assiste al tranquillo passeggiare dei suoi cittadini.

Abbiamo trascorso la notte nel parcheggio antistante il ristorante dove abbiamo pranzato, in modo economico e con piatti tipici locali a base di carne ed, il giorno dopo, effettuiamo una visita al lago di Scutari, percorrendo la strada che ha termine a Shiroke e che lo costeggia per circa 10 km. Il percorso ha inizio dal nuovo ponte costruito all’ingresso dalla città, sul fiume Kir e vicino allo storico ponte di Mesi; è la stessa strada che porta alla frontiera di Sukobin , ma dopo qualche centinaio di metri si devia a destra. Nei ristoranti che si affacciano sul lago è possibile gustare il pesce appena pescato dai pescatori locali; tranci di enormi carpe sono cucinate e servite in modo eccezionale.

Proseguiamo in direzione Tirana e ci fermiamo a Lezhe , per visitare la tomba dell’eroe nazionale Gjergj Kastrioti Skandeberg. Un ampio parcheggio custodito, all’ingresso della zona archeologica nel cui interno si trova il monumento di cui sopra , di fronte agli uffici comunali, consente la visita di questa animata cittadina ed anche la sosta notturna.

Raggiungiamo Kruja e parcheggiamo il camper, nelle immediate vicinanze del bazar, in un parcheggio custodito, dove trascorreremo la notte.

La città medievale si trova a 560 mt. sul livello del mare ed ha dato i natali a Skandeberg. Un interessantissimo museo etnografico dedicato a lui ed alle sue guerre combattute per 25 anni in difesa del suo paese dall’occupazione ottomana, è stato realizzato nella fortezza, costruita nel 1444.

La strada che porta alla fortezza attraversa il medievale bazar con le sue strade in ciottoli ed i negozi di legno, dove tra tantissimi oggetti e souvenir di filigrana, alabastro, argento, rame e legno è possibile osservare la realizzazione al telaio di tappeti in lana.

Il giorno dopo siamo a Tirana, la capitale. Parcheggiamo il camper, su indicazione di uno dei tanti vigili che disciplinano il caotico traffico della città, in un parcheggio custodito e realizzato, nelle immediate vicinanze della centrale piazza Skandeberg, sulle enormi gradinate degli spazi antistanti la cosiddetta “Piramide” , nel Boulevard Deshomoret e 4 Shkurtit; il monumento realizzato dal regime che dal 1944 al 1991 ha governato il Paese, oggi completamente in abbandono, divide gli amministratori di Tirana tra chi lo vorrebbe abbattere per realizzare una nuovo monumento e chi lo vorrebbe restaurare ed utilizzare come luogo di cultura.

La città si presenta con ampie e nuove strade , molti e nuovi edifici di grandi dimensioni pubblici e residenziali , moderni alberghi , negozi, ristoranti e locali pubblici alla moda.

Meritano certamente di essere visitate la centrale ed enorme Piazza Skandeberg, temporaneamente “sconvolta” dai lavori di ristrutturazione in corso, la vicina Torre dell’orologio, simbolo della città, la Moschea di E’them Beut, il caratteristico piccolo ponte di pietra Ura e Tabakave, situato nel Boulevard Zhan D’Ark , i pochi resti delle mura del castello di Giustiniano, detto anche di Tirana ed il Mosaico di Tirana, che si trova alla fine della strada Naim Frasheri, una traversa della più frequentata e grande via Kavaies, una delle principali arterie cittadine. Il mosaico, scoperto nel 1972 , fa parte di un antica villa romana del III secolo ed è una testimonianza storica dei primi insediamenti nella città.

Numerosi sono i musei visitabili ed interessati sono le chiese cattoliche ed ortodosse, i giardini botanici e le aree verdi siti al centro ed alla periferia della città.

Lasciata Tirana, proseguiamo verso sud in direzione Elbasan che, dall’alto di uno dei tornanti della strada che si percorre per giungervi, si presenta come una grande città industriale, caratterizzata dalle ciminiere di fabbriche di vario tipo, tra cui un cementificio ed una grandissima raffineria di petrolio. Tanto ci basta per decidere di proseguire senza sostarvi, raggiungendo prima Rrogozhine e poi Lushnje ; da qui ci dirigiamo verso Berat.

Finora le strade dell’Albania sono state abbastanza percorribili con tratti autostradali completati ed in costruzione e tratti a doppio senso di marcia ben asfaltati; i quasi 50 Km. da Lushnje a Berat sono però davvero disastrati e la velocità non può superare quasi mai i 40 Km orari.

Alla fine giungiamo a Berat e, attraversata la parte nuova della città, sostiamo lungo il fiume Osum, dopo l’inizio del senso unico, vicino a dei giardinetti pubblici, in coda ad altri due camper francesi che trascorreranno anche loro la notte lì.

Berat è detta la “città dalle mille finestre”; la strada principale, fiancheggiando il fiume, divide i due quartieri di Mangalem e Gorica costruiti su due opposte colline con le case in pietra attaccate una all’altra e con tante finestre rettangolari, allineate e della stessa misura: uno scenario unico e suggestivo sia di giorno che con l’illuminazione notturna.

Su uno sperone roccioso, a sinistra di chi proviene da Lushnie, il quartiere di Mangalen è sovrastato dalla fortezza, raggiungibile da una strada in acciottolato che parte ai piedi del suddetto quartiere, ma anche da una più comoda strada asfaltata che sale all’inizio della città nuova, seguendo le apposite indicazioni per il castello, nelle cui prossimità è possibile parcheggiare senza problemi.

La fortezza, a forma di triangolo, è ben conservata ed al suo interno, allestito in una chiesa ortodossa dismessa, è visitabile il Museo di Onufri, con le splendide icone dipinte da questo pittore del medioevo albanese.

Ripercorrendo i 50 Km. fatti all’andata e prima di giungere a Lushnie, proseguiamo verso sud ; superata Fier ci dirigiamo verso Tepelene, famosa anche per le sue sorgenti. Inutilmente cerchiamo, nella città natale di Ali Pasha, despota sanguinario che per la sua crudeltà è conosciuto anche come “ Il Leone di Giannina”, i resti del castello di Tepelene, realizzato durante il suo regno e, pertanto, proseguiamo alla volta di Gjirokaster ( in italiano Girocastro). La città vecchia è inclusa tra i patrimoni dell’UNESCO ed il suo castello è un’enorme e panoramica fortezza che domina tutta la pianura sottostante. Al suo interno, in ampie gallerie con volta a botte, si trova il Museo delle armi, dove, tra l’altro, sono conservati molti cannoni della 2^ guerra mondiale. Per salire alla fortezza si attraversa la parte vecchia della città, con i tetti delle case ricoperte da lastre di pietra grigia ed il caratteristico bazar.

Dopo qualche chilometro, una deviazione porta in un parco dove è possibile ammirare il cosiddetto “occhio blu”, una sorgente all’interno di un laghetto.

E’ quasi buio quando, all’ingresso della cittadina di Ksamil, famosa per la sua spiaggia che si affaccia su quattro isolette raggiungibili anche a nuoto, troviamo l’indicazione di un camping. Una famiglia, nel giardino della propria casa, ha realizzato un punto sosta per 3 o 4 camper, fornendo anche elettricità, acqua, un box toilette ed una doccia.

Il mattino dopo siamo a Butrinto, distante circa 20 Km.; dinanzi alla zona archeologica è possibile sostare in un ampio parcheggio. Visitiamo il sito dove, tra l’altro, è possibile ammirare i resti dell’ampio teatro e quelli dell’agorà.

Riprendiamo il viaggio verso nord e, dopo una breve sosta a Saranda, che, con la sua passeggiata a mare ed i suoi alberghi, è meta molto frequentata dal turismo balneare, giungiamo a Porto Palermo dove pranziamo in un tipico ristorante, davanti al castello; su una splendida baia, proteso verso il mare sorge questo maniero, costruito da Ali Pasha alla fine del XVIII secolo ed a tutt’oggi in ottime condizioni. Lungo il collegamento con la terraferma si trova la chiesa di Aghios Nikolaos, davanti alla quale, oltre alla possibilità di fare il bagno in un’acqua trasparente e cristallina, è anche possibile sostare con il camper. Più avanti, in un’altra baia si possono ancora vedere le gallerie utilizzate per il ricovero dei sommergibili sovietici dopo la 2^ guerra mondiale.

La strada prosegue lungo la costa, caratterizzata da ampie spiagge sabbiose, fino a quando comincia a salire su un costone di una montagna brulla con un’infinità di tornanti che ci portano fino in cima, a circa 1000 mt. di altezza; superato il passo lo spettacolo cambia radicalmente: il parco della Llogara costeggia la strada con i suoi pini loricati, rari monumenti della natura. Il parco è attrezzato per ospitare i turisti e vi è anche un campeggio dove è possibile sostare.

A Valona , dopo una visita ai giardini dove, nel 1932, è stata costruita la tomba di Ismail Qemali, primo premier dell’Albania, e dove svetta pure il monumento all’Indipendenza, realizzato in bronzo nel 1972, facciamo una passeggiata nella vicina via Justin Godard, detta anche via “monumentale “ che, per il vero, ci delude, vista la difficoltà di riconoscere i bei palazzi tanto decantati nelle guide.

In serata raggiungiamo il sito archeologico di Apollonia e, dopo l’inutile tentativo di trovare un camping segnalato in un resoconto di viaggio in camper tratto da internet , trascorriamo la notte davanti all’ingresso dello stesso sito. Il mattino dopo visitiamo questa ampia ed interessante area, dove ancora sono in corso scavi da parte di archeologi.

L’ultima tappa del viaggio è Durazzo, la seconda città dell’Albania, per grandezza ed importanza. Visitiamo, tra l’altro, le mura bizantine del castello, del VI secolo, alle quali nel XVI sec. sono state aggiunte delle torri veneziane rotonde e l’antico anfiteatro romano. Con il camper saliamo sulla collina dove si trova il Palazzo del Re Zog, ultimo re d’Albania e poi dagli altri capi di stato albanesi; la costruzione è, ormai, in completo abbandono da una decina di anni, in attesa dei necessari restauri che, a detta del custode, dovrebbero essere effettuati dal governo italiano.

La sera del 27 settembre, dopo una visita al resto della città ed una passeggiata sul suo lungomare, ci imbarchiamo da Durazzo per Bari.

Abbiamo percorso circa 2300 Km., su strade ed autostrade che, se si esclude i 50 Km. da Lushnje a Berat, non hanno presentato difficoltà di rilievo; il costo di un pranzo, in tutti e tre gli stati visitati è di circa 10 €; il costo del gasolio è di circa 1,20 € e, soprattutto in Albania, lungo i tratti di autostrada tutti gratuiti, vi sono distributori di carburante all’avanguardia per struttura e servizi; il costo medio dei parcheggi notturni e dei campeggi è stato di circa 8,00 €.; per la pulizia del camper in uno dei tantissimi lavaggi dell’Albania abbiamo speso 4,00 €.

Nel complesso è stato un viaggio piacevole ed interessante, al di là delle nostre aspettative; tante le cose viste e tante quelle da poter vedere; forse un periodo più lungo ce lo avrebbe consentito o forse sarebbe stato opportuno dividere l’itinerario in due parti; certamente abbiamo visitato dei posti dove ancora il turismo è agli albori e dove, anche come camperisti, siamo sempre stati accolti con grande simpatia.

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