Il multimetro digitale (tester) è uno strumento che serve a misurare le grandezze in gioco in elettricità. E' molto utile ed in questi ultimi anni il suo prezzo è diventato talmente popolare che tutti gli hobbisti dovrebbero averne uno tra gli attrezzi. Un multimetro o tester è uno strumento che, come dice il nome, è in grado di determinare il valore di molte grandezze elettriche diverse. Consente infatti di effettuare misure di resistenza, corrente elettrica e tensione, sia continua che alternata.

Le parti principali di un tester (fig. 1)

tester figura1

sono il display, dove appaiono i valori misurati, il selettore, di tipo rotante oppure a tastiera, che permette di scegliere la portata più adatta alla misurazione da effettuare, e due puntali, uno rosso (positivo) ed uno nero (negativo), da inserire nelle apposite boccole. Quanto è riportato si riferisce al tester che appare nella fig. 1 ma, a parte piccole differenze, può riguardare anche altri tipi di tester.

Il display.
In genere il display è del tipo a cristalli liquidi; un display di 3 cifre e mezzo è sufficientemente preciso per i nostri scopi. Occorre scegliere per ogni misura la giusta portata, come vedremo in seguito, al fine di sfruttare tutte le cifre disponibili per la lettura del valore misurato.

Il selettore della misura.
La manopola che si trova al centro del tester (fig. 2)

tester figura2

permette di scegliere, di volta in volta, sia il tipo di grandezza che si vuol misurare, sia la portata massima, ovvero il massimo valore misurabile. Come si vede, la rotazione è suddivisa in vari settori.
Partendo più o meno dalla posizione che sull'orologio indica le ore 11, troviamo le misure di Resistenza, indicate dal caratteristico simbolo “Ω”. Considerato lo scopo di queste note, non ci occuperemo, almeno per ora, di questa funzione.

Più interessante, almeno per noi, è invece la prima posizione del settore contrassegnata con il simbolo della nota musicale “”..
Si usa per i controlli di continuità ( esempio per verificare se un cavo è interrotto oppure l’integrità di un fusibile o di una lampadina); in caso di normale conduzione/continuità (in fondo è una misura di resistenza con valore prossimo allo zero!), il tester emetterà un tipico segnale acustico.

Saltando poi il breve settore “hFE”, troviamo poi le misure di Tensioni Continue “V ”, con le portate 200m (200 millivolt, cioè millesimi di volt), 2, 20, 200 e 1000 V. Anche per queste misure vale il principio di scegliere sempre la portata più vicina, ovvero immediatamente superiore, al valore che si intende misurare (ad esempio, per una batteria a 12V sceglieremo la portata 20V).

Per le misure di Tensioni Alternate occorre invece posizionarsi sul settore "V~" con le portate con le portate 200m, 2, 20, 200 e 700 Volt.
Anche in questo caso scegliere sempre la portata immediatamente superiore al valore da misurare (ad esempio, per la rete 220V, sceglieremo la portata massima di 700V.
Attenzione!.. seguire le norme antinfortunistiche…pericolo di elettrocuzione!).

Ricapitolando.
Per ogni tipo di misura, occorre quindi posizionare la manopola (selettore) all'interno del settore corrispondente, scegliendo la portata più vicina immediatamente superiore al valore da misurare. Successivamente, sempre continuando in senso orario, s'incontrano i settori per le misure di Corrente
Alternata, indicate da "A~" e quindi le misure di Corrente Continua, indicate dal simbolo "A ".

Boccole per l'inserzione dei puntali.
Nella parte bassa del tester, si trovano quattro boccole rosse, dove occorre inserire gli spinotti dei puntali; mentre il puntale nero va inserito sempre nella boccola contrassegnata con "COM", che sta per "comune", la posizione del puntale rosso cambia in funzione del tipo di misura.
Per le misure di Tensione, il puntale rosso va inserito nella boccola contrassegnata "V / Ω " (fig. 3)

tester figura3

Come già detto in precedenza, la manopola del selettore di misura deve trovarsi sul settore "V " se si tratta di tensione continua (fornita, ad esempio, delle batterie), oppure sul settore "V~" se si deve misurare tensione alternata (fornita, ad esempio, dalla rete 220V) scegliendo all’interno del settore la portata più opportuna come precedentemente indicato

ENERGIA SOLARE IN CAMPER

Installazione dei pannelli solari

Nel mondo del plein-air l'impiego di pannelli fotovoltaici si è ormai affermato da molti anni, dal momento che il loro impiego offre ai camperisti numerosi vantaggi tutti assolutamente indiscutibili, ad iniziare dalla totale silenziosità, dalla mancanza di parti in movimento, dalla longevità che può superare anche i 20-25 anni ,come  spesso  risulta dalla garanzia offerta dai costruttori.

E' la soluzione più ecologica per tenere in carica le batterie del camper.

Sul mercato ci sono attualmente pannelli di diverse potenze, partendo dai 45 watt per passare ai 50/60/70/100 watt, e di tre tipi: monocristallino, policristallino, amorfo.

1)      MONOCRISTALLINO: realizzato partendo dal silicio puro presenta il miglior rendimento cioè circa 100 watt  di potenza per ogni metro quadrato installato;

2)      POLICRISTALLINO: realizzato partendo dal silicio riciclato presenta un rendimento inferiore al monocristallino, quindi a parità di potenza sono più grandi del 10 % e costano meno;

3)      AMORFO: rendono circa la metà e sono quelli più economici.

Se si utilizza il camper prevalentemente in zona mediterranea, tenendo conto del rapporto  qualità/prezzo sono  consigliati i policristallino.

Per ottenere un buon impianto di pannelli fotovoltaici, non basta solo  avere un buon pannello, ma anche una buona centralina, che regoli perfettamente la corrente in arrivo dai pannelli che sono installati sul tetto del camper.

Il compito sostanziale della centralina è quello di evitare ogni possibile sovraccarica alle batterie, elemento questo che potrebbe provocare non pochi problemi (è sufficiente pensare all'acido delle batterie che comincia a bollire).Attualmente esistono sul mercato diverse centraline, alcune con controllo visivo tramite LED luminosi che evidenziano la funzione in corso, altre munite di pulsanti che, opportunamente premuti, possono indicare su display i voltaggi della batteria servizi, i voltaggi della batteria motore, gli ampère in entrata dal pannello ed in uscita, ecc.

Le centraline si dividono in due modelli, la prima la più diffusa svolge la funzione di carica per ambedue le batterie (servizi – automezzo) dando la priorità a quella dei servizi, mentre la seconda svolge la funzione di carica della sola batteriadeiservizi. A questo secondo tipo di centralina si può abbinare un "parallelatore" che cura la ricarica della batteriadiavviamento, assicurando sempre la priorità a quella dei servizi.

Tra le caratteristiche da non sottovalutare vi è anche l'impianto elettrico, che deve essere opportunamente dimensionato in termini di legame fra lunghezza e sezione dello stesso.

E' indispensabile, che dalla parte delle batterie, vi sia installato un portafusibili con relativo fusibile, dimensionato in base al cavo usato e alla protezione della linea.   Per un buon impianto occorrerebbe utilizzare batterie del tipo stazionario o semistazionario, create appunto per questo scopo.

Però sono molto costose e solitamente non si trovano come equipaggiamento di serie sui veicoli.

 In ogni caso è opportuno utilizzare batterie di almeno 100 Ampère e soprattutto di buona qualità, che se trattate con le dovute cure durano anche diversi anni.

 Nella scelta del tipo di pannello ci si può attenere alle seguenti indicazioni.

 - 50 Watt : impianto piccolo, ideale per chi usa il camper prevalentemente nella bella stagione, e non è un grosso utilizzatore di utenze ausiliarie quali   TV a colori o ventole d'aspirazioni.

- 70 Watt : è la soluzione per chi utilizza il televisore con una certa frequenza e non effettua soste prolungate oltre i 2-3 giorni.

- 100 Watt :  rappresenta una buona soluzione per chi fa soste prolungate e vuole avere una discreta disponibilità di energia per vari accessori.

-140 Watt : è la  scelta  da consigliare a tutti coloroche hanno il frigo a compressore, oppure fanno un uso intenso, anche invernale, del camper.

Ovviamente l'impianto può essere realizzato con un solo pannello ed eventualmente integrato con un secondo o un terzo, dopo aver verificato l'effettiva necessità

 

L'inverter è un apparato elettronico in grado di convertire la tensione di batteria dell'auto, camper, barca o camion, in corrente alternata a 220 Volt simile quella in ogni abitazione.

A che cosa serve un inverter su un veicolo?

Le applicazioni sono innumerevoli: ALIMENTARE UN TELEVISORE può sembrare un assurdo poiché i televisori esistono anche alimentabili a batteria ma con il costo di un televisore a 12Volt si acquista un televisore a 220Volt + inverter e l'inverter servirà per molte altre cose, inoltre tutti abbiamo in casa un televisore 220V che potremo utilizzare in camper. CARICARE LE BATTERIE DI VIDEOCAMERE - TELEFONI - COMPUTER - RASOI - TRAPANI COMPUTER PORTATILI E TRADIZIONALI - RASOIO ELETTRICO - SPAZZOLINO ELETTRICO VIDEOREGISTRATORE - DECODER TV VIA SAT - PICCOLI ROBOT DA CUCINA - UTENSILI utilizzando il caricabatteria standard fornito in dotazione. Alimentare a 220V il frigo trivalente, anche questa può apparire una assurdità ma il frigo trivalente funziona molto meglio a 220V che non a 12Volt, perché quindi non alimentarlo a 220V mentre si viaggia in modo da sfruttarne appieno le potenzialità?

Quanto consuma un inverter?

E' opinione diffusa che l'inverter sia, un apparato di elevato consumo elettrico; niente di più falso in quanto il consumo dipende solo ed esclusivamente dalla utenza a 220V ad esso collegata, quindi ad esempio l'utilizzo del televisore a colori a 12V o 220V mediante inverter provoca in entrambi i modi un consumo paragonabile e l'aumento dei consumi dovuto alla trasformazione da 12 a 220V di norma non raggiunge il 10%.

Ovviamente se si utilizzano utenze molto potenti i consumi sono elevati, ma la "colpa" non è dell'inverter bensì dell'utenza stessa. A titolo di esempio consideriamo un asciugacapelli da 500W, che è un enorme consumo, ebbene se utilizzato per 5 minuti provoca un consumo di 3,5 Ah, del tutto tollerabile dalla batteria sia di servizio che di avviamento di qualunque veicolo.


Cosa significa "Onda sinusoidale MODIFICATA"?

L'onda sinusoidale è quella tipica della corrente a 220V fornita dall'ENEL ed in grado di alimentare ogni tipo di utenza ad essa collegata; quando questa onda deve essere ricostruita partendo dalla corrente continua si utilizzano degli interruttori elettronici che aprendosi e chiudendosi migliaia di volte al secondo ricostruiscono una forma d'onda molto simile, ma non uguale, a quella ENEL, da qui la definizione di "onda modificata". Esistono inverter ad onda sinusoidale, hanno però un consumo elettrico e un costo ben più elevati e vengono di solito utilizzati solo per impianti professionali.

Le vostre riserve di energia sono spesso insufficienti? Potreste trovarne la ragione in uno dei seguenti cinque punti. Seguendo questi pochi e semplici consigli, ci si potrà rilassare per periodi ancora più lunghi, in totale autosufficienza.

  1. Analisi della domanda:
    Innanzi tutto bisogna verificare gli assorbimenti dei singoli apparecchi che utilizziamo in camper e moltiplicare per i tempi di utilizzo, con molta generosità. Se si usa un inverter, tenere conto di una efficienza dell’80% nel calcolo.
  2. Selezione del tipo di batteria:
    Regola generale: non utilizzare una batteria ad alta capacità se non abbiamo bisogno di scaricarla sino a 10,8 prima di ricaricarla.
    Se non utilizziamo un inverter e utilizziamo dei cicli di carica molto lunghi possiamo certamente utilizzare una batteria al Gel che ci permette più autonomia. Se comunque vogliamo avere sempre la riserva al top della capacità e abbiamo bisogno di ricaricare velocemente per fornire energia a grossi consumatori dovremmo utilizzare una batteria AGM. Alti cicli di scarica e ricarica sono garantiti solo con una batteria AGM deep Cycle (scarica profonda) come la Mastervolt o Optima.
  3. Installare un adeguato dispositivo di carica:
    un consiglio importante per i camperisti che immagazzinano energia dalla presa di corrente: i produttori di batterie consigliano dei dispositivi dotati di speciali tecnologie di ricarica per ogni tipo di batteria. Questi garantiscono tempi rapidi di ricarica e proteggono le batterie.
    Suggerimento: per mantenere una lunga durata della batteria, la ricarica deve avvenire il più presto possibile dopo la scarica.
  4. Sezione del cavo di ricarica:
    Sia che si tratti del cavo di ricarica che parte dal dispositivo di carica o quello che parte dal generatore/presa di corrente – in generale, la sezione del cavo è quasi sempre insufficiente provocando cadute di tensione e impedendo la ricarica rapida. Questo collo di bottiglia deve essere superato usando un cavo di rame di sezione maggiore.
  5. Controllare il collegamento a terra:
    Assicurarsi che i dispositivi elettronici di bordo siano ben protetti. La causa di numerosi problemi con il sistema elettrico può essere causata dai dispositivi elettronici (cavi, inverter, collegamenti vari, ecc) non collegati alla “terra del camper” (telaio, negativo batteria). E’ bene non dimenticare che nessuna autocaravan è dotata di vera e propria messa a terra, pertanto per l’utilizzo di generatori o inverter è bene dotarsi di un buon interruttore differenziale (comunemente chiamato salvavita), scegliendone magari uno con funzioni da magneto – termico, meglio se con una soglia di sensibilità molto bassa.

Fare retromarcia con il camper è sempre una manovra ad alto rischio anche per il più esperto, ma grazie alla tecnologia ed, in particolare, con le telecamerine e i monitor da retromarcia, tutto può essere più semplice. Ultimamente se ne trovano di economiche e di facile installazione fai-da te.

E poi, con la telecamera è come avere un camper un metro più corto perché è possibile sfruttare al centimetro tutto lo spazio a disposizione per il parcheggio o per la manovra di retromarcia. Vi diamo qualche consiglio per l’acquisto di questo indispensabile accessorio:

  1. Installare una telecamera con filo, in modo da non avere mai disturbi o interferenze proprio al momento del bisogno. Con tutti i dispositivi wi-fi che ci sono in giro una interferenza radio potrebbe mettere ko la vostra telecamera proprio nel momento del bisogno.
  2. è bene farla installare manuale e non in automatico con la retromarcia; in tal modo è possibile controllare ciò che succede sul retro in ogni momento ( controllare le biciclette durante la marcia, girare in spazi ristretti senza urtare con la coda, scoprire malintenzionati, ecc.) oppure tenere la telecamerina sempre accesa per guardare ogni tanto dietro quando si viaggia come se fosse stato installato un nuovo specchietto retrovisore.

Per quanto riguarda il monitor, è preferibile quello da mettere sullo specchietto, anche se più costoso; così non si noterà dall'esterno.

Si raccomanda di istallare anche la lampadina della retromarcia che fa bip-bip; (costa pochi euro, ma è efficace per avvisare i pedoni della manovra in atto) e un bel faretto a led 12 V per vedere di notte, (anche questo costa poco).

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